Rispondi a: Ci rubano l'acqua: ultimo appello!

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LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA: IL GOVERNO CHIEDE LA FIDUCIA

Barbera (Cipsi): “La fiducia del governo sulla privatizzazione dell'acqua offende i cittadini italiani e non risolve i problemi. Gli italiani avranno sempre meno acqua disponibile, pagandola sempre di più. La politica deve garantire i diritti dei cittadini, non favorire gli interessi di pochi! Aprilia insegna – aumenti dal 50% al 330%. Proponiamo azioni di protesta e disobbedienza civile a livello nazionale”.

COMUNICATO STAMPA

Roma, 18 novembre 2009 – Il governo italiano, ancora una volta, forzando la privatizzazione dell'acqua in Italia con un voto di fiducia, non ascolta i numerosi appelli dei cittadini, riassunti dal Santo Padre nel suo intervento di apertura del vertice FAO a Roma lunedì scorso: “È necessario maturare una coscienza solidale, che consideri l'alimentazione e l'accesso all'acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni”. Perché un voto di fiducia sull'acqua? Forse questa stragrande maggioranza ha qualcuno contrario sul tema, come la Lega? O perché non si vuole fare un dibattito parlamentare che potrebbe introdurre modifiche e attirare l'attenzione dell'opinione pubblica italiana su una questione vitale?

“Dopo anni di malagestione – denuncia Barbera, presidente del Cipsi, Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale che raggruppa 45 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale – mentre 8 milioni di cittadini italiani non hanno accesso all'acqua potabile e 18 milioni bevono acqua non depurata, con punte di perdita che raggiungono il 37%, specie al Sud, si vogliono affidare ai privati i lavori di ristrutturazione necessari, che ammontano ad almeno 62 miliardi di euro. Tutto questo – continua Barbera – mentre gli altri paesi (Parigi – Francia) si sono avviati verso la ripubblicizzazione dell'acqua. La gestione privata aumenta i costi e non risolve i problemi di manutenzione. Su questa strada, lasceremo in eredità ai nostri figli acque inquinate da industrie, residui fognari, prodotti chimici, pesticidi e pseudo fertilizzanti… Ancora una volta – conclude Barbera – chiediamo al governo di guardare avanti, evitando gli errori già fatti da molti, e impegnandosi concretamente nella richiesta alle Nazioni Unite di riconoscere il diritto universale all'acqua e la sua tutela come bene comune dell'umanità. Quando la gente non ha più le risorse sufficienti per vivere, non può neppure pagare l'acqua da bere, cucinare, lavarsi… e le aziende, non avendo profitto, prima aumenteranno i prezzi, poi rinunceranno alle concessioni. La storia in tanti altri paesi insegna, tranne che nel nostro paese! O forse sono i nostri politici che non riescono a comprenderlo”.

Tra i tanti casi in Italia ricordiamo fin dal 2004 la storia di una privatizzazione “selvaggia”, il caso di Aprilia (Latina): le prime fatture arrivano nelle case con aumenti dal 50% al 330%! La società di gestione vuole sempre più soldi, i prestiti arrivano dalla finanza internazionale, che poi fallisce. Nei 38 comuni di Latina chi vuole bere si deve rivolgere solo ad Acqualatina spa, o meglio alla banca. E ad Aprilia il Movimento dell'acqua ha attuato un'azione di protesta di massa unica in Italia: prepariamoci anche adesso a una protesta e disobbedienza civile a livello nazionale.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Cipsi, Nicola Perrone e Francesca Tacchia, tel. 06.5414894, mail: info@cipsi.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , web: http://www.cipsi.it.
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