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Richard
Richard
Amministratore del forum

Solo negli anni 1979-1980 fu possibile lanciare in orbita quasi polare il MAGSAT, il primo satellite con magnetometro vettoriale ad alta precisione, per osservare il campo magnetico terrestre da un’orbita di circa 400 km di quota. Dopo circa 20 anni, nel 1999, fu di nuovo possibile porre in orbita (a quote tra 650 e 900 km) il satellite Oersted, e successivamente nel 2000 il satellite CHAMP (a quote tra 400 e 500 km), ambedue attualmente ancora in orbita. Nel 2009-2010 sarà realizzata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) la più importante missione satellitare della storia del geomagnetismo, la missione Swarm. L’obiettivo della missione spaziale sarà il monitoraggio magnetico di dettaglio del nostro pianeta con una costellazione di tre satelliti posti su due piani d’orbita diversi, a 450 e a 550 km di quota (Figura 5). I due satelliti ad orbita inferiore voleranno quasi appaiati per meglio discriminare i gradienti spaziali Est-Ovest del campo magnetico terrestre, permettendo di discriminare il segnale magnetico attribuibile alla crosta da quello del nucleo.
Solo attraverso l’azione combinata di misurazione a terra, mediante gli strumenti presenti negli
Osservatori geomagnetici, e in quota, con i magnetometri montati su satellite, insieme a rilevazioni magnetiche su fondale marino (ad esempio De Santis et al., 1999) sarà pienamente possibile ricostruire la morfologia del campo magnetico terrestre a quote diverse, come proposto ad esempio per il campo magnetico osservato nelle regioni polari antartiche (De Santis et al., 2002b). In questo modo risulterà più affidabile qualsiasi estrapolazione del campo verso il basso di qualche migliaio di km fino alle sorgenti poste nel nucleo fluido della Terra. Solo così i modelli di campo geomagnetico raggiungeranno quel dettaglio necessario per seguire le evoluzioni dinamiche del sistema che genera il campo magnetico terrestre, e possibilmente prevederne gli sviluppi nel prossimo futuro.
Conclusioni
Uno dei misteri scientifici ancora non risolti dall’uomo è proprio quello della generazione e del
mantenimento del campo magnetico terrestre. Tutta la comunità scientifica si troverà entro breve nella possibilità reale di dare una risposta definitiva. Strumenti fondamentali per acquisire importanti informazioni sono oggi, e saranno anche nel prossimo futuro, gli Osservatori geomagnetici, che insieme a misurazioni dallo spazio con i satelliti artificiali, e di stazioni specifiche su fondale marino, consentiranno di sondare in profondità il nostro pianeta, fino a svelare le proprietà più intime della dinamica di quello che rappresenta il cuore magnetico della Terra, il nucleo terrestre. Lo studio del campo magnetico futuro e passato, quest’ultimo ottenuto grazie al ritrovamento di importanti dati magnetici storici, rappresenterà il modo migliore per avere qualche possibilità di vincere la continua sfida che propone all’uomo moderno il mistero della presenza stessa del campo magnetico all’interno del nostro pianeta.
fonte http://www.earth-prints.org/bitstream/2122/2629/1/1373.pdf