Rispondi a: Le monete complementari

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ezechiele
Partecipante

SC€C: solidarietà che cammina

1: Che cosa è precisamente questa associazione, e cosa si propone di fare?

la nostra idea nasce dall'iniziativa di un gruppo di commercianti, artigiani, liberi professionisti, privati cittadini, che si sono resi conto che un problema fondamentale della nostra economia è la gestione della moneta nell'interesse esclusivo delle banche e non dei cittadini.
Con l'avvento dell'euro sempre più spesso il denaro viene portato via dal nostro territorio per essere investito sui mercati finanziari internazionali. In pratica ogni qual volta che acquistiamo nei grandi supermercati o mettiamo la benzina nella nostra auto, gran parte dei nostri soldi vengono risucchiati dal nostro mercato per essere trasferiti oltreoceano o in oriente, mercati oggi preferiti per gli investimenti o peggio, nei mercati finanziari.
Anche quando paghiamo le tasse i nostri risprmi finiscono nei forzieri delle banche e da lì verso altre destinazioni, visto che con le tasse paghiamo gli interessi sul debito pubblico (creato artificialmente dalle banche con la complicità dei nostri governanti).
Tutti questi soldi non circolano più sul nostro territorio che si impoverisce sempre più di moneta, strumento indispensabile per il buon funzionamento di una qualsiasi economia.
Per porre rimedio a questo problema la nostra idea è quella di creare un'associazione all'interno della quale gli scambi avvengano in parte con un simbolo cartaceo, che abbiamo chiamato SCEC (Solidarietà ChE Cammina), che circola quindi insieme all'euro come una moneta, favorendo così lo scambio di beni e servizi, portando un beneficio per tutti. I commercianti, accettando per i pagamenti in parte gli SCEC, vedranno aumentare la propria clientela; i singoli cittadini pagheranno di meno e avranno quindi una maggiore possibilità di spesa; inoltre, cosa molto importante, chiunque all'interno del circuito accetterà per una parte dei pagamenti questi buoni, potrà a sua volta rispenderli presso tutti gli altri associati.
In definitiva, avendo l'opportunità di rispendere gli SCEC incassati, il commerciante che li accetta non ci perde nulla (neanche lo percentuale di SCEC accettata) e ci guadagna un aumento di clienti con relativo incremento di vendite.

2: Quanto devo pagare per aderire all'associazione?

L'unico contributo che l'Associazione chiede é totalmente volontario, al solo scopo di coprire le spese di stampa dei buoni e per pubblicizzare l'iniziativa a vantaggio di tutti gli associati! L'associazione Masaniello è una ONLUS e dunque senza scopo di lucro. Noi fondatori contiamo sul fatto che prima di tutto siamo cittadini e operatori commerciali e, in quanto tali, potenziali fruitori dei vantaggi dell'utilizzo dello SCEC. Per questo motivo speriamo nel successo della nostra iniziativa econtiamo di godere dei vantaggi descritti insieme a tutti i soci.

3: Devo acquistare i buoni per diventare socio?

No. Anche se i buoni sono spendibili, i soci non devono pagare per averli.
Per aderire occorre semplicemente chiedere di diventare membro dell'associazione. All'atto dell'iscrizione l'Associazione rilascerà a titolo gratuito 100 SCEC immediatamente spendibili in tutto il circuito.

4: L'associazione mi accredita dei buoni anche se non faccio nulla?

Certamente. L'associazione accredita a tutti i nuovi soci una somma in buoni sconto che l'associato può utilizzare come vuole spendendoli presso gli altri soci. Ad ogni nuova emissione di buoni, a ciascun socio sarà distribuita una quota parte, sempre a titolo gratuito. E' proprio in questo approccio che si può cogliere la differenza del micro-sistema economico che intendiamo costruire, da quello ufficiale che ci attanaglia: in quest'ultimo la moneta sembra essere la vera ricchezza, ed il lavoro delle persone il sottovalutato strumento per crearla; nel circuito SCEC il concetto invece si ribalta ed è la moneta a diventare strumento con il quale i soci si scambiano la ricchezza che ciascuno crea con il proprio lavoro e il proprio talento, senza i limiti imposti dalla scarsità dello strumento stesso.

5: Ma ci prendete in giro? Da dove arrivano questi buoni?

