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marì
Bloccato

[quote1255974499=Richard]
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/10/17/visualizza_new.html_987829534.html
PALERMO – [color=#ff0000]”Non so se mi va più di continuare. Sono molto stanco[/color]. Anche per questo, oggi, sono qui davanti ai magistrati”. L'ha detto Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo condannato per mafia, Vito, prima del nuovo interrogatorio che sta rendendo davanti ai pm di Palermo e Caltanissetta.

A giustificazione del suo sfogo Ciancimino, che sta raccontando ai magistrati della cosiddetta trattativa tra Stato e mafia, ha raccontato un episodio che ha definito “preoccupante”. “Ieri sera – ha detto – alla vigilia delle importanti dichiarazioni che dovrò rendere sui carabinieri del Ros, la mia scorta, mentre mi riaccompagnava nella mia casa di Bologna, insospettita dalla presenza di due persone, davanti al palazzo, ha deciso di fare un controllo. Si trattava di due carabinieri del Ros, armati, che hanno dichiarato di essere lì per indagini”. “La scorta – ha proseguito – li ha identificati e ha fatto una relazione di servizio che ha trasmesso alle procure di Palermo e Caltanissetta”. Ciancimino nel raccontare della trattativa ha parlato del ruolo svolto dagli ufficiali del Ros Mario Mori e Giuseppe De Donno, intermediari – a suo dire – tra le istituzioni e Don Vito Ciancimino che agiva per conto dei corleonesi, nella cosiddetta trattativa…

http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/mafia-10/grasso-trattativa/grasso-trattativa.html
ROMA – La trattativa con la mafia nei primi anni 90 c'è stata e anzi Cosa nostra aveva capito di poter ricattare lo Stato. A sostenerlo è il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, intervistato dal Tg3 della sera. E le sue parole rilanciano la polemica esplosa in questi giorni dopo la consegna alla Procura di Palermo delle copie di quello che il figlio di Vito Ciancimino assicura essere il “papello” elaborato da Riina per avviare la trattativa tra Stato e mafia.

E Piero Grasso spiega: “Quando Riina dice a Brusca, come lui ci riferisce, che 'si sono fatti sotto' vuol dire che è scattato il meccanismo di ricatto nei confronti dello Stato: la strage di Falcone ha funzionato in questo modo. L'accelerazione probabile della strage di Borsellino può allora essere servita a riattivare, ad accelerare la trattativa con i rappresentanti delle istituzioni”…
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… lo credo bene … speriamo che non lo fanno fuori.