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#8348

Omega
Partecipante

[quote1234464296=Renée]
vi seguo da un pò…
e mi domando (?)

Ma la coscienza-consapevolezza-conoscenza è non-mente, o sbaglio?
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E' non-mente, con riferimento alla “mente convenzionale”, quella ordinaria. Ma una volta che questa viene prima 'elaborata' e poi trascesa (diventando trasparente), ecco che “appare” la Coscienza la quale precedentemente era coperta o filtrata pesantemente dalla (falsa) “mente” poiché il compito Originario della Mente era quello di decodificare (tradurre) correttamente l'input interiori ed esterni passandoli fedelmente all'Essere. E' come aprire una finestra a 360° e poter vedere tutt'intorno a noi mentre invece prima eravamo come in una gabbia auto-costruita per l'ignoranza del funzionamento dell'Essere (come una stanza senza finestre né aperture di alcun genere). Questa Conoscenza non ci fa automaticamente saggi o Giusti, però ci permette di diventarlo in seguito con l'Esperienza dell'Essere nel (nuovo) contesto della Libertà.
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[color=#0077dd]Dalla Letteratura Vipassana e Zazen[/color]: Due affermazioni sulla Verità ( http://www.lameditazionecomevia.it/dueverita.htm )

Huang Po, nel suo Ch'uan-hsin fa-yao scrive: “L'uomo comune si aggrappa all'oggetto, colui che cerca predilige il cuore. Chi ha dimenticato entrambi – cuore e oggetto – a questi si manifesta la verità assoluta”. In un altro testo, La raccolta di Lin-Chi (uno dei testi più importanti della tradizione zen), leggiamo: “«Dimmi, come posso vedere la natura del Buddha?». Ta-chu rispose: «Il vedere stesso è la natura del Buddha»”. La natura del Buddha è naturalmente un modo zen per indicare la Verità. Dunque, in entrambi i brani si parla di Verità e l'invito è quello di abbandonare un certo concetto comune di verità, e cioè quello che potremmo chiamare 'oggettivistico', 'sostanzialistico', in ultima istanza: dualistico.

Questo è molto chiaro soprattutto nel testo citato dalla Raccolta di Lin-Chi: il monaco era alla ricerca della natura del Buddha e addirittura chiede di vederla. Ma qui sta il sommo errore. Vedere, ascoltare, leggere, ricercare: sono tutte attività che intendono la verità come un oggetto tra i tanti. Essa invece non è qualcosa da vedere, neanche da contemplare o da meditare; neppure qualcosa su cui riflettere, di cui disquisire. La Verità è il vedere stesso. La rivoluzione va fatta nel vedere; quando questa rivoluzione è compiuta, allora la verità mi sta davanti, qualsiasi cosa io abbia di fronte a me: un albero, una persona, un foglio o il Buddha stesso!

Per quanto riguarda invece la citazione da Huang Po, anch'essa ha un suo aspetto interessante. Si potrebbe pensare – e spesso molti lo dicono – che bisogna rientrare in noi stessi per scoprirvi la Verità. Ah, quante volte abbiamo sentito dire frasi di questo genere, in tutte le minestre! “Entra in te stesso, cerca in te stesso: lì è la verità!”, ecc. Ora, Huang Po non segue questa via. C'è il cuore e c'è l'oggetto. Di solito ci si da' agli oggetti, al godimento che ne possiamo trarre, e via di questo passo. Poi qualcuno realizza che questo tipo di vita è uno stato di schiavitù: non posso essere così dipendente dagli oggetti da relegare la mia felicità ad essi, diventandone quindi succube. Questo è tutto, tranne che libertà. Un oggetto può essere un bell'orologio, ma anche un'emozione, un'idea, una persona, ecc.

E allora ci si dirige verso il cuore. Ah, ecco di nuovo lo stesso meccanismo che fa capolino: il meccanismo della ricerca, del dualismo, dell'intendere la verità come un oggetto tra i tanti. Non la trovo tra le cose? E allora la troverò in me stesso. Capito? Siamo ancora all'interno di una logica di mancanza, di ricerca. E infatti Huang Po dice: “Colui che cerca predilige il cuore”. Ma finché cerchi, non trovi proprio niente. Solo abbandonando la ricerca, ecco che soffia la Verità. Sembra semplice, vero? Ma lo sappiamo tutti: è la cosa più ardua. La nostra mente si ribella: vuole sempre alimentarsi, vuole fagocitare tutto: non è abituata a starsene quieta. Povera schiava…

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[quote1234464311=davide]
[quote=Omega]
E' piuttosto una invenzione della Chiesa Cattolica per tenere buono il popolo di pecore;

…dicendogli di non poter mai raggiungere il Padre,

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non ho capito cosa vuoi intendere x raggiungere.
il conoscerlo o l'equipararsi a dio.

