Rispondi a: Canapa…perchè no???

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altair
Partecipante

Nel link che ho postato sopra trovate tutta la famiglia dei toscani e relativi prezzi (che non sembrano cambiati).

Se si vuole provare davvero il Toscano meglio non perdere tempo con i vari amabile e toscanelli aromatizzati, io li considero una curiosità per fumatori timorosi che non vogliono confrontarsi con il gusto deciso del vero Toscano.

I Toscani si dividono in due grandi categorie: i sigari fatti a macchina e quelli fatti a mano, confezionati dalle sigaraie delle manifatture di Lucca e Cava dei Tirreni dopo un apprendistato di due anni.

Il mio Toscano, quello che fumo abitualmente, è l'ExtraVecchio – 9 mesi di stagionatura, fatto a macchina, il toscano-toscano, l'unico fatto nella manifattura di Lucca esclusivamente con tabacchi coltivati in Toscana.

Fumo anche il Toscano Originale, 12 mesi di stagionatura, fatto a mano.

Li ho provati un pò tutti e questi due, per diverse ragioni, sono a mio avviso quelli con il miglior rapporto qualità-prezzo.

La differenza sostanziale fra il sigaro fatto a mano e quello fatto a macchina sta nelle dimensione e nella qualità del tabacco.

Nei sigari fatti a mano lunghezza e spessore sono maggiori, la fumata è decisamente più corposa con un volume di fumo notevole, inoltre le foglie di tabacco Kentucky sono selezionate con maggiore cura.

I sigari fatti a macchina si possono fumare “ammezzati” ovvero divisi a metà, oppure “alla maremmana” cioè interi; il sigaro fatto a mano va fumato rigorosamente intero, una lunga fumata lenta che può durare circa un'ora.

Accessori fondamentali: un piccolo attrezzo per dividere il sigaro, un buon accendino e un posanere adeguato.

Per dividere il sigaro si usano strumenti costruiti appositamente, di tre tipi: ghigliottina, coltellino, forbici.
Io uso delle piccole e robuste forbici tascabili. Sono oggetti dal costo contenuto a meno che non si scelgano modelli impreziositi con legni pregiati o metalli particolari.

La parte fondamentale riguarda l'accensione, sono da escludere gli accendini a benzina ed i cerini, peraltro difficilmente utilizzabili con un sigaro.

Per praticità si ricorre all'accendino a gas, anche i comuni fiammiferi da cucina vanno bene, magari usati due alla volta, ma stare davanti ad un camino ed utilizzare un tizzone ardente o una punta metallica incandescente diventa quasi un rito.

L'accendino può essere di due tipi: con la fiammella convenzionale che può essere anche doppia in accendini concepiti appositamente oppure con la fiamma antivento.

La differenza sta nella temperatura, 500 gradi per la fiamma normale, 700 per l'antivento; va da se che l'uso dell'antivento accorcia i tempi e risulta più efficiente nelle accensioni all'aria aperta.

Il sigaro non va acceso come la sigaretta, non si mette in bocca dando boccate per avviarlo.

Il sistema migliore è l'autocombustione, si accosta la fiamma al sigaro tenendola ad una certa distanza e contemporaneamente si fa ruotare il sigaro lentamente, se si ha la pazienza di attendere ad un certo punto tutta la testa del sigaro diventerà brace rossa senza aver mai aspirato, si evita così di impregnare il sigaro con forti boccate iniziali che lo renderebbero amarognolo; per accorciare i tempi si possono dare alcune boccate lente e decise prima dell'autoconbustione avendo l'accortezza di continuare a ruotare il sigaro.

Le sigarette sono tutte uguali nella forma, i Toscani mai, anche fra quelli fatti a macchina non troverete due sigari identici, possono essere dritti o leggermente curvati, con la nervatura della fascia più pronunciata o meno, lisci o bitorzoluti, più secchi o più umidi, più chiari o più scuri anche se la stagionatura dichiarata è la stessa.

Due sono i problemi che si possono incontrare con un Toscano e che compromettono la fumata rendendola spiacevole o impossibile: il tiraggio forzato o, nei casi peggiori, inesistente, oppure l'apertura della fascia, la foglia che avvolge il sigaro e che svolge la funzione della cartina nella sigaretta.

Nel caso di tiraggio forzato occorre valutare quanto spiacevole sia la cosa, un cattivo tiraggio tende a far spegnere il sigaro che non brucia bene e rende la fumata scadente a causa del volume di fumo ridotto.

Fumare un sigaro non lo considero un vizio ma un piacere, se il tiraggio è scarso non mi faccio problemi ad accendere un nuovo sigaro senza spegnere il vecchio: il sigaro, anche quando si arriva alla fine, non va mai spento, si appoggia nel posacenere e si lascia spegnere da solo, si evita così l'odore sgradevole che si produce quando viene schiacciato sbriciolando la brace.

Il posacenere deve avere il bordo basso, le Manifatture Sigaro Toscano si affidano ad un artigiano di Lucca che produce a mano posacenere di due dimensioni in creta smaltata e dal costo contenuto, con la foglia di Kentucky scolpita al centro.

L'apertura della fascia è l'altro problema che si può presentare, si può rimediare oppure no, con un pò di esperienza si capisce cosa fare.

Tiraggio forzato e apertura della fascia si presentano con frequenza diversa nei vari tipi di Toscano, nell'ExtraVecchio sono inconvenienti piuttosto rari.

Nei sigari fatti a mano e nell'Antico, fatto a macchina, un problema che si presenta con una certa frequenza è il tiraggio forzato.

Nel sigaro fatto a mano, nelle estremità, la sigaraia può aver stretto troppo creando una strozzatura, in questo caso si può rimediare tagliando parte della punta.

Ogni sigaro, prima di essere acceso va osservato, tastato, ascoltato.

Va osservato per valutare se ci sono strozzature alle estremità, così si può accorciare il sigaro prima di accenderlo, va tastato per valutare la consistenza e la tenuta della fascia, ed infine va ascoltato.

Si accosta il sigaro all'orecchio tenendolo fra pollice e indice e si fa ruotare dolcemente, si deve sentire un leggerissimo fruscio, se non si sente nulla il sigaro è troppo umido, se invece scricchiola è troppo secco.

L'Antico Toscano è un caso a parte.

E' il Toscano per eccellenza, il più gustoso e potente con note piccanti piacevoli e marcate.

E' il Toscano più buono e nello stesso tempo può essere il peggiore.

Un paradosso.

I problemi di tiraggio forzato o impossibile sono più frequenti che negli altri sigari delle famiglia e anche quando da il meglio di se difficilmente avrete un tiraggio corretto, ma le volte in cui tutto è perfetto la fumata è davvero appagante e per un pò resta nella memoria.

Questo è il fumo lento, un piacere più che un vizio, ci sono giorni in cui non fumo perchè non ne sento il bisogno e non ci faccio caso, con la sigaretta non succedeva mai.