Rispondi a: Intervista a Franco Battiato

Home Forum PIANETA TERRA Intervista a Franco Battiato Rispondi a: Intervista a Franco Battiato

#84813
InneresAuge
InneresAuge
Partecipante

Dal newsgroup di battiato:

Battiato da Feltrinelli a Roma

Il più stupito di tutti era Salvator Dalì che tutti quei giovani in piedi
davanti al suo scaffale (Arte, arte locale e fotografia) non li aveva mai
visti. Nella sua presunzione d'artista non ha sospettato che tutti fossero
lì per quell'uomo alto che gli dava le spalle,Franco Battiato da Jonia,
oggi
Riposto, venuto a parlare con Gino Castaldo del suo nuovo CD, con cui ha
scoperto il sesamo per aprire qualcosa (il cuore dei fan? Il loro
portafoglio?). E Battiato, in forma e sorridente, non si sottrae e parla
un
po' di tutto. Rimbrotta papi e vescovi per l'immagine che ci hanno dato di
Dio. Dice che Gesù parla nei Vangeli di reincarnazione. Alle sue spalle la
madonna con bambino di Lorenzo Lotto guarda preoccupata verso il suo
grembo:
“non mi starai mica cambiando religione?”. Poi ritorna tenera e materna
quando Battiato parla dei legami tra genitori e figli. Castaldo ci invita
all'ascolto di “testamento” e i cerchi colorati di Kandinsky si illuminano
e
cominciano a ruotare come sfere celesti (i dervisci tourneers si sono
sottratti al paragone, relegati ad altri tempi, ad altre canzoni). Il
pezzo
è forte, Castaldo canticchia e lo seguo persino io, mormorando un
improbabile inglese. Nel frattempo vinco una scommessa sul verso
dell'urina
agli asparagi che è farina del sacco di Gilgamesh. Battiato ci racconta le
sue esperienza mistiche: da quella volta che credeva di dover morire e si
trovò, invece, a giocare coi colori (Jackson Pollock, da dietro, sorride
visibilmente) a quella volta che viaggiò come un boomerang di rame,
velocissimo. E poi quando fu illuminato per pochissimi secondi in un
ashram
in India, da una profondissima gioia. Niente a che vedere coi flash che
una
carina gli spara addosso in continuazione. Viene ripresa, il volume
“l'arte
di fotografare” si volta di dorso. Parte pure “Caliti Junku” ed è un
peccato
non poter vedere la faccia (anche perché non ce l'ha) del misterioso
borghese di Magritte che batte il tempo col piede. Mica male questo disco,
comincio a pensare, mentre Battiato ci parla di quando era ragazzo della
via
gluck e cantava Orfeo ed Euridice e si innamorò di uno sconosciuto Bob
Dylan
e poi mi folgora confessando che quella domenica delle palme, quando ebbe
a
10 anni un rapimento mistico e sensuale ascoltando Bach, si trattava della
passione secondo Matteo, la stessa che sigilla E ti vengo a cercare in
quell'inarrivabile capolavoro dell'album Fisiognomica, con in copertina un
bambino già grande.
Ascoltiamo pure Apriti sesamo che non mi dice granché. E' la volta della
confessione sugli acquisti musicali on line di Bat che indispettiscono la
proprietaria del negozio. Battiato ripara subito affermando di aver
deposto
l'Ipad perché il libro di carta è il libro di carta. Uno stormire di fogli
si leva da tutto il negozio in segno di ringraziamento o in forma di
sospiro
di sollievo. La mascella volitiva dell'Imperatore Costantino si contrae
sullo scaffale storia locale, quando il cantante dice che non avrebbe
voluto
vivere nel basso impero. Meglio qui ed ora, anche se i Disciplinatha ti
massacrano Up Patriots to arms. Nulla ci appartiene. Partono le domande
del
pubblico, che non è “il mio pubblico” che hanno molti altri cantanti, come
tiene a precisare il nostro eroe. anche Freud parlava di reincarnazione e
tutto il settore Feltrinelli della psicanalisi si fa avanti. C'è quello
che
ti segue dai settanta, c'è la ragazza con la petizione, la meditativa che
chiede consigli e poi quello che fa lo spiritoso con un gioco di parole su
Franco e francobollo che capisce lui solo. Si perde il controllo della
serata. Chi manda un bacio, chi lancia un fiore, chi si prenota per due
ore.
Castaldo prova a mantenere la calma, Battiato è sommerso da LP, CD,
lettere,
poesie. L'aeroplano lo costringe ad andare via. Io cerco di comprare una
copia di Apriti Sesamo, ma è andato esaurito. La folla sciama. A guardare
la
scena deserta, distesa tra la copertina, il dorso e la quarta di
copertina,
rimane la Monna Lisa, l'unica icona pop che Battiato non è riuscito ad
eguagliare. Per il momento.

A firma di MLG

fonte newsgroup it.fan.musica.battiato

Dico io… beato lui!

Battiato ci racconta le
sue esperienza mistiche: da quella volta che credeva di dover morire e si
trovò, invece, a giocare coi colori (Jackson Pollock, da dietro, sorride
visibilmente) a quella volta che viaggiò come un boomerang di rame,
velocissimo. E poi quando fu illuminato per pochissimi secondi in un
ashram
in India, da una profondissima gioia.

Qualcuno di voi ha mai raggiunto tali “vette”?


Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
- Franco Battiato