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brig.zero
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Il febbraio nero del nucleare russo: incidenti a ripetizione nelle centrali #fisc
LIVORNO. I primi giorni di febbraio è stato stabilito un record per il numero di arresti di emergenza e riparazioni non programmate nei reattori nucleari della Russia: cinque incidenti “scrams and load reduction” in soli undici giorni. Secondo l'Ong norvegese/russa Bellona «L'industria energetica nucleare russa sta dimostrando una notevole inaffidabilità nel fare ciò che ci si aspetta da lei: fornire un approvvigionamento costante di energia. Le autorità nucleari, nel frattempo, continuano a far finta che non stia accadendo nulla di significativo».

Bellona affida un resoconto della catena di incidenti ad Andrei Ozharovsky, un esperto di nucleare russo, che fa l'elenco dei guai verificatisi nelle centrali nucleari di Balakovo, Smolensk, Kursk, Beloyarsk e Kola solo durante i primi 11 giorni di febbraio e sottolinea che «L'operatore delle centrali elettriche nucleari russe, Rosenergoatom, si riferisce a ogni incidente che abbia avuto luogo “secondo una richiesta inoltrata” da parte dello staff operativo, invece che agli arresti dei reattori eseguiti automaticamente dai sistemi di protezione di emergenza. Il che, tuttavia, non deve trarre in inganno nessuno: i reattori russi, come dimostrano statistiche precedenti, sembrano incapaci di un funzionamento affidabile; gli incidenti quando i reattori nucleari sono disconnessi dalla rete, diminuendo così la capacità del sistema energetico, sono diventati un dato di fatto».

Gli arresti di febbraio, secondo le informazioni disponibili, sono stati causati da anomalie nei generatori di vapore e nei turbogeneratori «Tuttavia – dice Ozharovsky – eventuali trasferimenti o cambiamenti nel regolare funzionamento di un reattore nucleare, che si tratti di un caso di riduzione del carico svolto dagli operatori in base a regolamenti o di un arresto di emergenza da parte del sistema di protezione automatica, significa un onere maggiore sulle apparecchiature in uso in questi vecchi reattori, dove qualcosa ad un certo punto è semplicemente andato in tilt…».

Il 7 febbraio nella centrale nucleare di Balakovo c'è stata una riparazione non programmata al reattore 4 (un VVER-1000) risalente al dicembre 1985. Almeno fino a ieri erano ancora in corso i lavori di riparazione e manutenzione e il reattore era chiuso. Secondo il monopolista nucleare di Stato russo, Rosatom, il personale operativo del reattore 4, di fronte al raggiungimento dello stato subcritico, ha spento l'impianto per il mancato reinserimento di una valvola nello Steam Generator PG-1 e sono state avviate impreviste operazioni di sicurezza.

La versione non corrisponde a quella data dal centro di informazione pubblica di Balakovo, gestito da Rosenergoatom, «Il 7 febbraio 2011, alle 18:57, il reattore unità 4 è stato chiuso in base ad una richiesta inoltrata al fine di avviare la manutenzione preventiva degli impianti termico del sistema di tubazioni del vapore del circuito secondario».

Da una parte Rosatom parla di necessità di riparazioni urgenti, dall'altra Rosenergoatom dice che è solo manutenzione preventiva. L'unica cosa in comune è che il reattore è stato fermato dal personale, non dal sistema di protezione automatica. Ma questo non toglie che la richiesta di arresto possa essere stata trasmessa a pochi minuti dalla sequenza di arresto automatico.

Comunque l'incidente è stato sentito anche nei dintorni. Il giornale locale Upryamiye Fakty scrive che «La sera del 7 febbraio, gli abitanti del villaggio di Natalyino hanno sentito, diffidenti, i rumori di un brontolio provenienti dalla centrale di Balakovo. Anche loro, che erano abituati ai rumori provenienti dalla centrale nucleare ogni volta che un suo reattore veniva chiuso, sentivano un frastuono incredibile che penetrava anche i vetri delle finestre di Pvc insonorizzate nei loro appartamenti. La nube che fuoriusciva dritta ed alta sopra l'impianto evocava pensieri negativi di un incidente». La responsabile delle informazioni di Balakovo, Natalya Bondarenko, nega ogni incidente e accusa gli abitanti del villaggio e il giornale di mentire.

Il 9 febbraio nella centrale nucleare di Smolensk è stata dimezzata la potenza per 24 ore perché è stato spento il turbogeneratore del reattore 2, un RBMK-1000 del 1982 che dovrebbe essere dismesso nel 2012. Il 10 febbraio, il turbogeneratore che ha causato la riduzione di carico era già stato inserito tra le “riparazioni impreviste”. Il Centro di gestione delle crisi di Rosatom riporta che «L'8 febbraio, alle ore 11,40, un difetto è stato scoperto nel sistema di raffreddamento del gas del turbogeneratore TG-4. Al momento, il reattore stava procedendo a una capacità di 1.000 megawatt. Alle 02,03 del 9 febbraio, il reattore è stato disinserito dalla rete e, in seguito alla richiesta inoltrata, messo in manutenzione di emergenza fino alle 02,00 del mattino del giorno seguente».

