Rispondi a: Non Abbiamo Bisogno del Nucleare

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Richard
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Che impatto avrebbero 15.000 nuove centrali nucleari?

Il futuro dell'energia è nel nucleare? Non sembra pensarla in questo modo Derek Abbott, professore di Ingegneria Elettrica e Elettronica all'Univeristà di Adelaide. Secondo Abbott, il sogno di scalare l'energia nucleare da semplice complemento della produzione globale a tecnologia di punta è destinato a fallire.

Oggi nel mondo ci sono 440 reattori nucleari, che in totale producono quotidianamente circa 375 gigawatt. A livello globale, invece, produciamo ogni giorno 15 terawatt. Solo il 2,5% dell'energia prodotta globalmente viene dai reattori nucleari sparsi per il pianeta, ma la prospettiva sull'energia atomica è sempre stata quella di poter ampliare il numero delle centrali in modo tale da poter coprire una parte massiccia della quota di energia prodotta dalle centrali a combustibili fossili.

Arrivare a coprire l'intera produzione di energia giornaliera attuale con soli reattori nucleari richiederebbe la costruzione di ulteriori 14.500 centrali, oltre alle 440 già esistenti. Nulla che si possa realizzare nell'immediato, questo è certo, ma secondo Abbott si tratta anche di un'operazione che richiederebbe troppi investimenti senza tuttavia ottenere benefici palpabili…..

“Una centrale nucleare è affamata di risorse e, a parte il materiale nucleare, utilizza molti metalli rari per la sua costruzione” spiega Abbott. “Il sogno utopico in cui il mondo è alimentato da reattori a fissione o fusione è semplicemente irraggiungibile. Anche la produzione di un solo terawatt richiederebbe fin troppo risorse”.Abbott ha esaminato le possibili conseguenze della costruzione di 15.000 centrali nucleari, considerando la quantità di terreno necessario alla costruzione di un impianto, le scorie radioattive prodotte, il rischio di incidenti, il rischio di proliferazione nucleare, l'abbondanza e l'estrazione del materiale fissile e dei metalli rari necessari alla costruzione di un reattore atomico.

Ogni impianto nucleare richiede circa 20 chilometri quadrati di terreno. Sono necessari per il reattore stesso, per le infrastrutture di controllo della centrale,per l'arricchimento e la lavorazione dell'uranio, e per la zona di esclusione.
Non basta semplicemente prendere il primo pezzo di terra che ci capita: la centrale deve essere costruita vicino ad una massa d'acqua sufficiente a raffreddare l'impianto, ma lontano da zone abitate o soggette a disastri naturali. Trovare 15.000 differenti località adatte ad una centrale nucleare potrebbe quindi rivelarsi molto difficile.

C'è poi da considerare il problema dei siti di stoccaggio delle scorie radioattive. Sono ormai 60 anni che esistono centrali nucleari, e in questo periodo di tempo nessuno è stato ancora in grado di indicare un sito idoneo al deposito permanente del materiale radioattivo.

Articolo completo: http://crepanelmuro.blogspot.com/2011/05/che-impatto-avrebbero-15000-nuove.html

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http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.6940.7
http://www.ditadifulmine.com/2011/05/che-impatto-avrebbero-15000-nuove.html
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