Rispondi a: CERN La collisione ha avuto successo…e la particella di DIO?

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#87341
Richard
Richard
Amministratore del forum

Commenti del Dr.Michael Hyson su “The Schwarzchild Proton” di N.Haramein http://www.theresonanceproject.org/pdf/schwarzschild_proton_a4.pdf
Dr. Michael T. Hyson, Ph.D. January 13, 2010 5pm HST (GMT -10)
Commenti sul video di Mr.Brown http://www.youtube.com/watch?v=HEMk3-FFTLY

Aloha,
Mr.Brown ha ragione in quello che afferma, mentre allo stesso tempo, manca parte della questione. Ovviamente, se tutta la massa del (ndt modello del) protone di Schwarzchild fosse espressa come massa ordinaria, ha ragione.
L'idea che ha mancato e che deve essere resa più esplicita, è che siamo ancora lontani dal comprendere cosa sia realmente la “massa”.

Il documento di Harmein suggerisce che molta della “massa” del protone di Schwarzchild viene espressa come altro, per esempio, l'attrazione gravitazionale può essere usata per bilanciare le forze centrifughe di due protoni che orbitano tra loro alla velocità della luce. Parte della “massa” da attrazione gravitazionale viene “usata” per fornire la forza che confina i quark nel protone e altra per contrastare la repulsione di Coulomb dei protoni che hanno la stessa carica.

Inoltre, il documento presentato in internet era solo una bozza. Il documento finale, in corso di preparazione per la pubblicazione, include un calcolo che mostra, cosa interessante, che se prendiamo la massa standard del protone a riposo e la facciamo ruotare ad una velocità 10^-39 volte inferiore a quella della luce, allora l'effetto di dilatazione di massa di Lorentz incrementa la massa a 10^14 grammi. Ancora, forse solo una piccola porzione di questa massa viene “vista” sperimentalmente.

L'idea è che non riusciamo a misurare la massa in “eccesso” tramite esperimenti, forse perchè si trova dietro l'orizzonte degli eventi e questo ci impedisce di osservarla?

Chiaramente, Mr Brown avrebbe ragione se tutta l'energia del vacuum necessaria per formare un buco nero della dimensione di un protone fosse espressa come massa misurabile. Secondo i modelli standard, lui HA ragione, i suoi calcoli sono accurati.
Comunque, nel suo video Mr.Brown non menziona che Haramein ha usato la densità del vacuum nella distanza di Planck come base per specificare la massa incrementata del protone e mostrare che [color=#ff0000]la densità del vacuum deve essere considerata nei nostri modelli.[/color]

Altro modo per vederlo è:

Data una totale densità energetica del vacuum di 10^93 g/cm^3, la totale energia del vacuum nel volume di un protone è 10^55 grammi, che è l'immagine accettata per la massa dell'intero universo.
SE accettate l'immagine del 10^93, allora di conseguenza la massa energia totale disponibile per il protone è 10^55 grammi, che è MOLTO superiore alla nostra figura del 10^14gr. Quindi, come rispondiamo al fatto che questi 10^55 grammi potenzialmente disponibili devono ancora essere osservati sperimentalmente?

E' solo un caso che 10^55grammi massa è il valore dato dal modello standard per l'universo come intero? Questa immagine supporta la visione di Haramein[color=#ff0000] per cui, il vacuum è un medium che connette tutta la materia. [/color]Questo potrebbe spiegare l'apparente relazione armonica della massa dell'universo e di quella del protone.
Inoltre, il documento The Schwarzchild Proton mostra che usando tale condizione sulle dinamiche del protone, si produce il corretto valore per il tempo di interazione della forza forte, la sua frequenza di emissione gamma, e una vicina approssimazione del momento magnetico del protone.

Cosa importante, The Schwarzschild Proton si allinea quasi perfettamente sulla scala della materia organizzata da dimensione universale a distanza di Planck. Questo può essere difficilmente ignorato come coincidenza. The Schwarzchild Proton sembrerebbe parte della fisica del nostro mondo, dato che questi valori fondamentali escono correttamente.

