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#8322

ezechiele
Partecipante

non che “ci sballi” a mettermi continuamente in dubbio, semplicemente ognuno ha il suo modo di procedere,

come ho già detto, mio malgrado, la chiesa cattolica ha fatto un brainwashing mica da riedere nella mia mente e trovo davvero irta la ricerca dell'infinito…

Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti [016z]

Luca 9:59-62 E ad un altro disse: Seguitami. Ed egli rispose: Permettimi prima d'andare a seppellir mio padre. Ma Gesù gli disse: Lascia i morti seppellire i loro morti; ma tu va' ad annunziare il regno di Dio. E un altro ancora gli disse: Ti seguiterò, Signore, ma permettimi prima d'accomiatarmi da que' di casa mia. Ma Gesù gli disse: Nessuno che abbia messo la mano all'aratro e poi riguardi indietro, è adatto al regno di Dio.

Questa sembra a molti un’affermazione dura, ma Cristo stava parlando ad un uomo a cui aveva offerto un posto nel minstero. “Seguimi”, disse Gesù.

Non sono molte le persone che nel corso della storia hanno ricevuto questa chiamata. La parola in generale è “morte” nelle sue trasgressioni e nei suoi peccati, ma Dio il Padre, ne chiama alcuni per “vivificarli” (Ef. 2:1).

Gli eletti sono chiamati dalla “morte” per essere “vivificati”, per una vita di servizio e di dedizione nella dichiarazione del vangelo (buone notizie) del Regno di Dio che è in arrivo.

Luca 9:62 Ma Gesù gli disse: Nessuno che abbia messo la mano all'aratro e poi riguardi indietro, è adatto al regno di Dio.

Questo significa che una persona chiamata a fare il lavoro di Dio, deve continuare in quel lavoro essendo vivificata per questo. Se guarda indietro, distoglie la mente dalla chiamata, ritorna alla sua vita di malefatte e peccati, muore nuovamente ed è inutile per il lavoro. Quindi le persone che sono chiamate devono essere destinate alla chiamata.

Gli eletti hanno la mente aperta dallo Spirito Santo verso i misteri nel mondo di Dio, per una conoscenza del piano di Dio per l’umanità. Questo piano è sottolineato nelle Feste di Dio, e soltanto attraverso l’obbedienza alle leggi di Dio e l’osservanza delle Sue Feste (Lv. 23) si può comprendere il piano. Aderire alle cosiddette feste cristiane è idolatria, poichè non mostrano il piano di Dio. Questa è disobbedienza a Dio ed alla Sua Legge e porta nel peccato dell’idolatria, che rappresenta lo stato della “morte”.

Dio, nel corso dei secoli, chiama i suoi eletti in progressione, e come risultato sceglie i “vivi” dai “morti”. Stiamo parlando di “vita” e “morte” spirituale. I Farisei dei giorni di Cristo erano “morti”, poiché avevano messo da parte i comandamenti di Dio e stavano osservando le tradizioni dell’uomo (ed insegnando queste tradizioni e dottrine), inquinando la legge data a Mosè sul monte Sinai, compreso il misticismo ed altri concetti mondani.

Gesù, con le ammonizioni in Luca, si stava riferendo alla “morte” spirituale del mondo. La chiamata dell’eletto apre le loro menti alla verità spirituale attraverso lo Spirito Santo e quella verità deve motivare una risposta ed una responsabilità nella persona, nel seguire ed agire in base a quella verità. Quindi, essere nella situazione della Chiesa, come parte della congregazione, vedere che la verità è repressa e non abbandonare quella situazione, non è un bene. Rimanere li significherebbe condonare quella violazione della verità e mettere a repentaglio la propria chiamata. Infatti, qualsiasi comprensione si dissolverebbe e invece di essere “vivificati”, saremmo nuovamente “morti” spiritualmente.

Ognuno ha un motivo per seppellire i propri morti; Dio gli ha dato un motivo per non cambiare il loro stile di vita affinché obbedissero ai comandamenti di Dio.

Questo non significa affermare che coloro che sono chiamati saranno amati da tutti coloro che li circondano. Daniele fu dato in cibo ai leoni, poiché egli scelse di obbedire a Dio. I suoi tre amici furono gettati nella fornace ardente. Dio, tuttavia, scelse di accettare questi uomini per l’obbedienza e la paura che avevano verso di Lui, al di la di quello che l’uomo gli potesse fare; così furono salvati.

Davide, come giovane pastore, lottò contro animali selvaggi per proteggere le pecore di suo padre. Egli era pronto a morire per esse. Cristo fu ucciso per difendere quelle che il Padre gli aveva dato. Gli eletti di Dio sono stati uccisi dal tempo del giusto Abele e questo continuò attraverso la storia e continuerà ad essere il destino di molti chiamati, fino al ritorno di Cristo.

Accettando la chiamata e per essere vivificati, gli eletti partecipano alla Prima Resurrezione al ritorno di Cristo. Dio è il Dio dei vivi e non dei morti.

Il mondo è considerato morto e sarà nella Seconda Resurrezione. Accettate la chiamata che Gesù vi offre, mettete le mani nel terreno coltivato, non guardate indietro, lasciate che i morti seppelliscano i loro morti, siate parte del gruppo dei “vivi”, che mangiano e bevono con Cristo al suo ritorno. Ora seguite Cristo al suo ritorno. Seguite Cristo ora, assicurate la vostra chiamata.

