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brig.zero
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[size=36][color=#0033ff]Siamo liberi?. [/color]

pubblicata da Cerchio Firenze 77 il giorno martedì 29 novembre 2011 alle ore 19.22
https://www.facebook.com/brig.zero/posts/250569425002985?ref=notif¬if_t=like#!/notes/cerchio-firenze-77/siamo-liberi/281198238583044 :legg:

Ci hanno insegnato che finchè siamo vincolati ai nostri bisogni non possiamo considerarci liberi.

Così sembrerebbe che, per noi, la libertà non esista.

Questo fatto è sempre stato molto discusso da tutti gli amici che hanno approfondito questa particolare tematica dell'insegnamento.

In effetti è un'affermazione che ricorre ed è molto controversa.

Anch'io ho delle perplessità, però ritengo che stiamo dando un valore distorto all'idea di libertà, ed ecco che questa viene vanificata dalla logica dell'insegnamento.

Eppure lo stesso ci indica il contrario con affermazioni che la libertà cresce con l'evoluzione.

Riporto un estratto dal libro “Dai mondi invisibili”:

[color=#0033ff]…Libertà assoluta vuol dire assenza di ogni e qualunque limitazione, come assenza di libertà vuol dire assoluta coercizione. Fra questi due estremi è compresa la libertà dell'individuo dal suo manifestarsi nel piano fisico come cristallo, all'apice della sua evoluzione come superuomo.

Non solo, ma se esaminiamo la libertà di un uomo di media evoluzione, vediamo che esiste egualmente questa scala data da:

1) Azioni che egli compie (o subisce) irrevocabilmente per karma, cioè per gli effetti delle cause che egli ha mosse in precedenti incarnazioni (assenza di libertà).

2) Azioni che egli compie per sua libertà relativa, per le quali la scelta è stata influenzata da una necessità (libertà spuria).

3) Azioni che egli compie, sempre nell'ambito della sua libertà relativa, ma al di fuori di qualunque influenza (libertà pura).

Libertà pura, naturalmente, non vuol dire assoluta.

Per essere assolutamente libero, l'uomo – come prima è stato detto – non dovrebbe subire alcuna influenza in tutte le decisioni da prendersi, mentre la libertà pura si riflette in una, o poco più, decisioni prese al di fuori delle influenze. Solo nell'uomo massimamente evoluto la libertà pura si identifica con la libertà assoluta, in quanto tutte le decisioni sono prese al di fuori di ogni influenza.[/color]

Da queste parole, mi sembra di capire che la libertà a cui fanno riferimento i Maestri, non sia tanto la possibilità di scegliere fra le varie situazioni, quanto la possibilità di “sentire” le varie situazioni.

Non so se ho capito esattamente cosa possa voler dire questo, ma ritengo che “percorrere” la Realtà abbia un significato molto più sostanziale di quanto possiamo immaginare noi con le nostre azioni e “scelte” più o meno condizionate.

Andiamo alla radice e chiediamoci chi siamo e che funziono abbiamo, come sentire relativi che vanno a trascendersi gradualmente nell'Assoluto.

La risposta evidenzia come ogni nostra espressività vitale (cioè ogni nostra azione, pensiero emozione ecc.) crei un'aspetto di questa realtà assoluta; la formi, la sostanzi e la faccia vibrare come “sentire”.

Quindi siamo noi che creiamo evoluzione, non solo con le nostre scelte, le quali cambiano di poco il disegno a lungo termine, ma molto di più con la nostra presenza fattiva e dinamica, così come la nostra natura richiede.

Questa è individuale, soggettiva e mutevole per quanto innumerevoli siano i sentire nel Cosmo, ma obbedisce a un modulo fondamentale, a una serie di leggi che presiedono la struttuta del relativo.

Se la nostra presunzione potessi immaginare di estendere la libertà che abbiamo anche nel disegno assoluto, vorrebbe dire che dovremmo avere una visione d'insieme e, quindi essere l'Assoluto stesso.

Come possiamo pensare che l'ambito delle nostre scelte (nel salto di qualità) possa andare a incidere oltre il relativo della singola incarnazione?

Il nostro sentire in senso lato e la nostra coscienza non può avere la sapienza e la preveggenza di una struttura karmica che si innesta nell'intero meccanismo cosmico.

Dunque l'esperienza diretta è ciò che noi siamo tenuti a esprimere in funzione a una direttiva di cui siamo parte e di cui non siamo ancora consapevoli, e solo agendo in seguito agli stimoli che ci vengono dalla nostra natura, noi compiremo l'atto evolutivo del nostro essere.

L'evoluzione potrà anche essere automatica, ma siamo noi i registi e gli attori di questo automatismo che gradualmente ci porterà a riconoscersi nell'Assoluto stesso che ne è la fonte e ne è il movimento.

Credo che tutte le contraddizioni filosofiche derivino dal sezionare a analizzare solo parte di un insegnamento il cui senso trascende le singole affermazioni, necessarie a comporre il mosaico d'insieme e, successivamente, dargli un significato.

(Umberto Ridi)


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