Rispondi a: Raeliani (senza polemica)

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Omega
Partecipante

[quote1228664847=giusparsifal]La geniocrazia è la peggior cosa che possa venire in mente. Nel messaggio dei raeliani non c'è alcuna novità, se provate (posto che non l'abbiate già fatto) ad informarvi sul difficile cammino fatto dal “suffragio universale” fino al suo compimento reale, vi renderete conto che idee del genere sono state ampiamente discusse un paio di secoli fa almeno, da molte menti dell'epoca (forse realiani).[/quote1228664847]
La novità consiste nel fatto che fino ad ora l'Umanità non ha mai messo in pratica la Geniocrazia che applica l'Umanitarismo, e non è sufficiente “solo immaginarla” per renderci conto se funziona o meno.

. . . Un passaggio : ” [color=#0066ff]Oggi avete degli psicologi che sono in grado di creare dei test di valutazione dell’intelligenza e della capacità d’adattamento di ogni individuo. È necessario che, sin dall’infanzia, questi test vengano applicati sistematicamente per definire l’orientamento degli studi del soggetto e che, al passaggio nell’età in cui l’individuo diventa responsabile, si delimiti finalmente il suo coefficiente intellettuale che sarà annotato sulla sua carta d’identità o d’elettore. Saranno eleggibili per una qualsiasi carica pubblica, solo gli individui che hanno un coefficiente intellettivo superiore alla media del 50%, e po-tranno essere elettori solo coloro che hanno un coefficiente intellettivo superiore alla media del 10%. Molti dei vostri attuali uomini politici non potrebbero più esercitare le proprie funzioni, se oggi questo metodo venisse già applicato. È un sistema del tutto democratico.

[color=#FFFCE6]. . . [/color]Vi sono degli ingegneri che hanno un’intelligenza inferiore alla media ma che hanno molta memoria, e che hanno ottenuto un mucchio di diplomi grazie a questa, e vi sono degli operai o dei contadini, senza specializzazioni, la cui intelligenza è del 50% superiore alla media… La cosa inammissibile attualmente, è che la voce di quello che chiamate volgarmente uno “stronzo” valga quanto quella di un genio che ha maturato e riflettuto il proprio voto. In alcune cittadine, le elezioni vengono vinte da chi ha offerto il maggior numero di aperitivi… e non da chi ha presentato i progetti più interessanti. Dunque, come punto di partenza, diritto di voto riservato all’élite intellettuale, a coloro il cui cervello è più adatto a riflettere e a trovare delle soluzioni a dei problemi. E non sono necessariamente quelli che hanno fatto molti studi. Si tratta di mettere il genio al potere. Potete chiamare questo sistema politico Geniocrazia.[/color] ” [color=#0099ff](Tratto da: “Il Messaggio degli Extraterrestri” di Rael; pagina 98)[/color]

Il suffragio universale è una conquista della società moderna.

. . . La Democrazia era necessaria per poter finalmente uscire dalle vecchie dittature e teocrazie – ma non è perfetta avendo prodotto ad esempio “l'amministrazione Bush” e il “fenomeno Hitler”, tutti e due personaggi eletti democraticamente dal popolo, dalla maggioranza. Nel corpo umano le cellule del piede non si mettono a discuttere con i neuroni su chi avrebbe il diritto di guidare “la comunità delle cellule”. I neuroni sono fatti per prendere decisione per tutti e in nome di tutti, mentre le altre cellule sono fatte per altri scopi, ugualmente importanti ma differenti. Guidare l'Umanità “a caso”, come è sempre avvenuto fino ad oggi secondo me dimostra poca coscienza della questione a livello globale, dell'Umanità, della Terra.

Non ho dubbi sul fatto che il suffragio universale sia più una proclamazione di diritto che una pratica vera e propria, dato che, almeno in l'Italia, la storia ci insegna di come le votazioni siano ben “pilotate” da i centri di poteri.

