Rispondi a: CATENA VULCANICA DALL'AFRICA ALL'ISLANDA

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#84872
Richard
Richard
Amministratore del forum

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Le temperature sono altissime (3000-5000° C) e confrontabili con quelle che troviamo sulla superficie visibile del Sole.
In tali condizioni la materia del nucleo fluido assume proprietà estreme assimilabili a quelle di un plasma ad altissima conducibilità elettrica e mobilità dinamica, tali cioè da ritenere fondamentale l’elettrodinamica del sistema considerato: nel nucleo fluido esterno la materia si comporta quasi
come un conduttore perfetto e per un teorema dell’elettromagnetismo le linee di forza del campo sono congelate nel materiale che è in continua agitazione termica e meccanica secondo un regime
dinamico di convezione e turbolenza. Analizzare nel tempo il comportamento del campo geomagnetico proiettato sulla superficie del nucleo permette in linea di principio di risalire ai moti fluidi del materiale del nucleo.
Il ruolo del nucleo interno solido nella generazione del campo geomagnetico e delle sue variazioni non è ancora del tutto chiaro; recenti simulazioni numeriche al calcolatore presentano modelli plausibili di geodinamo, cioè con variabilità e inversioni del campo magnetico terrestre
simili a quelle che avvengono in realtà, sia con che senza il coinvolgimento del nucleo interno. E’ per questo motivo che non discutiamo oltre delle caratteristiche fisiche e dinamiche di questa parte del nucleo, anche se presumibilmente il suo ruolo non è del tutto trascurabile e lo studio del campo
magnetico terrestre potrà fornire importanti informazioni sull’interazione di questa parte profonda della Terra e la parte fluida del nucleo.
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&ct=res&cd=1&ved=0CAcQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.earth-prints.org%2Fbitstream%2F2122%2F2629%2F1%2F1373.pdf&ei=5ljQStXTFoOkmAPCxYTxAg&usg=AFQjCNHJCrzJa0Ya3AsF-x_–103rZ3X0g

L'Ergosfera è la zona esterna all'orizzonte degli eventi di un buco nero dalla quale si potrebbe estrarre energia; il termine è stato coniato nel 1970 da Remo Ruffini e da John Archibald Wheeler e il procedimento è stato sviluppato da Roger Penrose.

Se potessimo comprimere la nostra Terra sino ad un diametro di soli 18 mm avremmo “prodotto” un buco nero.
http://italya.net/hipparcos/buchineri.htm