Rispondi a: BIOLOGICA – BIODINAMICA – MACROBIOTICA

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#79173

apolon
Partecipante

ho trovato queste parole che a mio parere,con un minimo sforzo,ed un vero spirito altruista,si puo realizzare qualcosa di concreto per tutti:
Non vogliamo fare un trattato di agricoltura, ma desideriamo porre l'accento su come impostare una vera agricoltura naturale – Biologica, dando solo alcuni accenni. La natura quando � allo stato selvatico produce naturalmente senza il concorso dell'Uomo; essa produce di tutto e bene in equilibrio ecologico.
Nulla pu� essere fatto meglio dell'esperienza che essa ha acquisito in milioni e milioni di anni.
L'uomo deve imparare a mantenere quel ciclo naturale che essa presenta, nei luoghi ove egli desidera risiedere ed insediare coltivazioni utili a s� stesso. Vi sono semplici osservazioni obbligate da fare sul luogo ove insediare un podere od una abitazione umana.
La prima � che in genere si pensa che la terra vada “lavorata”; essa non va lavorata ma va “raccolta”, cio� non serve arare, rivoltare il terreno con aratri o frese ecc., rompendo cos� il delicato equilibrio instaurato in anni di lavoro degli animali, batteri, lieviti che vivono nell'humus e delle profonde modificazioni indotte da aria, acqua, sole, detriti vegetali ed animali che “accarezzando” il terreno, lo hanno modificato in modo che esso produca al suo migliore livello, in modo spontaneo.
Si comprende cos� anche su basi scientifiche, attraverso le analisi dei terreni e dei prodotti coltivati in essi, che i metodi attuali di lavorazione dei terreni con aratura profonda e fatta con aratri metallici, ingrassi chimici, semenze trattate chimicamente, erbicidi (diserbanti), insetticidi, macine metalliche, farine sgerminate e senza le crusche, ecc., portano l'umanit� al disastro, fabbricando “scientificamente” dei prodotti altamente insalubri e quindi anche cancerogeni, con terreni sempre pi� alcalini e/o troppo acidi, e super elettronizzati; occorre perci� sapere che, per avere una agricoltura sana e con rendimenti superiori agli attuali, NON bisogna sventrare il terreno con arature profonde, ma “accarezzarla sovente ” come diceva Bardet Gaston “come una amata sposa” e consacrarvi “il sudore della fronte”.
Bisogna ritornare all'aratro di Legno di Tec, come gli Assiri, gli Indiani, gli Egizi e si ritrover� con l'antico metodo delle leggere areazioni superficiali del suolo di qualche centimetro effettuate ogni 15 giorni, il grano gigante alto circa 2 mt. dei Faraoni, di cui si pu� ancora vederne i graffiti al Museo del Cairo; con queste pratiche ed un grano seminato “grano a grano” a distanza convenevole in funzione dei fattori bio elettronici del terreno, si otterranno dei raccolti naturali ad alto rendimento, senza aver bisogno di ingrassi o di composti. Gli azoto batteri, che si troveranno in queste condizioni ottimali alla loro giusta proliferazione, produrranno dei nitrati naturali con la fotosintesi a partire dallo Azoto e dall'Ossigeno dell'atmosfera; in pi� spariranno come per incanto sempre per la questione del terreno in condizioni ottimali, i parassiti e le erbe cattive, risultato e mercede obbligatoria dei capovolgimenti profondi del terreno prodotti dall'aratura profonda e con l'uso degli ingrassi chimici, a seguito del passaggio brutale da situazione anaerobica a stato aerobico super ossidato, di una iper alcanizzazione e/o iperacidita' e di una iper eletronizzazione positiva eccessiva, con il conseguente calo drastico della Resistivit� r�, per il ritorno esagerato alla cristallizzazione in ragione del disseccamento per la disidratazione del terreno – vedi: pH del Terreno
Delle prove gi� effettuate in diverse zone con questi antichi “nuovi” principi naturali, hanno dato dei risultati stupefacenti, che rovesciano le attuali cognizioni in questo campo.

La seconda � che bisogna osservare i tempi di semina a seconda delle varie lunazioni, delle variet� di piante o sementi da insediare ed utilizzare le diversit� di tempo fra la semina e la crescita esterna al terreno (il letargo) per favorire od impedire la crescita di ci� che si desidera.

