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giusparsifal
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Partecipante

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Mi riprometto di mettere un testo sull'elettricità, ho ricordi sbiaditi di un libro che dovetti leggere (studiai :)) per un esame all'università, l'autore è importante e paragonava l'avvento dell'elettricità e la sua ramificazione ad un sistema nervoso vero e proprio, finisco qui sennò dico sciocchezze 🙂
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Dai provaci….io capisco così poco dell'elettricità….

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Allora il libro è una di quelli famosi “Gli strumenti del Comunicare” di Marshall McLuhan, noto per il concetto de “Il medium è il messaggio” ed del pluri-inflazionato “Villaggio Globale”.
Non è che si parlasse bene o male dell'elettricità, ma era considerata come un medium in se stesso, per la facoltà primaria che essa aveva nel veicolare tutti gli altri medium, ed oltre e con questo la sua analogia con il sistema nervoso centrale, con le cellule che dialogano fra dio loro e trasmettono simultaneamente l'informazione a tutto, così come capita all'uomo “elettrico” (con internet, il libro è del 1964, questo processo “elettrico” sarebbe arrivato a compimento.
Il concetto non è semplice da spiegare, vi riporto alcuni passi tratto da una tesina di Maura Bossoletti e Alessandra Senapa trovata in rete qui http://www.garito.it/areastud/tesine04-05%5Cbossoletti-maura_senapa-alessandra.pdf

La definizione: “villaggio globale” è un ossimoro utilizzato per descrivere la situazione
contraddittoria in cui l’uomo vive. I due termini si contrastano a vicenda; il “villaggio”
esprime qualcosa di piccolo, mentre “globale” sta a significare l’intero pianeta. Per
capire cosa intende Marshall Mc Luhan possiamo immaginare il mondo popolato da
gatti con gli stivali, che con pochi balzi lo percorrono da un capo all’altro. Quello che
prima era gigantesco e lontano, grazie alle nostre potenti invenzioni tecnologiche,
che Mc Luhan chiama ”i magici stivali”, è diventato piccolissimo, percorribile in lungo
e in largo, vicino. La metafora degli stivali prende in considerazione solo l’ambito
degli spostamenti, ma quello che rende il mondo un villaggio globale non è solo la
possibilità di muoversi rapidamente da un punto all’altro ma la facilità con cui è
possibile scambiarsi una grande quantità di informazioni.
Mc Luhan afferma che per creare un mondo globale c’è bisogno di una fusione
organica tra tutte le funzioni frammentarie e lo spazio totale, questo processo di
Tecniche dell’istruzione e dell’apprendimento
Maura Bossoletti e Alessandra Senapa
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integrazione a livello planetario è da considerarsi una delle più grandi sfide nella
storia della civiltà umana; al fine di raggiungere tale obiettivo propone un ritorno al
“cuore dell’oscurità tribale” per riscoprire l’istinto e poter estendere, tramite il
movimento del corpo, ogni umano orizzonte all’universo intero.
In tale situazione il linguaggio, potrebbe risultare arretrato se non superfluo, in
quanto “separa di fatto l’uomo dall’uomo e l’umanità dall’inconscio cosmico”.
L’obiettivo dell’uomo diventa creare un rapporto autentico con la natura e conquistare
la conoscenza e la comprensione dei processi creativi della vita e della società. La
nuova tecnologia elettrica diventa organica, estende non gli occhi, ma l’intero
sistema nervoso, l’organismo fisico diventa una rete di comunicazione.
Così l’uomo del villaggio globale può finalmente considerarsi completo e diventare
egli stesso, accessibile ad ogni altra persona grazie alla crescente evoluzione
telematica. Il processo di formazione dell’uomo moderno risulta apparire più lento di
quello del villaggio globale. Ci troviamo nel nuovo millennio, ancora carichi di passato
e bisognosi di autodefinirci sia come singoli che come abitanti di un solo unico
mondo. Ma cosa significa globalizzazione?
Per globalizzazione si intende l’evidente perdita di confini dell’agire quotidiano nei
diversi campi (economia, informazione, ecc.): qualcosa di familiare e allo stesso
tempo inconcepibile che trasforma radicalmente la vita quotidiana, con una forza ben
percepibile, costringendo tutti ad adeguarvisi. Un coinvolgimento globale non sempre
consapevole. La globalizzazione riguarda vari ambiti della società umana. In questo
senso si possono considerare diversi tipi di globalizzazione, ovvero: la
globalizzazione bancaria; culturale; della comunicazione (favorita dalla televisione e,
in tempi più recenti, da internet); ecologica, con l’esigenza di politiche comuni di
salvaguardia dell’ecosistema; gastronomica; politica; religiosa; sessuale; sportiva;
tecnologica; di marketing , con processi di integrazione e unificazione delle diverse
aree economiche che hanno dato luogo a quelle trasformazioni definite come
globalizzazione dei mercati che hanno determinato la nascita e lo sviluppo del
mercato globale.
Gli uomini e le donne del XX° secolo, fanno tutti parte di un unico organismo che
nulla esclude nel continuo gioco di rimandi delle sue molteplici parti in campo:
”viviamo oggi nell’era dell’informazione e della comunicazione perché i media elettrici
creano istantaneamente un campo totale di eventi interdipendenti ai quali
partecipano tutti gli uomini. Ora, questo mondo di azioni reciproche pubbliche ha la
stessa interdipendenza onnicomprensiva e integrale che aveva sinora caratterizzato
Tecniche dell’istruzione e dell’apprendimento
Maura Bossoletti e Alessandra Senapa
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soltanto i nostri sistemi nervosi individuali. Questo perché l’elettricità ha carattere
organico e rafforza il legame sociale organico mediante il suo impiego tecnologico
nel telegrafo, nel telefono, nella radio e in altre forme” – e qui il nostro autore
inserirebbe sicuramente anche internet –. “La simultaneità della comunicazione
elettrica, tipica anche del nostro sistema nervoso, rende ognuno di noi presente e
accessibile ad ogni altra persona esistente al mondo.”
In questo processo di trasformazione, si viene a creare una rete di informazione
globale estesa a tutto il pianeta, che possiede i tratti del nostro sistema nervoso
centrale, essendo costituita da un campo unificato di esperienza e, come accade nel
cervello individuale, essa comunica attraverso la sincronizzazione istantanea di tutte
le sue operazioni.