Non c'è solo manipolazione, è una questione della non-rappresentanza. Io non mi sento rappresentato da nessun partito né ideologia politica attuale – di conseguenza per restare coerente con me stesso non dovrei mai votare. Ma, a questo punto, in che modo potrei contribuire alla cosiddetta “società democratica” ? Resto forzatamente isolato. Questa dunque non è la “voce del popolo” perché io – popolo non vengo considerato né ascoltato, per quanto capace ( nel caso.. ) di trovare le soluzioni ai problemi del Pianeta, i stessi problemi i quali hanno soffocato i politicanti moderni o per la loro incapacità oppure per loro disonestà. La democrazia dà lo stesso peso ad un criminale come ad un saggio- non rappresenta il popolo, ne rappresenta una sola parte: quelli “mediamente intelligenti” – i quali ( per loro stessa ammissione…) non sanno gestire la realtà. Dunque anche quando porta il nome di “democrazia”, in realtà è una mediocrazia, rappresenta una “Elite” nella quale io non mi riconosco anche se la rispetto in quanto una libera Opinione del mio Prossimo.

Ciò non toglie che il diritto al voto sia un'espressione di diritto irrinunciabile e base per una corretta vita democratica.
Se non si parte dal principio, dal diritto, tutto il resto diventa semplice “pour parler” (deg correggimis e sbaglio

Non è detto che tutti gli Umani sanno contribuire ( correttamente ) al bene comune. Se la scelta dei nostri governanti avviene “per caso”, non vedo la razionalità e saggezza del sistema adoperato.

Ma prendiamo per buona l'ipotesi raeliana.
Nella loro ottica meccanicistica (così almeno li “inquadro” io) la cosa non fa una grinza.
Peccato che proprio negli ultimi anni i cosiddetti test di intelligenza abbiano perso lo status di cui godevano specialmente negli anni '70.

Forse cercavano di identificare “facoltà” poco significative – quali memoria e cultura generale, in realtà conta la “struttura” della mente ( cervello ), la velocità del pensiero, saper risolvere problemi “istantaneamente” – quello che viene chiamato “intelligenza grezza”, naturale, genetica.

I diplomi accumulati ed il sapere “scientista” (meccanicista) non conta, non importa il mestire che uno fa. La genialità è una questione del DNA, i geni sono Esseri umani naturalmente dotati per Guidare l'Umanità, ed è la cosa più logica che ci sia, voler essere governati da persone più intelligenti della media.

Una volta stabilita la presenza di Amore e Coscienza ( la non tendenza al crimine di un candidato ) non vedo nessun ostacolo che potrebbe fermare un genio dal esprimere se stesso meglio che può per far felici quelli che sta guidanto, noi – l'Umanità.

Si è scoperto infatti che il concetto di intelligenza è molto più difficile da inquadrare man mano che ulteriori studi “scientifici” hanno dato risalto a caratteristiche dell'essere umano prima ignorate.
Man mano che la visione “olistica” si è andata propagando (ed in realtà man mano che alcune teorie scientifiche, vedi quella quantistica, andavano affermandosi) l'aspetto meccanicistico figlio dell'Illuminismo e vecchio di oltre due secoli è andato perdendosi per strada, pur rimanendo, vedi ancora l'attuale medicina, un punto di riferimento per il mondo accademico.
Quindi, le varie proposte (quoziente d'intelligenza pari o superiore alla metà ecc.) qui sentiti cominciano a far ridere, non perchè lo dicano i raeliani, ma per chiunque affermi ciò come verità in qualche modo assolute.

Il mondo non sarà gestito da una sola persona ma dal Consiglio dei Geni, pertanto anche se qualcuno dovesse compiere errori ci saranno sempre gli altri Geni ad equlibrare le scelte, sarà una democrazia selettiva, le decisioni non le prenderà un solo personaggio come paradossalmente avviene nelle democrazie moderne ma da tante intelligenze riunite nel nome di Amore e Coscienza, non più nel nome del dio denaro o di un qualsiasi idolo / “falso dio” come nel caso di Bush e Hitler. Ognuno di loro sarà libero di esprimere la propria visione e soluzione ad un problema, in effetti saranno ammesse tutte le correnti politiche e filosofiche.

Che il mondo continui nelle spinte di cittadini di Serie A quelli di Serie B ecc. lo vediamo ogni giorno, la proprosta raeliana è una proposta che troverebbe consensi enormi da parte ci certe elite.

Elite attuale – però – non dimostra di amare il popolo, anzi lo manovra per interessi economici propri (o dei compari). Meglio quindi una “Elite” che essendo saggia e intelligente lavora per il popolo, nonostante l'apparente “distanza”; tra l'altro il denaro successivamente sarà abolito.