La terza � rispettare ed osservare le molteplici variet� di piante che crescono su di un terreno e sui terreni circostanti, seminando e tenendo conto di questi fattori avremo risultati che varieranno di quantit� e di qualit�.
Osservandole impareremo a capire che non si pu� seminare quello che si vuole per ottenere un sano e bel raccolto, ma solamente ci� che il terreno pu� dare con la sua migliore offerta, se seguiremo le sue predisposizioni. Ci� vuol dire che ogni terreno ha delle proprie qualit� e propriet� per produrre determinati tipi di vegetali; non � utile forzare un terreno a produrre ci� che noi desideriamo; dovremmo imparare ad osservare ci� che cresce spontaneamente in quel terreno ed esaltarne le qualit� seminando solamente ci� per cui � predisposto a produrre. Questo favorir� enormemente le propriet� bio equilibranti della flora microbica in esso contenuta, di conseguenza i prodotti estratti da quel terreno non si ammaleranno, n� verranno attaccati dai parassiti.

La quarta � che ci� che si deve togliere alla terra, � solamente il “frutto” non la pianta completa; perci� dopo un raccolto di chicchi di grano per esempio, bisogna ridare da “mangiare” cio� ridare la paglia al terreno perch� essa decomponendosi, macerando sul terreno, ritorna a questi le propriet� bio geneto chimiche che esso aveva prima di trasformarli in supporti al “frutto”.
Alle volte � utile dar da mangiare al terreno delle “terre” particolari in quanto esso deve rimettere a posto i suoi valori bio elettro chimici alterati dall'uso sconsiderato di semine sbagliate come tempi e modi e con l'aggiunta degli ingrassi chimici.

La quinta � che cos� facendo, otteniamo un giusto rapporto fra macroclima e microclima, temperatura ionizzazione ecc., della superficie del terreno da coltivare ed il suo perimetro e sopra tutto “funziona” meglio se non distruggiamo i contorni dei campi fatti di cespugli, rovi, alberi ecc.; in quel “habitat” vi prolificheranno e sopravvivveranno tutti gli animali, parassiti, microbi, utilissimi al controllo biologico necessario a che la pianta seminata nel campo non soffra di determinate malattie e che inevitabilmente richiamano funghi o microbi particolari specializzati per aiutare il corpo a guarire. In parole povere, il sistema immunitario dei campi, funziona solamente se avremo ai suoi bordi il giusto rapporto con il bosco e la boscaglia ed eventualmente anche con il relativo ruscello o canale.
La pacciamatura con le paglie dei vari raccolti, sono la base per una agricoltura naturale.
vedi anche: Mutazione genetica del grano Cappelli in grano Creso

Dai Vulcani e dalla Lava, carica di Silicio, si trae un ottimo concime per l'agricoltura; le piante (di qualsiasi tipo) divengono piu' sane, cioe' non vengono facilmente attaccate dalle malattie, sono piu' belle, ed i loro frutti piu' odorosi e saporiti ! questo e' cio' che la natura ha messo a ns disposizione e che le multinazionali della chimica e dei farmaci e vaccini, hanno nascosto per vendere i loro veleni pericolosi per l'uomo, il regno animale e quello vegetale.

Molti allevatori stanno iniziando ad alimentare i loro animali con questi vegetali coltivati con questi concimi naturali, ed hanno dimostrato che i loro animali sono molto piu' sani (non utilizzano farmaci nei loro allevamenti), piu' vivaci e piu' belli ed a minore tenore di grassi nell'organismo ( -4%).
vedi: Appello agli Allevatori

La frutta e la verdura che portiamo a tavola tutti i giorni possono celare una brutta sorpresa.
Ad esempio residui di pesticidi. Per quantificare il fenomeno l'associazione di difesa dei consumatori
Altroconsumo ha portato in laboratorio 89 campioni di frutta e verdura.
Quasi la met� dei campioni contiene residui di pesticidi. Ma la cosa grave � che molto spesso queste sostanze superano i limiti previsti dalla legge, o sono un cocktail di pi� fitofarmaci.
vedi: Multinazionali

Non si possono purtroppo facilmente eliminare completamente e subito, i pesticidi dall'agricoltura, ma il loro uso deve essere sempre piu' e maggiormente limitato e controllato.
Per questo � necessario:
– definire limiti accettabili pi� rigidi, considerando l'effetto combinato delle varie sostanze e considerando l'impatto dei residui di pesticidi sui bambini, pi� vulnerabili per peso ed et�.
– non permettere la presenza di pi� di due residui diversi nello stesso prodotto.
– armonizzare la legislazione, in modo che le stesse regole valgano in tutta Europa. Solo cos� i consumatori avranno la garanzia di consumare frutta e verdura sicure, a prescindere dalla loro provenienza.
– intensificare i controlli, sia in campo sia nei prodotti in commercio.
– incentivare la rotazione delle colture e l'utilizzo di altri metodi di prevenzione dei parassiti, come l'uso di predatori naturali.
– incentivare la ricerca, per capire gli eventuali rischi sul lungo periodo dell'ingestione di residui di pesticidi con l'alimentazione e per valutare l'impatto combinato di pi� sostanze assorbite insieme nel tempo.