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Ciao Davide. Nelle Scritture Cristiane originali e correttamente tradotte/ interpretate viene detto che ogni Essere umano dalla nascita fino alla morte ha la sacrosanta possibilità e potenzialità di diventare “Dio”, Figlio del Padre, erede o co-erede con Cristo nel Regno dell'Altissimo.

La Chiesa Cattolica (che è una contraddizione in termini in quanto spesso afferma tutto e il contrario di tutto, aggiornando continuamente il Verbo di Dio senza il mandato di Yahweh), indirettamente, velatamente insegna il contrario – ossia che soltanto i Cattolici son “degni del Paradiso”.

Praticamente, mentre Yeshua Ha Mashiach parlava della Libertà di TUTTI e per TUTTI, la Chiesa ha parlato del “limite umano”, di tutti, ma soprattutto degli “infedeli”; il Profeta diceva che la Creatura umana sarebbe Spirito (Coscienza) che abita nel “Tempio dello Spirito” (Corpo, che pertanto è “sacro” ovvero sano e Perfetto) per un Giusto, la Chiesa dichiara la nostra “colpevolezza eterna”. Per Gesù noi siamo uguali al Cristo e vicino al Padre per nostra stessa natura, ma per la Chiesa l'uomo è un peccatore incallito e irrecuperabile. La Chiesa a volte nasconde questo “sapere” avendo paura della reazione del popolo, per questo molti Cattolici non hanno idea di cos'è la “vera dottrina del papismo” ma ognuno interpreta il Cattolicesimo come gli pare. Il Cattolicesimo in realtà è una dottrina adattabile a ogni situazione, un motivo in più per dubitare della buona-fede di chi ha scritto e riscritto più volte il Catechismo, il Diritto Canonico, la Messa, deciso i Sacramenti e scelto “il comportamento politicamente corretto” per i suoi “fedeli”.

Io sostengo che prima di “essere fedeli” agli altri bisognerebbe Essere fedeli a Se stessi e alla propria Coscienza superiore; che prima di “essere fedeli” alla comunità fatta di umani fallibili, occorre Essere fedeli alla Rivelazione divina o Celeste; che prima di “essere fedeli” a una dottrina incomprensibile e poco credibile sarebbe meglio interrogare se stessi e il Creatore Padre-YHWH sulla effettiva AUTENTICITA' di quanto viene predicato dai pulpiti d'oro.

Con “raggiungere” intendo dunque affermare che elevando la Coscienza individuale (quello che gli Antichi a volte chiamano “anima” o “spirito”) possiamo eguagliarci al Padre, non ancora nella Scienza e Conoscenza, ma certamente nella Consapevolezza dell'Essere. Questo era possibile 2000 anni fa, 4000 anni fa come sarà possibile in ogni Tempo mentre la Scienza e la Conoscenza potranno aumentare sulla Terra solo in presenza di Razionalità, in quest'epoca Scientifica, anche grazie all'aiuto del Padre, fra poco…

L'uomo Conoscendo bene Se stesso, è capace (con un minimo di impegno – costante e paziente) di Conoscere anche il suo Creatore; la Coscienza ci permette di ComprenderLo se un giorno Lo incontreremo o in “Preghiera” (Telepatia) o fisicamente, il che leggendo Mosè, Enoch, Ezechiele e Apocalisse pare possibilissimo e nelle nostre facoltà da 'Esseri umani, Terrestri'.

La Chiesa parlando del “peccato” (che non esiste) e della necessità della Santa Messa quotidiana o settimanale fa capire al cosiddetto “uomo ordinario” che è un “buono a nulla”, mentre la Verità quando l'abbiamo Conosciuta realmente, Essa ci rende Liberi – mi chiedo: dov'è questa LIBERTA' permanente promessa dal Profeta e Messia Cristo, se dobbiamo ascoltare opinione dei preti e frequentare la Chiesa tutti i giorni ?

La libertà è libertà; la schiavitù è schiavitù – non ci si può ingannare sui termini.

Bisogna Ri-Nascere, una volta trovata la Verità, purtroppo la Chiesa non lo dice o se lo dice (quella Evangelica) lo interpreta male e spiega peggio, così quasi NESSUNO dei cd. “cristiani” è davvero LIBERO pur potendo essere come decretato dal Padre delle Creature nella perfetta Legge dell'Infinito che ha Rivelato a chi aveva aperto la Porta interiore ed era disposto ad apprendere le novità Celesti, una “Buona Notizia”, appunto.

Se Io Sono (uno degli Dèi), allora sono Figlio del Padre, ma se non Sono, a quel punto non solo non Conosco né il Padre né alcuna Verità, ma soprattutto non posso Essere Cristiano (o seguace di qualunque altra Rivelazione Autentica e Originale).

