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meskalito
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che sia la volta che mi rimetto a votare?

I pirati del web in politica

Dopo il clamoroso successo degli hacker informatici svedesi, che con il 7,1% dei voti al proprio Piratpartiet sono riusciti a eleggere un proprio rappresentante all'Europarlamento, anche quelli italiani si preparano a una possibile “discesa in campo”.


Milano, 18-06-2009

Dopo il clamoroso successo degli hacker informatici svedesi, che con il 7,1% dei voti al proprio Piratpartiet sono riusciti a eleggere un proprio rappresentante all'Europarlamento, anche quelli italiani si preparano a una possibile “discesa in campo”.

Sulla carta il “Partito-Pirata” italiano c'e' gia' e ha sede in provincia di Trento. Il suo
fondatore pero', Alessandro Bottoni, alle ultime elezioni europee ha preferito presentarsi come indipendente nelle liste di Sinistra e Liberta' (804 preferenze, penultimo nella circoscrizione nord-orientale).

Piu' che un partito il suo e' poi una “associazione di promozione sociale”, schierata peraltro su posizioni diverse rispetto a quelle dei colleghi svedesi.

Il vero incubatore del possibile partito italiano degli hacker sara' invece l'”Hackmeeting”, summit europeo degli hacker in programma a Rho (Milano) da domani al 21 giugno. “L'Hackmeeting – spiegano gli organizzatori – e' l'incontro delle comunita' digitali e non, e delle individualita' che si pongono in maniera critica e
propositiva rispetto all'avanzare delle nuove tecnologie, sempre piu' legate a doppio filo al controllo sociale, alle imprese belliche e alla commercializzazione di ogni spazio vitale”. Di sicuro tra smanettoni, nerd, tecnofili, cyber activist, inventori, geek, creatori, manipolatori e hacker quello delle comunita' digitali e' un bacino elettorale vasto e difficilmente confinabile all'interno dei partiti tradizionali. Lo dimostra la
collocazione, ancora incerta, del Piratpartiet all'interno del Parlamento europeo.

“Ci sono state offerte dai Verdi, dai Liberali e dalla Sinistra, ma non hanno ancora deciso – spiega Magnus Eriksson, 29enne svedese dell'organizzazione Pirate Bureau dalla quale e' poi nato il partito – a quale gruppo aderire. Dipendera' dall'esito del
negoziato. In ogni caso i temi che noi consideriamo irrinunciabili sono talmente nuovi che si possono collocare ovunque”. L'intento principale e' quello di modificare, sia
legalmente, sia concettualmente, il diritto d'autore. Secondo il partito il copyright, e piu' in generale il diritto d'autore, sono infatti attualmente troppo sbilanciati in favore dello sfruttamento economico a scapito dello sviluppo culturale della societa'.

In alternativa gli hacker propongono la filosofia del software libero e il metodo della condivisione peer to peer. Concetti che, a loro parere, possono essere anche una via d'uscita dalla crisi economica internazionale. “Un'innovazione di qualsiasi tipo
basata su questi concetti – spiega Billie, una delle partecipanti all'Hackmeeting – e' per definizione sempre ottimale, e' il risultato di un lavoro di condivisione che spesso porta a riciclare delle tecnologie ancora buone. Quelle nate all'interno di un'impresa hanno invece solo l'obiettivo di fare un po' meglio della concorrenza. Questo non e' sostenibile”.

L'Hackermeeting
L'incontro annuale degli hacker italiani quest'anno ritorna a Milano, dopo aver percorso l' Italia in lungo e in largo. L'appuntamento per gli 'smanettoni' del computer e di internet e' dal 19 al 21 giugno al centro sociale di Rho, recentemente rioccupato, Sos Fornace.

Tre giorni per introdurre alla 'peer to peer economy' con workshop, sharing di idee, seminari, incontri e laboratori su software libero, codice e liberta' della rete.
In vista del raduno sono numerose le iniziative previste negli atenei milanesi, oltre a due incontri.

Nel primo, questa sera alla cascina occupata Torchiera, si parlera' di autocostruzione di microimpianti fotovoltaici per alimentare i propri computer e di riuso di componenti elettroniche per creare nuovi oggetti.

Al centro del secondo, domani alla sede della facolta' di Scienze politiche dell'Universita' Statale, ci saranno invece le comunita' Open Source.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=121717