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Masanobu Fukuoka
L�ultimo progetto in ordine di tempo ospitato dall�azienda � stata la realizzazione della prima coltivazione di riso di montagna Rebecca*, proveniente dal Brasile. La coltivazione � stata avviata lo scorso maggio con l�aiuto dell�esperto greco di agricoltura naturale Panos Manikis – conosciuto ed apprezzato a livello europeo anche per essere stato uno dei primi allievi di Masanobu Fukuoka, il celebre fitopatologo giapponese pioniere dell�agricoltura naturale, autore de La rivoluzione del filo di paglia, un testo che ha ispirato un�intera generazione, stimolando una nuova concezione della pratica agricola. Abbiamo approfittato della presenza di Panos in Italia per una lunga chiacchierata sulla sua esperienza di �agricoltore naturale� e sulla pratica di �seminare� le palline d�argilla per rimboschire le aree desertificate .

Come e quando hai incontrato l�agricoltura naturale?
E� iniziato tutto 25 anni fa. Sembrer� strano, ma debbo ringraziare una grave malattia che mi ha costretto a cambiare radicalmente vita. Sono guarito grazie all�alimentazione naturale, facendo l�esperienza diretta di come sia possibile vivere in piena salute purch� vi sia armonia con la natura. Un discorso che ovviamente vale non solo per l�uomo, ma anche per le piante e gli animali. In quegli anni � stato per me fondamentale la lettura de “La rivoluzione del filo di paglia”** di Masanobu Fukuoka, un giapponese che 70 anni fa, dopo aver lavorato a lungo come fitopatologo nell�ambiente dell�agricoltura convenzionale, ha avuto una metanoia, una illuminazione come dicono in oriente, tracciando le basi dell�agricoltura naturale intesa pi� che come metodo colturale, come vero e proprio cammino spirituale. Dopo aver letto il libro, sono andato in Giappone con un biglietto di sola andata, per lavorare insieme a Fukuoka, un uomo fuori dal comune che ha dedicato l�intera sua esistenza a ricreare quello che io chiamo il �paradiso� in terra.

Quanti ettari coltivi e cosa produci?
Tornato in Grecia dal Giappone, ho deciso di fare il contadino. Cos� ho acquistato un terreno coltivato per 40 anni secondo i criteri dell�agricoltura convenzionale. Per due anni ho evitato qualsiasi tipo di intervento, in questo modo sono arrivato a quello che io chiamo �punto zero�, cio� la ricostruzione dell�equilibrio ecologico.
A distanza di 16 anni, quel pezzo di terra si � trasformato in un piccolo paradiso dove ortaggi, cereali, piante di sovescio, alberi di frutta ed essenze forestali crescono insieme in armonia. Quando c�� questa armonia non c�� nessun bisogno di lavorare il terreno, n� di usare concimi chimici o diserbanti; non c�� bisogno di effettuare trattamenti chimici per risolvere i problemi delle malattie e degli attacchi parassitari. Oggi, nel mio frutteto si trovano pi� di cento variet� differenti, le piante conservano la loro forma naturale ed io non devo effettuare la potatura perch� quando una pianta ha una forma naturale riceve la luce e l�aria in modo uniforme e in questo modo non si sviluppano le malattie. In Grecia c�� un proverbio che dice �la casa che vede il sole, non vede il medico�. Penso che la stessa cosa accada anche in agricoltura.

Fare a meno della potatura non crea problemi nella raccolta ?
In genere, quando un albero conserva la sua forma naturale, si sviluppa molto in altezza e questo pu� rappresentare un problema per la raccolta, ma questo non mi preoccupa. Una volta che un albero ha dato 100 chili di ciliegie, lasciarne sui rami 10 per gli uccelli fa parte del ciclo naturale. Nel mio orto coltivo mediamente 15 variet� diverse di ortaggi che crescono sotto gli alberi senza nessun particolare intervento da parte mia. Mi limito a riseminare ogni tre-quattro anni. In questo modo riesco ad avere una produzione di ortaggi, molto buoni di gusto e privi di qualsiasi rischio per la salute. La mia frutta e verdura � priva di difetti. Non c�� bisogno di nessun lavoro di selezione, � sufficiente preparare le cassette e spedirle. Non � necessario nessun altro tipo di lavoro. Non utilizzo nessuna tecnologia. Vendo i miei prodotti a prezzi standard, un euro e mezzo per tutta la frutta, senza differenza tra i vari tipi, n� tra le variet� precoci rispetto a quelle tardive. Per me � importante che i prezzi di vendita della frutta e verdura siano molto bassi, perch� credo che la salute sia un diritto di tutti e non solo dei pi� fortunati.

Puoi spiegare meglio su cosa si basa l�agricoltura naturale ?
Come ho appena detto non � soltanto un metodo di coltivazione, ma uno stile di vita, un cammino spirituale che ognuno pu� percorrere a suo modo. E� insieme filosofia, spiritualit� e scienza.
Pi� concretamente, l�agricoltura naturale si basa su cinque principi: non lavorare la terra, non usare concimi chimici o composti preparati, non usare pesticidi, non usare diserbanti, non potare.

Prima hai parlato di paradiso in terra�
S�, quello che volevo dire � che oggi l�uomo soffre, soffre mentalmente ed anche fisicamente. Questa sofferenza nasce dalla separatezza. L�uomo oggi � vive profondamente separato dalla Natura e l�unico modo per risolvere tutti i suoi problemi � rimettere al centro della sua vita la Natura. Leggendo un altro libro di Fukuoka: La Rivoluzione di Dio, Uomo e Natura, ho capito che non basta acquistare un pezzo di terreno, creare in proprio una piccola Utopia e l� vivere felici. Non si pu� vivere felici in un�isola e disinteressarsi del resto del pianeta. Ecco perch� Fukuoka si � sempre operato per rinverdire le aree desertificate, perch� � necessario ricreare il paradiso in questa terra.
E cos�, seguendo il suo esempio, dal 1993, insieme ad altre persone, do il mio contributo al miglioramento del pianeta, seminando palline d�argilla al cui interno sono situati dei semi.

Pu� dirci qualcosa di pi� sulla pratica di �seminare� le palline d�argilla ?
Anche i bambini possono contribuire alla creazione di un piccolo paradiso giocando con queste biglie di argilla, al cui interno sono inseriti semi di ortaggi, alberi da frutta, specie forestali, cereali e piante da sovescio che arricchiscono il terreno e creano fertilit�. Una parte di questi semi sono raccolti direttamente dai volontari che partecipano all�azione, ma chiunque mangi pesche, ciliegie, albicocche, qualsiasi tipo di frutta, pu� lasciarne asciugare i semi ed offrirli alla gente che semina sulle montagne. Ogni anno, a settembre, ci incontriamo in Grecia per diffondere questi semi nelle aree desertificate e sulle montagne spoglie con l�aiuto di volontari, molti dei quali provenienti anche dall�estero, Le palline vengono preparare con la betoniera o manualmente e seminate prima che cominci la stagione delle piogge, quindi in autunno (settembre-ottobre) e primavera (marzo-aprile).
Il nostro lavoro si limita a diffondere le palline d�argilla, ci penso la Natura a fare il resto. Con le piogge, alcuni semi germogliano altri no, alcune piante muoiono altre sopravvivono e piano piano comincia a cambiare la vegetazione del luogo. Le palline sono realizzate con la stessa argilla utilizzata per le tegole o i mattoni, ad essa si possono aggiungere anche altri materiali come cotone o segatura, per creare palline pi� resistenti e leggere. Apparentemente non c�� niente di scientifico nel nostro lavoro. Non si tratta di usare la mente per scegliere con oculatezza i semi, ci limitiamo a raccogliere tutte le variet� presenti in natura, preparare le palline e seminarle.

E quali sono i risultati concreti ?
Nel 1998, sulle pendici di una montagna nei pressi di Atene dove era scoppiato un grande incendio, abbiamo effettuato una grande semina, alla quale ha partecipato anche Fukuoka. Dopo quattro mesi, la montagna era piena di piante e fiori. In poco tempo si era ricreata una foresta seminando solo palline, senza irrigare, n� zappare e senza ricorre a particolari tecnologie. Il problema pi� grande che dobbiamo affrontare quando seminiamo sulle montagne della Grecia o di altri paesi del mediterraneo � quello di proteggere le piantine appena nate dagli animali selvatici e dal bestiame portato al pascolo. Questo perch� la gente � indifferente e sembra non capire che se la Natura muore, anche l�uomo muore; se la Natura s�impoverisce, anche l�uomo diventa pi� povero.
Quando invece la Natura � ricca, anche l�uomo diventa pi� ricco. Quando si comprender� questa semplice legge, tutto cambier�. Con questo non voglio dire che il problema � cambiare il mondo. Bisogna innanzitutto cambiare se stessi. Bisogna cambiare mentalit� e capire che servire la Natura, vuol dire servire la nostra Madre e servire la nostra Madre vuol dire servire l�umanit�.
E questo non � un lavoro che si pu� fare da soli, n� in tre o quattro persone che vanno su un cucuzzolo e si mettono a disseminare le palline d�argilla. seminano sulle montagne; tutta le gente pu� seminare, tutta la gente pu� raccogliere questi semi ed offrirli alla Natura, che pu� fare il resto del lavoro.