Assolutamente no, nessuna presa in giro!
I buoni arrivano esattamente dallo stesso posto dal quale le banche fanno arrivare i soldi (ovvero una tipografia!), con la differenza che questi sono gestiti dalla comunità e non dal cartello degli interessi finanziari, e sono spendibili allo stesso modo, solo all'interno del circuito degli associati.
E' chiaro che più saranno gli aderenti al circuito e più i buoni saranno spendibili, e quindi avremo la sicurezza che non spariranno dal nostro territorio in quanto non spendibili all'esterno.
Noi crediamo che il loro utilizzo favorirà tutta la nostra economia locale.

6: Che obblighi si assumono I soci?

Anche se l'accredito degli SCEC non comporta nessun obbligo, la partecipazione all'associazione comporta l'assunzione di una responsabilità da parte dei soci. In pratica l'unico obbligo di chi offre un bene o un servizio è quello di accettare in pagamento i buoni, nella percentuale liberamente stabilita da ciascuno all'atto dell'iscrizione, e liberamente modificabile nel tempo.

7: I soci sono obbligati a lavorare per l'associazione?

Assolutamente no! Nessuno è obbligato a fare alcunché. Però il socio che sceglie di fornire proprie prestazioni all'interno del circuito, cioè verso altri soci dell'associazione, deve accettare i buoni sconto nella percentuale da lui stesso stabilita precedentemente.
Ad esempio se io faccio l'elettricista ed accetto un lavoro che mi viene richiesto da un membro dell'associazione, il mio unico obbligo e di rispettare lo sconto che io ho deciso, accettando i buoni in pagamento.

8: Allora un impiegato non può essere socio, visto che non può lavorare se non per lo Stato.

Non è vero, anche gli impiegati, i pensionati, le casalinghe, gli studenti, i lavoratori stranieri, i disoccupati, insomma tutti possono essere soci, prendere i buoni e spenderli come meglio gli aggrada (consumatori). Il fatto che non lavoreranno nel circuito comporta che non produrranno reddito da lì, ma il solo fatto che vivano e consumino è già una produzione di ricchezza. L'associazione realizza il principio per cui la vita è ricchezza in sé.
E poi chiunque di noi ha una abilità, un hobby, una conoscenza particolare che, se vuole e ha tempo, può condividere con tutta la comunità, offrendola sotto forma di lavoro.

9: Perché dovrei offrire un servizio se l'associazione comunque mi offre un reddito fisso?

La quota di buoni che l'associazione offre a tutti gli associati, per motivi di buon funzionamento del sistema, è comunque una quota ridotta che non crediamo possa coprire tutta la possibilità di spesa dell'associato. Chi può offrire un servizio all'interno del circuito avrà un maggior introito in Euro, e anche un maggior introito in buoni, il che aumenterà quindi le sue capacità di spesa e, speriamo, il suo tenore di vita.

10: Chiunque può essere socio?

Associazione: Quasi chiunque! Requisiti indispensabili sono offrire alla comunità servizi che non siano dannosi per il circuito stesso, ovviamente che non siano illegali e che rispettino i principi di non violenza, ecologia e solidarietà (e quindi di non sfruttamento delle persone). Ad esempio un commerciante d'armi, un negozio di pellicce di animali, una finanziaria, uno spacciatore, non sono graditi nella nostra associazione.

11. Quando è partito il progetto?

Il progetto è partito ufficialmente con la prima emissione di SCEC il 6 giugno del 2007. Il numero degli iscritti è in continuo aumento e costantemente aggiornato su questo sito internet.

12: Come viene pubblicizzata l'iniziativa?

Un altro vantaggio per tutti gli iscritti, è che le prestazioni offerte dagli associati che hanno aderito con le loro attività commerciali e professionali (commercianti), ma anche quelle sporadiche, come babysitter, offerte di lezioni private e quant'altro (privati), saranno pubblicizzate attraverso il nostro sito e su un giornale a diffusione gratuita, su un elenco cartaceo e, se possibile, in una televisione locale e su altri mezzi di comunicazione.
Secondo noi lo strumento più potente sarà proprio il Buono Locale, cioè questa specie di “moneta” che girando tra la gente e gli operatori commerciali, permetterà a chi ce l'ha di spendere di più, e a chi vende di incrementare i propri affari.

13: C'é qualcuno prima di voi che ha pensato ed attuato qualcosa del genere?

Certamente. Questo meccanismo è stato già ampiamente sperimentato in diverse parti del mondo (esistono circa 6000 esperimenti ) con notevole successo. Per saperne di più visita la sezione saperne di più del nostro sito.
Riprendiamoci la nostra economia, siamo noi la ricchezza del nostro territorio, e non chi decide quanti euro dobbiamo avere in tasca, semplicemente stampandone di più o di meno!

fonte
http://www.progettoscec.com/index.php