In generale, si pensa che le forze nel vacuum si cancellino quasi a zero e questo si suppone che spieghi il perchè non riusciamo a misurarlo nell'esperienza ordinaria. Quindi, solo se parte dell'energia del vacuum è allineata, rotante o polarizzata in direzioni simili viene “vista” come massa o energia. Solo il 10^-39% dell'energia del vacuum disponibile nel protone è necessaro che sia polarizzato per renderlo un piccolo buco nero e infine, solo 10^-25 kg viene “osservato” come massa misurabile.

Questo è infatti un puzzle.

La prima approssimazione di Haramein per rispondere è mostrare che le forze centrifughe e l'energia necessarie per il confinamento dei quark possano annullare molta della massa effettiva.
Altro grosso punto è che il modello standard include la forza forte, ma deve ancora spiegare da dove viene tutta questa energia, è solo una assunzione.
Nel video, Mr.Brown sorvola il punto che l'incremento di massa del protone di 10^38 ordini di magnitudine combacia col rapporto di forza tra la forza forte e la forza gravitazionale, dove la gravità si pensa essere 10^38 volte inferiore alla forza forte.

Quindi, il problema è piu fondamentale dell'incremento della “massa” del protone di 38 ordini di magnitudine fatto da Haramein. Piuttosto, notiamo che il modello standard include una forza 10^38 volte superiore alla gravità senza spiegare da dove arrivi questa energia per produrre un tale mostro.
Almeno nel modello di Haramein[color=#ff0000] l'energia necessaria risulta dalle fluttuazioni del vacuum che interagiscono a livello quantistico producendo una curvatura gravitazionale[/color].
Nell'approccio di Haramein, l'energia deriva da una minuscola porzione dell'energia del vacuum disponibile, mentre il modello standard non spiega l'origine dell'energia per la forza forte..

Mr.Brown ha ragione, ma vorrei enfatizzare che il documento affronta la fondamentale natura della massa, che ancora, la teoria standard più o meno sorvola (o usa l'idea teorica del “Campo di Higgs”) per spiegare la massa. Si anticipa dalla fisica ufficiale che la particella di Higgs sarà trovata al LHC, vedremo.
Al momento l'origine della massa è un puzzle per tutte le teorie.

Chiaramente questo modello del Schwarzchild Proton influenza tutte le altre masse, sia micro che macroscopiche. Ovviamente, il modello macroscopico, come sottolinea Mr.Brown, sarebbe influenzato da un incremento di massa del protone.
Mr.Brown ha ragione ma dovrebbe notare che il corrente modello standard per la massa macroscopica dell'universo [color=#ff0000]sembra mancare il 96-98% della massa necessaria per supportare le dinamiche osservate delle galassie e dei superclusters.[/color] Il modello standard affronta il punto inventando, ancora, una nuova specie di effetti fisici (come hanno fatto con la forza forte a livello quantistico), aggiungendo la “materia oscura” per far funzionare le cose.

Ovviamente c'è un problema con le dinamiche di massa a livello macro e il protone di Schwarzchild può essere un modo appropriato per affrontarlo. Dove differisco con Mr.Brown è sulla questione delle discrepanze di massa e altri punti che sarebbero sufficienti per abbattere il modello. Penso che il modello sia utile e vada esplorato a fondo.

Il documento di Haramein è un primo tentativo di affrontare le origini della massa, della forza forte e della carica, che il modello standard deve ancora pienamente affrontare. Guardo per ulteriori sviluppi che può produrre.
Mahalo,
Michael T. Hyson, Ph.D.

Puna, Hawai'I
http://www.planetpuna.com/hysonscorner/index.htm

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http://www.thelivingspirits.net/php/articolo.php?lingua=ita&id_articolo=253&id_categoria=12&id_sottocategoria=29

“Vedi, gli scienziati sono talmente imprigionati nella gabbia della loro mentalità che è il loro campo magnetico chiuso in se stesso, che vedono solo ciò che vogliono vedere. Prendono a calci gli atomi, cioè li accelerano con enormi apparecchiature, li sbattono contro un muro e poi vanno a raccogliere i cocci.
Non si rendono conto che quei frammenti non sono i componenti degli atomi, ma la materializzazione della velocità che gli hanno impresso. Tutte quelle particelle sempre più piccole che trovano, sono loro stessi a crearle nella loro mente, prima ancora di trovarle alla fine dei loro esperimenti. In questo modo si creano una loro verità che non corrisponde alla realtà”.

Pier Luigi Ighina