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[color=#0077dd]Quello che Osho dice, a proposito[/color]: “Liberarsi da tutte le dottrine” ( http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.825 )

“Per raggiungere la verità è necessario liberarsi da tutte le dottrine, da tutte le strutture formali. La realizzazione della verità accade solo quando si è totalmente liberi. L'attaccamento è un segno di dipendenza; indica mancanza di fiducia in se stessi. La fede negli altri e non in se stessi è una forma di schiavitù. Solo l'uomo libero dalla fede negli altri è veramente libero. La fede nei preti, nelle sette o nelle scritture indica che sei dipendente. Anche la fede nelle parole o nei credo è dipendenza. Io ti dico: solo la vera libertà conduce alla verità. Devi disfarti di tutti i pensieri e di tutti i credo che hai acquisito dagli altri, non importa chi essi siano.

Fa parte della crescita naturale di un uomo arrivare a riconoscere la propria ignoranza. E una volta che l'ha realizzata, non deve mai tornare indietro. Questa tendenza a dimenticare è autoinganno; è un tentativo di rendere luminoso il buio vuoto del sé. Un complesso d'inferiorità è figlio di questo vuoto e coloro che soffrono di un senso di inferiorità bramano la posizione sociale, la forza e il potere. Sono come zoppi che bramano di compiere grandi prodezze di abilità fisica. […]

È impossibile scappare da se stessi. Per rendere tollerabile la tensione un uomo ha bisogno di intossicarsi, per esempio con il vino, le donne, il canto, la ripetizione di mantra, preghiere o adorazioni. Il desiderio di ricchezza, di potere e di conoscenza, tutto questo non è altro che il desiderio di dimenticare il sé. E per farlo è necessario un vino molto forte. Alcuni si rivolgono alla religione, che per loro diventa così un potente narcotico. Questa è la ragione, nelle cosiddette società del benessere, dell'aumento di interesse nella religione.

Ma è ancora una corsa. La questione fondamentale non è come cambiare la direzione della corsa, ma come porle fine una volta per tutte. Il filosofo scappa attraverso il pensiero, l'artista attraverso la sua creazione, il politico attraverso il potere, il ricco attraverso le ricchezza, l'asceta attraverso la rinuncia e il devoto attraverso Dio. Ma la verità può essere realizzata solo dall'uomo che non cerca affatto di scappare dal proprio sé” (da Il lungo, il corto, il nulla, pp. 135-136).

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[quote1234467206=altair]Omega un pò di rigore logico non guasta: il fatto che tu ci dica che hai verificato non dimostra nulla, poiché occorre crederti, quindi la tua verifica per chi ti legge, non è nient'altro che una credenza che si va ad aggiungere alle altre.[/quote1234467206]
Non bisogna credere nel Verbo di Pyri-El, ma soprattutto non bisogna credere in quello di Omega. Il perché è presto detto: chi crede non capisce; per poter Comprendere occorre RINUNCIARE totalmente alle credenze, fedi, preghiere, suppliche, sofferenze, sudditanza, sottomissione cieca ai presunti Padroni (e “superiori” in generale) anche perché chi crede soltanto è perduto (ma non diciamolo troppo in giro visti …i “Tempi della Bestia”); Successivamente, una volta scoperto la Verità avrai la capacità di comunicare con la Sorgente non più “per fede” ma per “logica e razionalità”. Io sostengo che l'Ateismo è una strada validissima – forse la migliore – per 'raggiungere' la Realtà dell'Infinito.

Non capire, ma credere a quello che dici. Se spieghi bene qualcuno può incominciare a credere, solo le cose dimostrabili si capiscono e tu non hai nessuna dimostrazione da offrire.

Ti faccio un esempio, se permetti: Uno crede di trovarsi in pieno deserto pur stando ai suoi bordi (bel simbolo tra l'altro, il Deserto dell'Anima lontana o separata dalla vera realtà); ora se qualcuno indica a questo umano in difficoltà la direzione dove si trova una oasi o Città molto vicina, se costui è affidabile, l'uomo confuso parte in quella direzione, si salva e Comprende – se invece andava nella direzione opposta o casuale non raggiungeva nessuna città né oasi ma incontrava la morte. Se la fiducia in una presunta conoscenza altrui non è motivata non ha ragione di esistere, ma se hai potuto contollare l'affidabilità della fonte seguendo indizi alla fine potresti giungere alla Comprensione Razionale e Logica di un argomento, evento, o della Verità stessa nella “sua totalità”. Credere senza motivo è da “sciocchi” e “stolti” – indagare e approfondire è da Saggi; bisogna essere accorti e prudenti ma senza mai cadere nella creduloneria e superstizione essendo queste due i grandi Mali della Terra che hanno mietuto le loro (numerose) vittime, da Inquisizione religiosa a Dittatura politica.