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#75766
Richard
Richard
Amministratore del forum

Barrios:
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https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.1160
“Anni fa Carlos iniziò insieme al fratello Gerardo una ricerca sui diversi calendari Maya; studiò con molti maestri e dice che, per ampliare l'ambito delle loro conoscenze, Gerardo intervistò più di 600 anziani Maya. Barrios ha affermato:”Gli antropologi visitano i templi, leggono steli ed iscrizioni e confezionano storie sui Maya, tuttavia non interpretano i segni in modo corretto, lavorano solo di immaginazione… Altri scrivono delle profezie nel nome dei Maya; dicono che il mondo finirà nel dicembre del 2012. Gli anziani Maya sono furibondi per questo; il mondo non finirà, sarà trasformato. Sono gli indigeni – non altri – a possedere i calendari ed a sapere come interpretarli correttamente”.”

https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.1259
MESSAGGIO DAGLI ANTICHI MAYA DEL CLAN DELL’AQUILA, GUATEMALA C.A.

Braden con i suoi contatti con le tribu indigene conferma
[youtube=425,344]JpQH8jQxIl4
[youtube=425,344]0RR_5opECdg

http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_di_Dresda
Il Codice di Dresda (in latino Codex Dresdensis) è uno dei pochissimi codici in lingua maya ancora esistenti.

“Il codice contiene solo 74 pagine; tratta esclusivamente temi di ordine religioso e rituale, come il moto orbitale di Venere, il calcolo delle sue fasi, le previsioni delle eclissi solari e lunari, le cerimonie per il nuovo anno. Un capitolo è dedicato alla dea Luna ed all'influsso che essa esercita sulle malattie e sulle nascite. Altri capitoli sono dedicati a Chaak, il dio della pioggia, ed al suo potere di influenzare il clima ed il raccolto.

Si ritiene che il codice di Dresda sia una copia redatta nel periodo Postclassico da un manoscritto del periodo Classico.

Varie differenze stilistiche riscontrate nella scrittura fanno pensare che si tratti dell'opera di almeno cinque scribi diversi. Sul luogo d'origine non vi sono ipotesi certe; si ritiene, però, che possa essere originario dello Yucatan settentrionale forse da Chichén Itzá[1].”

—————–
“I Maya sotto l’aspetto religioso e spirituale adoravano nello Yucatan un cosiddetto Essere Supremo, creatore del cielo e della terra (paragonabile forse al nostro Dio) chiamato Haunab Ku, ed altre divinità, tra cui:

1.

Itzamnà: dio del Sole e del cielo, della cultura, della scienza medica, dell’agricoltura, della scrittura e del calendario
2.

Bacab, figlio di Itzamnà
3.

Ixchel, compagna di Itzamnà, dea della terra e della luna
4.

Kukulcan o Kukumatz, vale a dire il Serpente piumato, protettore dei sacerdoti

Nel 1517 Hernandez de Cordoba sbarcò nello Yucatan e questo suo sbarco fu esiziale per le popolazioni autoctone. Lui e gli altri invasori ebbero il loro primo impatto con costruzioni in pietra. Dopo la conquista spagnola la cultura Maya iniziò a manifestare i suoi primi segni di decadenza. All’interno dello Yucatan ci furono i primi scontri con le popolazioni indigene che inflissero perdite agli europei, tra cui la morte dello stesso Hernandez de Cordoba.

Altri europei continuarono le loro azioni feroci in quelle aree. Nel 1562 il Vescovo Diego de Landa continuò in nome di Dio l’evangelizzazione e la distruzione etnica tramite omicidi, torture e distruzioni di tutto ciò che si poteva tramandare. Fu così che morirono queste civiltà ma è vero anche che tuttora la fine dei Maya rappresenta un mistero perché alcuni sostengono che i Maya in realtà si siano trasferiti in un’altra dimensione.

Gli unici libri Maya che sono giunti fino a noi sono stati: il Codice Dresda, il Codice di Madrid, il Codice Grolier e il Codice di Parigi (i Codici portano i nomi delle città in cui sono conservati) e “Relacionas de las cosas de Yucatan” che è un saggio in cui Diego de Landa espone la cultura e il pensiero dei Maya nel periodo della conquista, fornendo spunti per l’interpretazione dei glifi e del calendario.”
http://www.cerchinelgrano.info/maya_misteri_profezie.htm

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“Una specie di compendio di questa incredibile interpretazione del Tempo – i Maya erano convinti che il mondo avesse sofferto apocalittiche distruzioni per quattro volte, e che quando il velo si alzò sulla storia dei Maya, essi stavano vivendo nell'epoca seguente la quinta creazione del mondo (gli indiani raccontarono a Diego de Landa che gli dei che reggevano la terra fuggirono “quando il mondo fu distrutto dal diluvio”)- si trova in quello che è universalmente conosciuto come Codice di Dresda (foto in testa).

Il Codice di Dresda è uno dei tre codici Maya sopravvissuti – per puro miracolo – alla furia della conquista spagnola, che come sappiamo fece purtroppo terra bruciata dell'intera cultura Maya

.

Il codice di Dresda (detto codex Dresdensis) è il più bello e il più complesso dei tre (cm.350X20X9) risale probabilmente all'XI o XII secolo e ricopia quasi sicuramente un originale del periodo classico; parla delle eclissi, della rivoluzione sinodica di Venere, di riti religiosi e di pratiche divinatorie, per ben 70 pagine. Fu scoperto a Vienna nel 1739, e in seguito venne acquistato dalla biblioteca di Sassonia, a Dresda.

