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#78319

mysterio
Partecipante

[quote1229555055=Pyriel]

Alle soglie del grande evento, come già previsto in anticipo, il
sogno americano sta miseramente per sprofondare nel buio baratro delle sue fetide città, contenenti coloro che lo hanno sostenuto, ma il genere umano, cieco e presuntuoso, non si arrende, ed ecco che dal suo cilindro magico tira fuori il sogno mondiale, non la cattiva globalizzazione del NWO, ma il sano “mondialismo buono”… dei soliti catto-sinistroidi della vecchia Internazionale Socialista, maestra di lascivia e di malcostume, che a buon braccetto con l'anticristo sogna il nuovo paradiso terrestre, luogo dove tutto è libero, lecito, giusto o tollerato.
Un mondo dove vige la prostituzione fisica e morale a tutti i
livelli, dove la promiscuità è regola di vita, dove la famiglia è
allargata e compiacente, dove le mogli che si rispettino sono
almeno di trentesima mano e i mariti idem, avendo amanti e
figli naturali ovunque, come nelle antiche tribù selvagge, cioè
degni figli di un meticciato anonimo, i quali venerano madre
natura in tutte le sue forme più disinibite, perfino innaturali,
vantando alla luce del sole ogni loro stravagante perversione.
Un mondo dove lavarsi nella fogna delle usanze comuni è un
obbligo, pena l'emarginazione a vita, un paradiso del piacere
in tutte le sue forme materiali e perché no, anche spirituali…
a base di sostanze stupefacenti che fanno sentire ognuno un
dio, il dio della propria miseria interiore e di un mondo unico,
nel quale tutto è socializzato nel minestrone della nuova era.
Le nuove Sodoma e Gomorra glorificano sé stesse in un coro
di voci quasi unico, sognando d'ascendere verso la perfezione
cosmica del dio uno, che raccoglie il tutto tra le sue braccia, il
dio ottimista, il becco barbuto con due corna, che tutto ormai permette a chi lo adora, purché sia “positivo e tollerante”….
[/quote1229555055]

Ciao Pyriel..come al solito i tuoi topic sono fonte per me di profonde riflessioni.

Ho riflettuto molto su queste tue parole prima di scrivere..in particolar modo ho riflettuto molto sui concetti di libertà e tolleranza..sul loro significato e sull'accezione che questi termini possono avere.

Nell'ipotesi da te descritta si verrebbe a vivere in un mondo “pacificato”..dove però i vizi materiali di ogni tipo sono all'ordine del giorno ed anzi.. essi stessi sarebbero parte integrante..o addirittura fondamentale..dell'esistenza umana.
Il mondo del “TUTTO E' LECITO PURCHE' NON DISTURBI CHI MI STA INTORNO”

Devo confessarti che..in passato..questo concetto di mondo “ideale” albergava nella mia mente.

In fondo..mi dicevo..l'importante è che ognuno rispetti il suo prossimo..poi ognuno della propria vita può fare ciò che gli pare.
Questa per me era la “tolleranza”..

Anche se dentro di me ho sempre considerato certi “vizi” dell'umanità (alcool,droghe,promiscuità sessuale) una enorme mancanza di rispetto per sè stessi..seppur avendo sempre rifuggito essi personalmente..consideravo parte del concetto di “libertà” rispettare le visioni ed i comportamenti degli altri pur non condividendoli affatto.

Per farti un esempio..io ho sempre detestato luoghi di intrattenimento tipo discoteche o cose del genere..non ci sono mai stato in vita mia..però ho sempre ritenuto che chi volesse frequentare certi luoghi fosse libero di farlo poichè..come ho scritto sopra..consideravo ognuno “libero di fare ciò che vuole purchè non disturbi gli altri”..

E quindi..pur disapprovando tanti “stili di vita” che personalmente non ritenevo consoni..ho sempre pensato che il concetto di tolleranza si basasse sul rispetto dei comportamenti altrui..pur non condividendoli.

Eppure..eppure..c'era sempre qualcosa in questo ragionamento non mi quadrava. Va bene la tolleranza..va bene che ognuno si senta libero di far ciò che vuole..eppure..dentro di me riflettevo sul fatto che se in una Società questi comportamenti fossero diventati la norma..tutti coloro che a questi comportamenti non avessero aderito sarebbero finiti con l'essere discriminati..emarginati..esclusi da questo schema di vita sociale che “impone”..seppur in manier non coercitiva..certi modelli e stili di vita.

Per cui se in un mondo del genere ubriacarsi diviene la norma..colui che non lo fa si ritrova ai margini della società..in un mondo in cui andare “a donne ” diviene una prassi..colui che non è donnaiolo resta escluso dal tutto..

E questo mondo purtroppo sta già diventando realtà..basta vedere su cosa si basa la vita della attuale gioventù..

Adesso mi chiedo..seppur questo mondo possa essere pacifico e tollerante..è questo il mondo in cui voglio vivere?

La risposta è NO..in un mondo del genere io mi sento come un pesce fuor d'acqua.

Voglio però aggiungere anche che l'alternativa a questo mondo sopra descritto non può esser certo rappresentata da certe società “fondamentaliste”..come possono essere considerate alcune di quelle arabe..dove coloro che eccedono nei “vizi” vengono puniti anche mediante pene corporali.

Ho sempre pensato che non dev'essere uno Stato..o una Chiesa..o una qualsiasi Legge promulgata da un Parlamento anche democratico a stabilire cosa è lecito e cosa no..e che non è con la coercizione che si può imporre(o..viceversa..proibire) a chicchessia taluni modelli di comportamento..seppur sussistano fondati motivi per ritenerli “giusti” o “sbagliati”.

Dev'essere l'Uomo dentro di Sè a rispettare per primo la Vita ed a seguirne le leggi..se tutti lo facessero questi discorsi che ho sopracitato non avrebbero nemmeno ragion d'essere..in quanto l'essere umano non diverrebbe schiavo dei suoi vizi e quindi non avrebbe motivo di sussistere una discussione sui concetti di “libertà”..”tolleranza”..ecc..

Ma questa nel mondo odierno non è altro che pura utopia in quanto l'essere umano tende ad adagiarsi sui propri piaceri terreni..i quali diventano il punto focale dell'esistenza..

Perdonatemi per essermi dilungato così tanto in questa mia riflessione..in fondo ho scritto molto pur concludendo ben poco..ma ho voluto rendervi partecipi del mio pensiero..