Proprio come a Balakovo, il servizio informazioni di Smolensk, che dipende da Rosenergoatom ha cercato di nascondere il fatto che l'incidente fosse stato un imprevisto di livello 1, sostenendo che si trattava invece «Di manutenzione preventiva su turbogeneratore 4 (TG-4)» e giura, come fa anche negli incidenti più gravi, che «Nessuna violazione dei limiti e delle condizioni di sicurezza di funzionamento dell'unità della centrale nucleare Kursk, sono state registrate».

Secondo Bellona «Ancora una volta viene fatto un tentativo per nascondere il fatto che sia l'incidente della riduzione del carico che la riparazione del turbogeneratore difettoso sono state contingenze impreviste».

Dal 9 febbraio è stato fermato per manutenzione urgente per una settimana, per sostituire una guarnizione, il reattore 1 della centrale nucleare di Kursk (nella foto). Si tratta di un reattore RBMK-1000 risalente al dicembre 1976 che avrebbe dovuto già essere dismesso nel 2006. La versione di Rosenergoatom è questa: «Il 9 febbraio 2011, alle 08,07, l reattore unità 1 della centrale nucleare di Kursk è stato chiuso in base ad una richiesta inoltrata al fine di effettuare lavori di manutenzione per sostituire una guarnizione in un dispositivo in una non-occupied area. Il reattore è stato spento dal personale utilizzando un fast load reduction switch».

Poi il Centro crisi di Rosatom ha aggiunto: «L'unità è stata messa sotto riparazioni urgenti alle 08,00 am del 16 febbraio 2011». Bellona fa notare che si tratta della stesso reattore per il quale si prevede «A titolo sperimentale, che presto possa operare superando la sua potenza nominale, il che può portare ad ulteriori guasti nelle vecchie attrezzature».

Tra il 5 e l'11 febbraio la centrale nucleare di Beloyarsk ha funzionato a capacità ridotta a causa della “riparazione dell'impianto elettrico” del suo reattore BN-600, risalente all'aprile 1980 e che dovrebbe esere stato dismesso nel 2010. L'ufficio relazioni col pubblico di Beloyarsk ha detto che «Il 9 febbraio 2011, l'unità del reattore BN-600 della centrale nucleare di Beloyarsk è stata portata a un valore nominale di potenza di 600 megawatt, dopo che sono stati completati i lavori di manutenzione sui macchinari elettrici dell'unità». Il rapporto non fornisce nessuna informazione sulle cause delle riparazioni.

L'11 febbraio è stato chiuso per “emergenza” il turbogeneratore del reattore 4 della centrale nucleare di Kola (un VVER-440, entrato in funzione nell'ottobre 1984), provocando una riduzione di carico del reattore del 50%. L'ufficio informazioni pubbliche di Kola ha detto che «L'11 febbraio, alle ore 10,19, il turbogeneratore TG-7 dell'unità del reattore è stato chiuso dal sistema di protezione automatico di emergenza. La capacità di esercizio è stata ridotta del 50%» . Anche in questo caso, il rapporto non offre dettagli sulla vicenda o sulla durata prevista dei lavori di manutenzione.

Lo stesso reattore era stato bloccato per sei giorni a gennaio a causa di un altro arresto non pianificato causato da un corto circuito nel cable tunnel. Tra il 17 e il 23gennaio la centrale ha prodotto circa 63 milioni di chilowattora in meno. In tutto, a causa di interruzioni causate da “emergency trips” dei reattori 3 e 4 di Kola, così come dai periodi in cui i reattori funzionano a potenza ridotta, della centrale nucleare nel gennaio 2011 sono stati immessi nella rete elettrica 17 milioni di chilowattora in meno di quelli previsti.

Anche nel caso di Kola gli uffici stampa di Rosenergoatom e Rosatom cercano di minimizzare, ma Ozharovsky non ci sta: «Fin da Chernobyl, la macchina della propaganda è stato messo a punto solo per essere in grado di dare una faccia coraggiosa alle notizie più dolorose. Che cinque dei 32 reattori della Russia vengano chiusi per riparazioni di emergenza in undici giorni è una triste testimonianza che l'industria russa dell'energia nucleare è semplicemente inadatto a garantire prestazioni affidabili.

Con l'invecchiamento delle attrezzature dei reattori ci saranno sempre più incidenti che si tradurranno in manutenzione straordinaria. Questo non comporterà solo spese supplementari e forniture di energia instabili. Se le riparazioni vengono fatte in un fretta per riprendere la produzione di energia e se, sotto pressione, non è prevista la qualità delle opere, si verificheranno più guasti e con maggiore frequenza e con rischi più elevati per una operatività sicura e stabile».

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