E' stato proprio partendo da quel codice della biblioteca di Dresda, che Ernst Forstermann, impiegato di quella biblioteca, riuscì a decifrare una parte del calendario Maya, e a compiere il lungo conto che permette di stabilire una data in rapporto al punto di partenza cronologico Maya, grazie a una serie di glifi. Forstermann, in realtà, si era messo in testa di trovare il contenuto di quello strano libro di magia, e fu il primo, nel 1887, a capire che si trattava di tavole del pianeta Venere.

Ed è proprio il Codice di Dresda a fornire lumi su come il lungo computo del tempo scandito dal calendario Maya si arrestasse consapevolmente il 21 dicembre del 2012. Sappiamo poco su come essi immaginassero la fine del mondo. L'unica immagine possiamo averla osservando l'ultima pagina del codice di Dresda. In essa si vede l'acqua che distrugge il mondo, essa fuoriesce dai vulcani, dal Sole e dalla Luna generando oscurità che prevale sulla luce. ”
http://apocalisselaica.it/varie/miti-misteri-e-poteri-occulti/i-calcoli-dei-maya-si-fermano-al-2012

Cayce:
“Nonostante la reazione violenta del pianeta, i Figli di Belial continuarono a lottare e tolsero il controllo ai Figli della Legge dell’Uno. Il problema era complesso. Se questi ultimi rimanevano, essi dovevano combattere con Belial; ciò faceva venir fuori atteggiamenti e energie che essi non volevano sviluppare. Molti scelsero invece di migrare in altre terre e di continuare la loro unione con le Forze Creatrici, insegnando a chi voleva ascoltarli. Coloro che rimasero ad Atlantide, Cayce dichiarò, lottarono contro l’oscurità di Belial, Baal, Baalila e persino Belzebù! Alla fine il consiglio governativo di Atlantide si trovò sotto il totale controllo delle energie e dei desideri negativi. Per la verità le letture di Cayce descrivono come alcuni sacerdoti e sacerdotesse ben intenzionati e in grande sintonia cercarono di accogliere i figli di Belial nella convinzione che la cooperazione avrebbe potuto aiutarli a ritornare alla verità, ma essi infine si trovarono corrotti da Baal e a sprofondare in oscurità e disperazione.
Tre sacerdoti di Atlantide, Atlan, Iltar e Hept-supht, stabilirono che l’era di Atlantide era terminata. Essi conservarono la storia di Atlantide incidendola su tavolette di pietra. Ognuno di loro prese una serie di queste documentazioni con l’intenzione di conservarle per un futuro in cui l’umanità avrebbe nuovamente cercato di conoscere la verità. Iltar salpò con 10 compagni alla volta delle coste dello Yucatan. Hept-supht salpò per l’Egitto. Atlan nascose le sue tavolette in una volta nel suo tempio a Poseidia, vicino al Bimini di oggi .
Fra il 28 000 e il 22 000 a.C. (le letture di Cayce non sono molto chiare su questo) avvenne una seconda distruzione. Questa inondazione lasciò solo tre isole sopra la superficie dell’acqua e solo parti di esse abitabili, distruggendo il tempio di Atlan e portandolo negli abissi. Essa distrusse anche il tempio di Iltar, ma egli ricuperò le tavolette e le spostò nell’entroterra, forse dove oggi si trova Piedras Negras, nel Guatemala. Le tavolette di Hept-supht erano sull’altopiano di Giza e furono infine nascoste in una camera sotterranea sotto la zampa anteriore destra della Sfinge.
A questo punto le migrazioni diventarono critiche. Quelli che avevano il senso della verità più grande e dello scopo per la vita cominciarono a fare piani per conservare la propria saggezza e continuare a mantenere un certo livello di luce sulla Terra salvando nello stesso tempo il proprio corpo fisico. Per i successivi dieci a ventimila anni le anime emigrarono da Atlantide e istituirono templi in terre nuove. La distruzione finale avvenne nel 10 040 a.C. quando le terre rimanenti di Atlantide sprofondarono in mare.
Nel 1932 Cayce dichiarò che le anime di Atlantide si stavano reincarnando sulla Terra e “stanno esercitando e eserciteranno un‘influenza sugli eventi del mondo attuale.” ”

http://www.edgarcayce.it/media/nascitadolorosa.htm
La Nascita Dolorosa di un’Era Dorata

” Anche Cayce predice un’era dorata
Persino le letture di Edgar Cayce, così spesso citate per le loro predizioni sui cambiamenti della Terra, profetizzano alla fine un’era dorata. Cayce disse che durante ciò che egli definì la prossima “Era dell’Acquario” avremmo raggiunto “la piena coscienza della capacità di comunicare con o di essere consapevoli dei rapporti con le Forze Creatrici e gli usi delle stesse negli ambienti materiali.” (1603-3) In questa stessa lettura egli proseguì mettendo in rilievo che questi poteri esistettero in Atlantide e Lemuria e portarono distruzione e la “necessità del viaggio di ritorno verso l’alto passando attraverso l’egoismo.”
Questo lungo, difficile viaggio sta voltando al suo termine! Considerate questa lettura:

Questi cambiamenti nella Terra avverranno, perché il tempo e più tempi e la metà di un tempo sono al termine, e hanno inizio quei periodi di risistemazione. (294-185) “