So che la sensazione che mi ha dato questo gruppo è di uno non proveniente da una società avanzata, le loro idee avrebbero avuto (e le hanno avute) grandi consensi nell'800.
Chiunque abbia studiato un minimo di storia lo sa.
E' curioso poi quello che si dice all'inizio riguardo il credere.
L'obiezione che fa il vescovo raeliano (se ricordo bene) all'intervistatore è lecita.
Da un punto di vista prettamente logico è più facile credere negli extraterrestri che nei dei.

Ed è già il primo passo, prenderne coscienza.

Ma io vorrei chiedere ai raeliani presenti sul forum, questo mi fa intendere che loro (ed intendo “tutti” gli aderenti) hanno rapporti quotidiani o di almeno un incontro con gli extraterresti, giusto?

Se con “incontri” si intende un incontro fisico, assolutamente no, nessuno ha visto o incontrato gli Elohim tranne il Maitreya Rael.

Se si intende “messaggi”, che io sappia nessuno riceve messaggi telepatici tranne il Profeta Rael.

Questa è, in realtà, l'obiezione giusta “Noi parliamo con essi, tu con chi parli?”
Altrimenti, tutta la logicità e la meccanicità e la scientificità del movimento raeliani si infrange sulla solita barriera che divide un fedele da uno scettico o ad un ateo: la Fede.

Direi che la fede è necessaria dove non c'è comprensione.

Se i realiani non hanno tutti, e ribadisco tutti, un rapporto diretto con questi extraterrestri allora “tutto” si riduce ad una questione di Fede.
Ed in effetti è una religione, come altre.

Nel caso del Buddhismo si accetta l'insegnamento del Buddha perché lo si ritiene giusto e “illuminante” per il proprio Percorso, nello stesso modo ci si riconosce nel Messaggio Raeliano perché lo si ritiene giusto e “illuminante” per il proprio Percorso.

Se si arrivasse a questo passo solo perché hai visto gli Elohim, potrebbe sembrare una forzatura.

La differenza con il Cristianesimo è che i cristiani non possono comprendere razionalmente il loro Dio e le sue Opere soprannaturali (per questo motivo ci vuole fede per poter credere nel raccondo biblico “mistico”), mentre un Raeliano può comprendere la creazione scientifica, i “miracoli” tecnologici, il battesimo demistificato etc..

Questi non sono più misteri per l'uomo, ogni cosa ha un suo perché ed una spiegazione logica – non serve più la fede ma solo coscienza e razionalità. A quel punto bastano le prove ( indirette ) contenute nel messaggio stesso per poterlo accettare – poiché lo si comprende.

A volte gli uomini sono “irrazionali” o “superficiali” ( perché così siamo stati “educati” dalla società deresponsabilizzante ), per questo motivo sarebbe opportuno “risvegliare” la mente in modo da poter accedere a tutte le nostre potenzialità mentali – ad una razionalità più “pura”, cosciente, priva di illusioni e distorsioni della percezione.

I presupposti di logicità spariscono, se non in un mero ragionamento sulle possibilità di uno o dell'altro “credo”.

La Scienza ha scoperto la tangibilità dell'Universo ( il che i nostri Antenati non sapevano, per questo credevano nelle divinità ), quindi la presenza di un Dio soprannaturale contraddirebbe l'Infinito materiale mentre le Civiltà extraterrestri si armonizzano perfettamente con il “nuovo paradigma” che abbiamo (ri)trovato.

Infine, se devo credere a questa particolare specie di extraterrestri non mi viene difficile pensare ad “altre specie” di extraterrestri.
Il che mi porta a pensare che questa civiltà sia progredita tecnologicamente ad altissimi livelli, così come altre civiltà sono progredite in altri campi.
Ciò mi fa concludere che questa sia “una” delle possibilità che noi esseri umani abbiamo in questo universo.
Insomma è come se una tribù di “primitivi” fosse stata contattata dall'”evoluto” mondo tecnologico e si facesse “sedurre” dalla tecnologia, piuttosto che da altro.
Nè più, nè meno.

Teoricamente una civiltà potrebbe progredire in alcuni campi ignorando gli altri, ma dalla descrizione che abbiamo dei creatori ( mitologia e ufologia ) trasparre una Saggezza incommensurabile, che non può essere il prodotto della tecnologia.