Rispondi a: distinguere fra demoni e dormienti

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#8580

xxo
Partecipante

Dunque eze,
provo a risponderti.
Distinguere tra demoni e dormienti…

Vedo questi due termini attori dello stesso spettacolo teatrale, ma non protagonisti.
Perchè di protagonista ce n'è uno, ed è l'Io Universale, è l'Unica Coscienza Madre che sviluppa in “tutti noi” queste e molte altre sfaccettature.

Va premesso anche il fatto dell'osservazione, non tanto come ciò che si vede ma come ciò che si pensa (si sente), spesso conseguenza dei nostri stati d'animo a loro volta conseguenza della nostra gestione dell'Io.

Quindi il trovarsi di fronte dormienti e/o demoni è conseguenza/effetto di differenti strade/percorsi/cause.
E ciò dipende da noi ma non solo, l'oggettività è la soggettività condivisa, ed è proprio qui che cade l'asino.
Nel senso che noi possiamo essere propensi a qualsiasi buona cosa ma i fattori esterni che incontriamo possono dipendere anche dagli altri… e sappiamo quanto è facile cadere in conflitto a riguardo.

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l'aprirsi al prossimo, il donarsi, il tanto inflazionato “porgere l'altra guancia”, in buona sostanza il cercare SINCERAMENTE attraverso il proprio amore di creare empatia nei rapporti sociali provoca le reazioni piu disparate.
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Indubbiamente bello, condivido in parte il donarsi, porgere l'altra guancia. A parte la limitazione delle guance e delle natiche :hehe:
Perchè è un dare per certo un certo stato nel prossimo ed impersonificare una nostra sottomissione a questo stato per capire. Dare per scontato è anch'esso creare quindi è una coltello a doppia lama….
Per me l'empatia è la chiave, comprendere cosa un'altra persona sta provando, pensando, da cosa il suo stato d'animo è trainato, però senza pregiudizi, senza dare per scontato niente, anzi, se proprio dobbiamo partire con un pensiero che sia l'opposto, vale a dire il trovare il prossimo sveglio.

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per mia esperienza la differenza fra i livelli evolutivi degli individui coinvolti nel processo e' uno dei valori che influenza maggiormente l'esito dell'incontro fra le diverse energie.
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Si eze, ma ci sono energie consapevoli ed energie meno consapevoli.
Qui sta' il nocciolo, una volta messo a fuoco lo stato del prossimo/i (empatia) ed entrati nella giusta frequenza senza giudizi, si passa al colloquio costruttivo per entrambi.
Ovviamente usando termini/frasi/concetti che si possono collegare col nostro interlocutore.
Non una cosa semplice ma ti garantisco che senza l'utilizzo di questo mi risulterebbe moolto difficile fare il mio lavoro.
Solo così riesco a gestire serate particolari, e alla fine lo trovo molto piacevole e appagante… Chi si accontenta…..

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….modificare piccoli quotidiani andamenti dell'esistenza […] e' anche vero che lo stesso atteggiamento puo' farci vacillare o sconfortarci enormemente quando incontriamo demoni piu o meno potenti.
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Non si deve mollare.
Per me i demoni sono un prodotto dei dormienti che si sono risvegliati in sbagliato modo.
E che per questo motivo hanno alzato il proprio ego.
Si sentono portatori di verità, superiori al prossimo, monipolatori, per loro la parola è potenti.
Ma sono solo sfaccettature dell'unica coscienza, anche loro.
Quindi il modo di rapportarsi con questa fascia di persone (tali sono) è il solito, attraverso l'empatia.
Ciò che proclamano a loro modo è per noi la strada che ci permette di arrivare ad interpretare il loro grado di coscienza.

Mi capitano spesso gruppi di questi…. per riuscire a entrare in frequenza mi ci vuole molto e, devo dire, fino in fondo non sono risco quasi mai.
Troppo distati e troppi tutti insieme, spesso mi limito ad alcune frasi, giusto per lavoro.

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Come comportarsi?
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Prendilo come un gioco, ma poi in fondo la vita cosa è?
L'empatia come forma mentis.
Lavorare a contatto con il prossimo ha tanti lati negativi quanti positivi.
ma il nostro ruolo è quello di far esistere solo quelli positivi, con il pensiero, la visualizzazione riusciamo a fare ciò.
Quindi, ognuno che si ha davanti, dormiente o demone ha per noi più di un aspetto interessante.
Ed è l'analisi per una reciproca crescita.
La nostra personale crescita è sicura, in qualsiasi modo vadano le cose, quella del nostro interlocutore probabile.

Ed il massimo è raggiungere la crescita reciproca, facendo così in modo che il nostro momento di condivisione abbia portato un valore aggiunto per noi, per lui/loro, per il pianeta, per il nostro bene amato UNO, il Tutto! :fri: