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GERMANIA ADDIO AL NUCLEARE

La svolta era nell’aria da diversi giorni. Ed è arrivata oggi, di buon mattino, dopo che venerdì scorso un report anticipato da Reuters aveva dato ancora più fondamento ai rumors che si sono inseguiti nelle settimane scorse
Germania fuori dal nucleare entro 2022. ''Addio definitiv'' Dopo il pronunciamento di venerdì scorso dei Laender tedeschi favorevole alla chiusura definitiva delle sette centrali nucleari più vecchie del paese, bloccate all’indomani della sciagura nucleare di Fukushima, la svolta era nell’aria. Ed è arrivata oggi, di buon mattino, dopo che sempre venerdì scorso un report anticipato da Reuters aveva dato ancora più fondamento ai rumors che si sono inseguiti nei giorni scorsi: la Germania ha deciso di tornare sui suoi passi e ha annunciato l’addio definitivo all’energia nucleare entro il 2022. Benché posticipato di alcuni anni rispetto al ‘phase-out’ entro il 2017 avvalorato dai documenti in possesso di Reuters, ora l’addio all’atomo tedesco è ufficiale: il ministro dell'Ambiente Norbert Roettgen ha rivelato nelle prime ore del mattino la decisione “irreversibile” della coalizione di centrodestra.



“Dopo lunghe consultazioni, – ha detto – c’è ora un accordo nella maggioranza per porre fine all’esperienza atomica tedesca”, ha spiegato al termine di una riunione fiume di circa 7 ore negli uffici della cancelliera Angela Merkel. Si tratta di una decisione “decisiva”, ha poi ribadito. A oggi la Germania dispone di 17 centrali nucleari sul suo territorio, di cui sette sono state fermate a marzo, per tre mesi, dopo il disastro di Fukushima per verifiche sulla sicurezza mentre l'ottava, quella di Kruemmel, è da anni in manutenzione per una serie di problemi tecnici. 
Con la decisione odierna il Governo di centrodestra della Merkel rilancia il piano di uscita dal nucleare varato nel 2000 dalla coalizione di centrosinistra guidata da Schroeder, dopo che la stessa cancelliera lo aveva reso carta straccia varando nell’autunno 2010 il prolungamento alla vita degli impianti nucleari. Il ministro Roettgen ha dunque precisato che gli otto impianti nucleari oggi scollegati dalla rete non saranno riattivati, che altri sei reattori saranno spenti entro il 2021 e i restanti tre cesseranno la…

Dopo il pronunciamento di venerdì scorso dei Laender tedeschi favorevole alla chiusura definitiva delle sette centrali nucleari più vecchie del paese, bloccate all’indomani della sciagura nucleare di Fukushima, la svolta era nell’aria. Ed è arrivata oggi, di buon mattino, dopo che sempre venerdì scorso un report anticipato da Reuters aveva dato ancora più fondamento ai rumors che si sono inseguiti nei giorni scorsi: la Germania ha deciso di tornare sui suoi passi e ha annunciato l’addio definitivo all’energia nucleare entro il 2022. Benché posticipato di alcuni anni rispetto al ‘phase-out’ entro il 2017 avvalorato dai documenti in possesso di Reuters, ora l’addio all’atomo tedesco è ufficiale: il ministro dell'Ambiente Norbert Roettgen ha rivelato nelle prime ore del mattino la decisione “irreversibile” della coalizione di centrodestra.



“Dopo lunghe consultazioni, – ha detto – c’è ora un accordo nella maggioranza per porre fine all’esperienza atomica tedesca”, ha spiegato al termine di una riunione fiume di circa 7 ore negli uffici della cancelliera Angela Merkel. Si tratta di una decisione “decisiva”, ha poi ribadito. A oggi la Germania dispone di 17 centrali nucleari sul suo territorio, di cui sette sono state fermate a marzo, per tre mesi, dopo il disastro di Fukushima per verifiche sulla sicurezza mentre l'ottava, quella di Kruemmel, è da anni in manutenzione per una serie di problemi tecnici. 
Con la decisione odierna il Governo di centrodestra della Merkel rilancia il piano di uscita dal nucleare varato nel 2000 dalla coalizione di centrosinistra guidata da Schroeder, dopo che la stessa cancelliera lo aveva reso carta straccia varando nell’autunno 2010 il prolungamento alla vita degli impianti nucleari. Il ministro Roettgen ha dunque precisato che gli otto impianti nucleari oggi scollegati dalla rete non saranno riattivati, che altri sei reattori saranno spenti entro il 2021 e i restanti tre cesseranno la produzione entro il 2022. L’addio all’atomo “sarà definitivo – ha concluso Roettgen – Non ci saranno clausole di revisione.” L’onda lunga dello tsunami causato dal devastante terremoto che ha colpito il Giappone l’11 marzo scorso sta cancellando uno ad uno i piani nucleari dei Governi: prima l’Italia, poi la Svizzera e ora anche la grande Germania. (f.n.)

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