(Diritti d’Autore 1994, 1999, 2001 Wade Cox

Sommario di Patty Gambier, Ed. Wade Cox) (Tr. 2003)

e ancora

RIFLESSIONE PER LA 13^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Luca
9,51-62
51 Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme
52 e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed
entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. 53 Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme.
54 Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?».
55 Ma Gesù si voltò e li rimproverò.
56 E si avviarono verso un altro villaggio.
57 Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada».
58 Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». 59 A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre».
60 Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro
morti; tu và e annunzia il regno di Dio».
61 Un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia
che io mi congedi da quelli di casa».
62 Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano
all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Gesù va verso Gerusalemme. Va verso il compimento della sua missione. Va nel segno
dell’obbedienza al Padre che avrebbe accettato il suo sacrificio per restituire all’umanità quella
libertà e quella dignità che aveva perduto con il peccato.
Un villaggio di samaritani rifiuta di incontrarlo.
La cosa mi fa piacere perché io ce l’ho su con quelli che fanno sempre bella figura e con quelli che
la vincono sempre.
Ad esempio: guardate mai i cartoni di Tom e Gerry? Io parteggio per il gatto perché perde sempre,
mentre il topo non lo posso sopportare visto che a lui vanno tutte giuste.
Fa piacere sapere che anche i samaritani erano o potevano essere dei somari. Questi lo erano di
sicuro, perché prigionieri di un’ideologia.
Chi andava a Gerusalemme doveva essere boicottato.
E sono proprio i somari che ragionano (o meglio: sragionano) così.
E altrettanto somari sono quelli che pensano che i poveri siano sempre buoni e belli; i ricchi sempre
brutti e cattivi; che la destra sia sempre demoniaca, che la sinistra sia sempre santa; che i
progressisti (o coloro che tali si credono) abbiano sempre ragione e i conservatori sempre torto e via
discorrendo.
(Oh, sia ben chiaro: il discorso vale anche se rovesciato).
Chi si lascia accecare dall’ideologia diventa, appunto, cieco.
E non riesce più a guardare la realtà con occhio lucido e spirito libero.
E gli può succedere di perdere l’occasione della vita. In questo caso quella di incontrare Gesù, il
Figlio di Dio.
Ben gli sta.
Giacomo e Giovanni, i “figli del tuono” se non sbaglio, vorrebbero una immediata e adeguata
ritorsione. Ma Gesù non apparteneva ad Al Qaeda, non era un fanatico, non si imponeva con la
forza.
Gesù non si è mai imposto a nessuno. E chiunque in suo nome volesse far proseliti incorrerebbe
nello stesso rimprovero (che immagino sia stato duro ed incazzato) da parte del Signore.
A questo punto della storia ci sono tre personaggi che si avvicinano a Gesù e che gli offrono
l’opportunità di dire tre cose che valgono un patrimonio.
La prima: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non
ha dove posare il capo”
Il figlio di Dio ricorda a chi lo voleva seguire la propria assoluta povertà.

E’ interessante questa affermazione, specie in un tempo come il nostro in cui della povertà come
virtù non se ne parla più, non se ne parla mai.
Quando ho cominciato la mia vita di prete era tutt’altra cosa: mi ricordo che non volevano il calice
della prima Messa, non volevamo il pranzo, non volevamo nulla che potesse essere o anche solo
sembrare ostentazione di ricchezza.
Oggi, ahimè, non è più così.
Oggi si tende a credere che siano le cose, i mezzi, e anche “i schei” a far vincere la grande battaglia
per il regno di Dio. Vero il contrario.
La seconda: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio”.
E cioè: guarda avanti, non indietro. Guarda al mezzo bicchiere pieno e non a quello mezzo vuoto.
Guarda con speranza al futuro.
Se sei un nostalgico, non sei un discepolo.
Il cristiano è l’uomo del futuro, non del passato. Attende la vita, la vita eterna e non rimpiange le
miserie della vita terrena.
Sono “i morti” che “seppelliscano i loro morti”. I vivi vanno ed annunciano.
La terza: “Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di
Dio”.
Questa la sento rivolta a me, personalmente, perché la tentazione di cercare una via di fuga, o
almeno una scorciatoia, la sento giorno dopo giorno.
Ma dico a te che mi stai leggendo: guarda che Gesù la rivolge anche a te.
A te che sei stanco di tuo marito o di tua moglie.
A te che sei stufo di essere l’unica persona onesta del tuo ufficio o del posto in cui lavori e vorresti
fare il “furbetto” anche tu.
A te che hai un servizio all’interno della comunità e non vedi l’ora di potertene lavar le mani…
Insomma: la fedeltà è una croce. Ma solo perché si è lasciato inchiodare ad una croce il Figlio di
Dio ci ha salvati.
Non ci sono alternative.
don Roberto Trevisiol
Tillio.soat@libero.it
http://www.acvenezia.net/donroberto/Riflessione13domenicaTO2007.pdf

se poi guardate il titolo del 3d … un po di vangeli direi che e' decisamente ON topic