Rispondi a: CATENA VULCANICA DALL'AFRICA ALL'ISLANDA

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darwindeus
Partecipante

hummm…plasma al centro della terra? E si starebbe freschi, vai! Dicasi plasma un gas fortemente ionizzato, ossia formato da atomi carichi positivamente e da elettroni liberi di carica negativa, per l'appunto separatesi dagli orbitali più esterni degli atomi stessi. Un forte calore genera plasma. Così avviene nei reattori tokamak in cui il plasma è imbottigliato in forti campi magnetici che ne impedisconi lo spegnimento (essendo un gas, si mescolerebbe con l'aria normale e fredda e perderebbe le sue caratteristiche). Si pensa che certi fenomeni atmosferici abbiano a che fare con il plasma, ad esempio i fulmini globulari, o le luci di Hessdalen in Norvegia. Ma da qui a dire che al centro della terra c'è il plasma…lo studio delle onde sismiche nel suolo ci ha dato un quadro abbastanza chiaro di come è strutturato il nucleo terrestre, ossia quel nocciolo composto da ferro-nickel liquido all'esterno e da un core della stessa composizione ma solido. Se vi fosse una regione gassosa al centro della terra le onde sismiche non potrebbero propagarsi (le onde sismiche sono di due tipi, S e P, le prime si propagano nei solidi ma non nei liquidi, le P in solidi e, sebbene più lentamente, pure nei liquidi. I gas fermerebbero entrambe). Quindi per quanto se ne sa, niente plasma nel centro della terra, anche se il calore sufficiente a fondere una lega ferro-nickel (circa 6-7.000 gradi) resta di per sè abbastanza misterioso. Il decadimento di isotopi radiattivi e il calore dovuto all'accrezione del materiale ferroso dal nucleo liquido a quello solido (durante la cristallizzazione del ferro si genera calore) rendono conto solo di meno della metà del calore in effetti presente nel nucleo terrestre.
Riguardo ai tanti vulcani dal cuore dell'Africa all'Islanda…beh, derivano da tre processi principali. Quelli del centro Africa dall'apertura di un nuovo mare che fra qualche milione di anni porterà il Corno d'Africa a staccarsi letteralmente dal continente (come già accaduto col Madagascar circa venti milioni di anni fa), ed è dovuto alla risalita di magmi basaltici dai cosidetti hot spot (punti caldi indipendenti dalle dorsali oceaniche o dalle cordigliere, che sono i punti in cui si concentra il maggior numero di vulcani del mondo).
In Europa, il vulcanismo è dovuto allo scontro fra la placca africana e quella europea. Questo perlomeno è l'origine del vulcanismo vesuviano, eolico, dei laghi laziali, del vulcanismo “placido” di Larderello nella Toscana meridionale. L'Etna, e pochi altri siti, sono invece hot spot, più simili per genesi e comportamento ai vulcani hawaiani che non al Vesuvio o allo Stromboli, ad esempio. Infine il vulcanismo del nord Europa è una manifestazione dell'attività della dorsale medio atlantica, una sorta di lunghissima catena vulcanica sottomarina che va dall'antartide (quasi) all'Islanda. Emerge solo sporadicamente, appunto in Isanda e nelle Azzorre.