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Anonimo

Clima, no dei 'Poveri' su bozza danese Usa, 'dobbiamo agire subito'
Terzo giorno del summit di Copenaghen
09 dicembre, 16:10

Copenaghen, Paesi in via di sviluppo protestanoClima, nuova bozza minaccia vertice

COPENAGHEN – Il cambiamento climatico c'e' e dopo tanto lavoro dei negazionisti adesso ci uniamo alla lotta ai gas serra. Lo ha detto Lisa Jackson, responsabile dell' Agenzia americana per l'ambiente (Epa) in un evento organizzato nella sede Usa alla 15/a Conferenza Onu, giunta al terzo giorno. ''Dobbiamo agire ora'', ha detto Jackson annunciando la volonta' di impegni per i Paesi in via di sviluppo.

Il summit si avvia intanto verso la discussione sui tagli delle emissioni di Co2, uno degli scogli insieme al capitolo che riguarda i finanziamenti, che contemplerebbe solo impegni a breve termine, fino al 2012. Marciano invece spedite le trattative relative al trasferimento di tecnologie, adattamento e deforestazione.

Ma a Copenaghen è sempre più scontro tra Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo: i Paesi poveri potrebbero creare degli ostacoli ai negoziati anche se non intendono affossarli. Dopo la bozza del documento danese circolata al vertice – bozza che secondo i rappresentanti dei popoli in via di sviluppo li avrebbe letteramente scavalcati – si sono moltiplicate le manifesatazioni di piazza.

La bozza, anticipata ieri dal quotidiano britannico Guardian, prevederebbe un maggior potere ai paesi industrializzati nel gestire la crisi scaturita dal cambiamento climatico e, di contro, un ruolo sempre piu' marginale dell'Onu per quanto riguarda negoziati futuri.

Nella bozza – elaborata da un circolo ristretto di nazioni che a quanto pare include Danimarca, Usa e Gran Bretagna – vi sarebbero inoltre misure che permetterebbero ai paesi ricchi di consumare (nel 2050) quote procapite di CO2 doppie rispetto a quelle dei paesi in via di sviluppo. Il testo, secondo le indiscrezioni, punta a passare la gestione degli aspetti finanziari delle misure anti-cambiamento climatico alla Banca Mondiale e al contempo mira ad archiviare il trattato di Kyoto.

Contro le ipotesi contenute nella bozza 'danese' si sono svolte a Copenaghen tre manifestazioni. Da una parte gli attivisti di Actionaid Copenaghen tutti vestiti di rosso con il cappello nero, in stile Michael Jackson sistemati come se fosse un coro con un grande manifesto che recitava: ''I Paesi ricchi paghino il loro debito''. Di fronte un gruppo misto di paesi in via di sviluppo, tra Africa e Sudamerica che chiedevano ''giustizia climatica'', infine un grande cartellone con tante storie di chi ha vissuto sulla propria pelle i disastri climatici.

E a Roma si e' svolta la plateale protesta di Greenpeace. Gli attivisti dell'organizzazione, otto climbers e tra loro due donne, sono saliti sul Colosseo, per chiedere che a Copenhagen venga raggiunto un ''accordo storico''. Sul monumento e' stato srotolato uno striscione di 300 metri quadrati con scritto ''Copenaghen: Accordo Storico Adesso, Make History Now!''.

Cinquanta volontari stanno intanto componendo con i loro corpi una scritta umana ai piedi del Colosseo, per chiedere impegni ambiziosi e vincolanti per la riduzione dei gas serra. ''I cambiamenti climatici e la pace nel mondo sono due facce della stessa medaglia'' ha affermato Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace.

''Se i leader del mondo non agiranno adesso -ha aggiunto- per ridurre i gas serra, il Pianeta andra' incontro a estinzioni di massa di specie animali e vegetali, migrazioni di massa e carestie, una bomba destabilizzante per la pace nel mondo. Il Presidente Obama e gli altri leader hanno adesso l'opportunita' di garantire a tutti noi un futuro sostenibile di pace, ed entrare cosi' nella storia''.

Tensioni si temono anche in vista della grande mobilitazione mondiale per il clima, in programma sabato 12 dicembre, in concomitanza con l'arrivo di ministri e premier al summit di Copenaghen per l'inizio dei lavori di alto livello.

In piazza scenderanno in tantissimi per lanciare un appello ai leader: ''Il mondo vuole un trattato reale''. Una mobilitazione, quella di sabato, che desta qualche preoccupazione: si temono infatti tensioni nel corso delle diverse manifestazioni. In Italia la mobilitazione si tradurra' nell'evento nazionale ''100 piazze per il clima'' organizzata da un comitato di associazioni tra cui Wwf, Legambiente e Greenpeace. Il 'cuore' dell'evento in Italia sara' Piazza Farnese a Roma. A Copenaghen verra' eretto il muro del clima con i messaggi che via via le persone comuni scriveranno durante le trattative.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2009/12/04/visualizza_new.html_1623960513.html