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marì
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[quote1253921020=Richard]

17:11 Gheddafi: “Influenza A potrebbe essere arma fuori controllo”

Il virus dell'influenza 'A' “potrebbe essere stato prodotto in un laboratorio militare ed essere uscito fuori controllo”. E' l'ipotesi ventilata da Muhammar Gheddafi durante il suo intervento all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

http://www.repubblica.it/2009/09/dirette/sezioni/esteri/onu-assemblea-generale/onu-assemblea-generale/index.html

16:46 Obama su Mo: “Decidere se vogliamo pace o solo parole”

Il presidente americano Barack Obama ha rilanciato il negoziato sul Medio Oriente: “Non sono ingenuo, so che questo è un obiettivo difficile – ha detto, parlando della pace tra israeliani e palestinesi – ma dobbiamo chiederci se vogliamo seriamente la pace, o se invece la vogliamo solo a parole”. “E' il momento di rilanciare il negoziato – ha continuato – senza precondizioni, nell'ottica di una soluzione permanente delle questioni in gioco: la sicurezza di israeliani e palestinesi, i confini, i profughi e Gerusalemme”. L'obiettivo è chiaro: due Stati che vivono l'uno accanto all'altro in pace.

http://www.repubblica.it/2009/09/dirette/sezioni/esteri/onu-assemblea-generale/onu-assemblea-generale/index.html

Vogliamo la pace? allora mettiamo via le armi..[color=#ff0000]attendo i FATTI[/color]
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[color=#0000ff]Eccoli![/color]

Dal G20 di Pittsburgh dichiarazione congiunta di Obama, Sarkozy e Brown Confermata l'esistenza di un secondo impianto di arricchimento dell'uranio

Nucleare, Obama minaccia l'Iran
“Pronti anche all'opzione militare”

PITTSBURGH – Il caso iraniano è divenuto il centro della conferenza dei Grandi a Pittsburg. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, assieme ai leader di Gran Bretagna e Francia, prima della riunione plenaria del G20 a Pittsburgh http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/g20/g20/g20.html , ha espresso una dura condanna contro l'Iran per aver avviato la costruzione segreta di un secondo impianto per l'arricchimento dell'uranio, come rivelato dall'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea). Poi, dopo la risposta di Ahmadinejad, Obama torna sul caso al termine del vertice, con parole dure: “La comunità internazionale non è stata mai così unita nella condanna, e gli Stati Uniti si difenderanno non escludendo alcuna opzione”, inclusa – fa comprendere – quella militare. Anche se gli Usa continuano a chiedre che si dimiostri la buona fede di Teheran e che sono pronti alla trattativa. E' stata la risposta definitiva alle dichiarazioni di Ahmadinejad: “Non è un impianto segreto, Washington, Londra e Parigi si pentiranno della dichiarazione odierna”.

Ahmadinejad: “Noi facciamo tutto con trasparenza”.
“'Non abbiamo fatto niente di sbagliato – ha detto Ahmadinejad in una conferenza stampa a New York – Obama e i colleghi Sarkozy e Brown hanno fatto un grosso errore: quando verrà preparato il rapporto Aiea si pentiranno per quello che hanno detto oggi”. In precedenza, in un'intervista esclusiva a Time, il leader iraniano aveva affermato: “Non abbiamo segreti. Lavoriamo nella cornice degli accordi con l'Aiea. Non sono persona da dare consigli a Obama anche perché i suoi errori lavorano in nostro favore. E tuttavia non vogliamo vedere un presidente di un Paese come gli Stati Uniti che fa errori di questo tipo”.

Usa, dossier prove consegnato ieri a Aiea.
Un “voluminoso dossier” preparato da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia sull'impianto nucleare clandestino a sud-ovest di Teheran è stato consegnato all'Aiea ieri a Vienna, ha rivelato un funzionario della Casa Bianca. “Contiene il risultato di anni di osservazione dei lavori dell'impianto clandestino – ha spiegato il funzionario – volevamo accumulare prove irrefutabili”.

La rivelazione dell'Aiea. Le notizie su un secondo impianto sono state confermate da Teheran. Il direttore generale della Aiea, Mohamed El Baradei, ha ricevuto una lettera dalle autorità iraniane che conteneva l'ammissione della costruzione in corso, finora tenuta segreta, di un secondo impianto di arricchimento. L'Iran afferma che porterà l'uranio a un livello di arricchimento utile solo per produrre energia per scopi civili. L'Aiea da Vienna ha reso noto anche di aver chiesto a Teheran il permesso di compiere immediate ispezioni a questo sito per accertarne lo scopo esclusivamente civile.

Teheran: “Secondo impianto non era segreto”. Il secondo impianto di arricchimento dell'uranio in Iran non è “un'installazione segreta”, ha detto il capo dell'agenzia nucleare di Teheran, Ali Akbar Salehi, spiegando che “proprio per questo abbiamo denunciato la sua esistenza all'Aiea”. Akbar ha aggiunto che quando ha assunto l'incarico lo scorso luglio si è “impegnato ad accelerare la cooperazione con l'Agenzia internazionale e con il quadro di regolamentazioni esistenti”. Proprio “in base alla nostra volontà di cooperazione con l'Aiea abbiamo annunciato l'esistenza di questo impianto” che, ha assicurato, opererà nel rispetto delle regole dell'Agenzia.

Dichiarazione congiunta al G20. All'indomani dell'approvazione da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu di una risoluzione contro la proliferazione nucleare http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/esteri/assemblea-onu/risoluzione-armi/risoluzione-armi.html , in una dichiarazione congiunta Obama, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier britannico Gordon Brown chiedono l'accesso immediato degli ispettori internazionali al nuovo impianto che, secondo informazioni della Casa Bianca, è ancora incompleto ma potrebbe contenere fino a tremila centrifughe. L'Iran, secondo le fonti americane, ha deciso di rivelare all'Aiea l'esistenza del secondo impianto solo dopo essersi reso conto che l'intelligence dei Paesi occidentali era entrata in possesso di tale informazione.

Brown e Sarkozy: ipotesi sanzioni entro breve.
Il presidente francese ha chiesto nuove sanzioni contro l'Iran se non prenderà una decisione sul nucleare entro dicembre. Prendendo la parola subito dopo il presidente Usa, Sarkozy ha detto che “il tempo stringe e se non ci saranno cambiamenti profondi” nell'atteggiamento dell'Iran nuove “sanzioni dovranno essere decise” dalla comunità internazionale. Brown ha detto che bisogna essere “pronti a nuove e più stringenti sanzioni” se Teheran non modificherà in profondità la propria posizione.

Russia, Cina e Italia. La Cina ha sollecitato l'Iran a collaborare con l'Aiea, mentre la Russia ha espresso “preoccupazione” per le rivelazioni e il presidente russo Dmitri Medvedev ha annunciato che farà una dichiarazione in proposito al G20. L'Italia si associa alla dichiarazione dei leader di Stati Uniti, Regno Unito e Francia, come precisa una nota di palazzo Chigi, e si augura che nella prossima tornata di trattative, che inizierà il primo ottobre, “l'Iran inizi a dimostrare concretamente la sua disponibilità al negoziato sulla questione nucleare e su altri temi delicati di attualità internazionale”.

(25 settembre 2009)
http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/esteri/iran-7/impianto-segreto/impianto-segreto.html