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Perù-Bolivia, “crisi della selva”: Lima richiama ambasciatore

Roma, 15 giu (Velino/Velino Latam) – Il governo peruviano ha richiamato a Lima per consultazioni il suo ambasciatore in Bolivia Fernando Rojas, come protesta per le dichiarazioni del presidente boliviano Evo Morales in merito agli scontri tra forze di polizia e indigeni nella zona dell’Amazzonia peruviana che hanno provocato la morte di almeno 33 persone. La violenza si è scatenata quando le forze dell’ordine hanno tentato di liberare una delle principali arterie di comunicazione della zona, occupata, come molte strutture pubbliche e private dell’area, dalle comunità indigene che protestavano per l’approvazione di una serie di leggi che liberalizzano lo sfruttamento delle risorse naturali della regione. Il capo di Stato boliviano aveva definito l’operazione un “genocidio da Trattato di libero commercio”. L’ambasciatore, in alcune dichiarazioni rese ai media internazionali, ha contestato che “si parli di genocidio senza prove”, sottolineando come si tratti di un’accusa “molto grave” e “completamente falsa”.

La decisione di Lima arriva nel giorno in cui il presidente del Consiglio dei ministri peruviano Yehude Simon ha intrapreso uno dei viaggi più difficili da quando ha preso l’incarico. La meta è Mazamari, nella foresta amazzonica peruviana, e l’obiettivo è cercare di trovare una soluzione negoziale alle proteste che le comunità indigene portano avanti contro le nuove norme sullo sfruttamento delle terre da loro abitate. Simon ha spiegato che nella sua azione rispetterà il lavoro di mediazione che sta portando avanti la Defensoría del pueblo, la Chiesa e una rappresentanza di antropologi.

“Ho la speranza che nei prossimi giorni si possano si possa risolvere il problema con le comunità native”, ha detto Simon che ha parlato di una riconciliazione che non deve solo raggiungersi con le istituzioni statali ma con tutti i segmenti della società. Parole nelle quali si ricomprendono anche le forze di polizia, protagoniste di uno dei momenti più difficili della crisi scatenata dalla “legge sulla selva”: nel corso degli scontri almeno nove poliziotti presi in ostaggio sarebbero stati uccisi a colpi di machete. Ricostruzione contestata da alcune associazioni che hanno invece aperto interrogativi sul comportamento della forza pubblica. E non è un caso che tra i compiti che si è prefisso Simon c’è anche quello di vigilare con attenzione anche flusso di informazioni che accompagnano la crisi della selva.

http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=875620

Genocidio in Perù: La sanguinosa eredità di [color=#ff0000]Bush nella Dittatura di Alan Garcia.[/color]

http://www.yabasta.it/spip.php?article949