Qual � la differenza tra agricoltura naturale e convenzionale ?
La principale differenza rispetto all�agricoltura convenzionale e alla stessa agricoltura biologica � che l�agricoltura naturale parte da una visione olistica, globale. Fertilit� del suolo, erosione, irrigazione, attacchi parassitari e malattie delle piante vengono considerati nella loro globalit�, non separatamente.
Per l�agricoltura naturale, la maggior parte dei problemi legati alla coltivazione delle piante possono essere risolti consociando variet� diverse. Pi� variet� di piante ci sono nel terreno, tanto pi� il terreno diventa fertile.
Pi� variet� di piante e di animali ci sono, tanto maggiore sar� l�armonia, l�equilibrio ecologico. Quando c�� quest�armonia, non occorre effettuare trattamenti chimici e la stessa fertilit� del terreno si accresce ogni anno spontaneamente.

Secondo te, l�agricoltura naturale pu� risolvere il problema della fame nel mondo ?
Attualmente Fukuoka sta sperimentando la coltivazione in successione di due cereali. Viene prima seminato il cereale invernale (orzo, segale, grano o avena) e poi, due settimane prima della raccolta, si semina nello stesso campo il riso. In questo modo si riescono ad ottenere 6 tonnellate di cereale invernale e da 10 a 12 tonnellate di riso a ettaro. Tutto questo �giocando� con le palline di argilla, senza trattori, aratri, falci o altri strumenti. Fukuoka ha selezionato variet� di riso che possono dare da 250 fino a 400 chicchi; questo vuol dire che la resa pu� essere due volte quella ottenuta attualmente con l�agricoltura convenzionale.

Qual � lo scopo di questo tour in Italia ?
Non sono qui solo per parlare di agricoltura naturale. Sono molto preoccupato per la grave emergenza ambientale e per il fatto che noi tentiamo di risolvere i nostri problemi usando la stessa mente che poi li ha creati.
Einstein era solito dire che la mente che crea i problemi non pu� risolverli. Abbiamo bisogno di una nuova vitalit�, di un nuovo approccio solistico, in grado di mettere insieme le conoscenze di filosofia, spiritualit� e scienza.
C�� un criterio molto semplice per capire veramente se tutto questo sviluppo, tutto questo progresso, ha un senso. Ognuno si deve chiedere: �C�� gioia nella mia vita?�. Per me la vera gioia, la vera bont�, la vera bellezza, esistono solo in Natura. Il ritorno alla Natura � l�unica strada che l�uomo dovrebbe seguire.
Per secoli abbiamo devastato il pianeta, ora abbiamo il dovere nei confronti dei nostri figli e nipoti di salvaguardare la Terra. Per fare questo c�� bisogno della conoscenza intuitiva dei bambini e di quella delle donne, perch� � proprio la saggezza della donna che oggi manca.

Qual � il tuo progetto di vita ?
Il mio obiettivo principale non � quello di mettere su una fattoria naturale, per crearmi un piccolo paradiso privato.
Il mio pi� grande desiderio � quello di provare, insieme ad altre persone, a rinverdire le aree desertiche e le montagne spoglie della Grecia, dell�Italia e di altri paesi mediterranei. Questo perch� sono convinto, come sostiene Fukuoka, che: �La pioggia non cade dal cielo, ma sale dal suolo. Non � l�evaporazione dell�acqua dai fiumi, dai laghi o dal mare a creare le nuvole, ma sono le foglie delle piante. Quanto pi� foglie ci sono e quanto pi� grandi sono gli alberi, tanta pi� pioggia ci sar�.

* In realt� si tratta di una variet� di riso, ancora senza nome, arrivata in Italia il 5 maggio 2005, lo stesso giorno nasceva mia nipote Rebecca, da qui il nome dato alla variet�.
By Barbara Garofoli – 2006
Fonte: aamterranuova.it
http://www.mednat.org/agri/agricoltura.html%5Blink=hyperlink url][/link]

l'idea delle palline d'argilla piene di semi mi pare una trovata molto realistica e meravigliosa.