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E' ora di scegliere anche qui da noi. Vediamo se in Europa si riuscirà a giocare a carte scoperte …. e se saranno prese le giuste decisioni…..

130 miliardi di stimoli all´economia Ue…. Il punto è: quale economia?
di Alessandro Farulli

LIVORNO. Due strategie in campo per uscire dalla crisi. Due approcci ben diversi che segnano una linea di demarcazione finalmente visibile tra chi propone solo nuove regole e tecnicismi per rimettere il treno sullo stesso binario precedente al crack; e chi propone invece un riorientamento dell’economia verso una maggiore sostenibilità ambientale che significa meno dissipatrice di energia e materia.

Da una parte dunque il new deal verde di Obama; la difesa strenua del pacchetto clima di Barroso in Ue e di Sarkozy; la discesa in campo chiara e limpida del senatore Pd Francesco Rutelli che ieri sul Sole24Ore ha chiesto «un robusto programma ambientale dentro il piano anticrisi».

Dall’altra parte c’è soprattutto il governo italiano e qualche pezzo di quello che avevamo chiamato il Patto di Varsavia visto che anche la Polonia si sta sfilando da quelli che – da Scajola a Berlusconi a Prestigiacomo a Ronchi – dicono di non mettere in discussioni gli obietti del “20-20-20” per poi però chiedere di rivedere al ribasso tutti i limiti che questo piano imporrebbe.

Una posizione non solo di retroguardia, ma soprattutto assai confusa come non ha mancato di sottolineare non greenreport, ma l’eurodeputata irlandese Avril Doyle, del Partito popolare, relatrice al Parlamento europeo.

La notizia l’aveva data greenreport ieri e la riporta il Sole24Ore oggi, che scrive: «A Strasburgo, durante un incontro con le imprese impegnate nella riduzione delle emissioni (tra queste l’Enel), la deputata ha detto che ‘il contributo dell’Italia a tutto il dibattito europeo sul pacchetto contro il cambiamento climatico è fonte di confusione ed è molto difficile da comprendere’».

I nostri “prodi” hanno replicato con il solito ritornello, mentre Andrea Ronchi, ministro per le Politiche comunitarie, ha replicato a Rutelli (non capendo il senso della proposta del senatore del Pd) chiedendogli semplicemente un confronto politico dove «sarebbe opportuno che l’opposizione condividesse la visione espressa dall’esecutivo su un tema così delicato» in quanto «non ci stiamo muovendo fuori da una logica europea, puntiamo su un’intesa equa e sostenibile».

Tralasciando il fatto che questa parte politica solo pochi mesi fa negava anche l’esistenza dei cambiamenti climatici, una proposta del tipo ‘condividete con noi la nostra visione’ ci pare francamente impresentabile e se abbiamo ben interpretato la nota di Rutelli, difficilmente ricevibile.

Il punto infatti non è più questo, o almeno non è solo questo perché ora c’è da decidere soprattutto come utilizzare i 130 miliardi di euro di stimoli all’economia che la Commissione Ue ha previsto nel piano che presenterà mercoledì prossimo. «Bruxelles – scrive il Sole24Ore – si limiterà ad un’azione di coordinamento dando una serie di orientamenti ai governi per assicurare che tutti gli interventi vadano nella buona direzione, siano strutturali, quindi dagli effetti durevoli nel tempo e non abbiano conseguenze collaterali negative sui partner».

Bene, se questi sono i pilastri e nel pacchetto ci sono anche le misure per l’auto è chiaro che la richiesta ad esempio di Marchionne “aiuti a tutti o a nessuno” senza alcun tipo di orientamento di verso la sostenibilità, non ci pare condivisibile. Gli aiuti a pioggia non cambieranno niente se non rimandare ancora più in là la necessaria cura a cui il settore deve sottoporsi. Se non ora quando?

Così gli aiuti alle imprese devono essere rivolte a chi investe nell’abbattimento delle emissioni, nel risparmio di energia, nell’efficienza, nel risparmio di materia e via dicendo. Da qui e da nessun’altra parte passa il futuro dell’economia.

L’alternativa è il binario morto in fondo al quale il treno, anche se rimesso a nuovo e con controllori di prima classe, troverà il solito muro. Obama l’ha capito; in Ue c’è ancora una maggioranza larga che la pensa in questo modo; anche Rutelli esponente del Pd ha centrato la questione: è tempo di agire. Mercoledì prossimo, a questo punto, è quasi il giorno del giudizio.
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