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Lunedì 30 Maggio

Sondaggio: per la prima volta sono di più i Giapponesi anti nucleare27-05-2011

Stando al sondaggio fatto dall’Asahi Shimbun, il secondo quotidiano più diffuso in Giappone, il 42% dei nipponici è contro l’idea di continuare con il nucleare mentre il 34% del campione è pro atomo. Prima dell’incidente di Fukushima i favorevoli erano il 52% e i contrari il 18%.
Il Giapponesi si schierano contro il nucleare Contrari all’atomo battono i favorevoli. Succede in Giappone e pare sia la prima volta che il nucleare esce sconfitto nel confronto con l’opinione pubblica. O almeno lo è leggendo i risultati del sondaggio promosso dall’Asahi Shimbun, il secondo quotidiano più diffuso in Giappone (oltre 10 milioni di copie), il 42% dei nipponici è contro l’idea di continuare con il nucleare mentre il 34% del campione è pro atomo a uso civile. Prima dell’incidente di Fukushima i favorevoli erano il 52% e i contrari il 18%. Il quotidiano mostra anche quanto avviene nel mondo sul tema pro/contro atomo: in Germania i sostenitori sono il 19%, in Russia il 36% e perdono quota, misurandosi con gli oppositori rispettivamente saliti all'81% e al 52% (prima rappresentavano il 56% e il 47%). In Corea del Sud e in Cina, dove lo sfruttamento dell'atomo a uso civile va a gonfie vele ed è prioritario nelle politiche energetiche, i contrari sono saliti rispettivamente al 45% (dal 27%) e al 48% (dal 36%), attestandosi su livelli quasi simili ai favorevoli. Negli Usa e in Francia, rispettivamente numero uno e due nel settore, la quota di sostenitori è maggiore di quella dei contrari: 51% e 55% a fronte di 44% e 31%, pur se il divario tende ad assottigliarsi. Il Giappone ricopre il terzo posto sul “podio mondiale atomico”, con 54 centrali attive che producevano prima della catastrofe di marzo il 30% del fabbisogno elettrico, con l'ambizioso piano di superare il 50% entro il 2020. Ma le cose sono cambiate come dimostra anche il recente sondaggio sulla decisione di chiudere o meno la centrale di Hamaoka e le recenti decisioni del premier Naoto Kan di rivedere le strategie energetiche future. (a.b.)

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