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Umberto Eco parla di HAARP nel suo libro “Il Pendolo di Foucault” (1988)

“La Terra è un corpo magnetico: di fatto, come
alcuni scienziati hanno scoperto, è un unico grande
magnete, come Paracelso ha affermato circa
trecento anni fa.
(H.P. Blavatsky, Isis Unveiled, New York, Button, 1877, I, p. xxIII)

Provammo, e ci arrivammo. La Terra è un grande magnete e la forza e la direzione delle sue correnti sono determinate anche dall'influenza delle sfere celesti, dai cicli stagionali, dalla precessione degli equinozi, dai cicli cosmici. Per questo il sistema delle correnti è mutevole. Ma deve muoversi come i capelli, che per quanto crescono su tutta la calotta cranica, sembrano originarsi a spirale da un punto posto sulla nuca, là dove proprio sono più ribelli al pettine. Identificato quel punto, posta in quel punto la stazione più potente si sarebbero potuti dominare, dirigere, comandare tutti i flussi tellurici del pianeta. I Templari avevano capito che il segreto non consisteva soltando nell'avere la mappa globale, ma nel conoscere il punto critico, l'Omphalos, L'Umbilicus Tellurius, il Centro del Mondo, l'Origine del Comando.

Tutta l'affabulazione alchemica, la discesa ctonia dell'opera al nero, la scarica elettrica dell'opera al bianco, non erano che simboli, trasparenti per gli iniziati, di questa auscultazione centenaria il cui risultato finale avrebbe dovuto essere l'opera al rosso, la conoscenza globale, il dominio sfolgorante del sistema planetario delle correnti. Il segreto, il vero segreto alchemico e templare stava nell'identificare la Scaturiggine di quel ritmo interno, dolce, tremendo e regolare come il palpitare del serpente Kundalini, ancora ignoto in molti suoi aspetti, ma certo preciso come un orologio, dell'unica vera Pietra che mai fosse caduto in esilio dal cielo, la Gran Madre Terra.

Quello d'altra parte voleva capire Filippo Il Bello. Di qui la maliziosa insistenza degli inquisitori sul misterioso bacio in posteriori parte spine dorsi. Volevano il segreto di Kundalini.
Altra sodomia.

“Tutto perfetto,” diceva Diotallevi. “Ma quando poi sai dirigere le correnti telluriche che ci fai? La Birra?”

“Ma andiamo,” dicevo, “Non cogliete il senso della scoperta? Fissate nell'Ombellico Tellurico lo spinotto più potente… Possedere quella stazione vi dà modo di prevedere piogge e siccità, da scatenare uragani, maremoti, terremoti, di spaccare i continenti, di inabissare le isole (certamete Atlantide è scomparsa per un esperimento avventato), di far lievitare le foreste e le montagne… Vi rendete conto? Altro che la bomba atomica, che fa male a chi la tira. Tu dalla tua torre di comando telefoni, che so, al presidente degli Stati Uniti e gli dici: entro domani voglio un fantastiglione di dollari, oppure l'indipendeza dell'America Latina o le Hawaii, o la distruzione delle tue riserve nucleari, altrimenti la faglia della California si apre definitivamente e Las Vegas diventa una bisca galleggiante…”

“Ma Las Vegas è nel Nevada…”

“E che importa, controllando le correnti telluriche tu stacchi anche il Nevada, anche il Colorado. E poi telefoni al Soviet Supremo e gli dici: amici miei, entro lunedi voglio tutto il caviale del Volga, e la Siberia per farci un magazzino di surgelati, altrimenti ti risucchio gli Urali, ti faccio tracimare il Caspio, ti mando la Lituania e l'Estonia alla deriva e te la faccio sprofondare nella Fossa delle Filippine.”

“È vero,” dieva Diotallevi. “Un potere immenso. Riscrivere la terra coma la Torah. Spostate il Giappone nel Golfo di Panama.”

“Panico a Wall Street.”

“Altro che scuso spaziale. Altro che tramutare i metalli in oro. Dirigi la scarica giusta, metti in orgasmo le viscere della terra, gli fai fare in dieci secondi quello che ha fatto in migliardi di anni, e tutta la Ruhr ti diventa un giacimento di diamanti. Eliphas Levi diceva che la conoscenza delle maree fluidiche e delle correnti universali rappresenta il segreto dell'onnipotenza umana.”
http://giovanniamoroso.blogspot.com/2011/03/umberto-eco-parla-di-haarp-nel-suo.html