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Richard
Richard
Amministratore del forum

[quote1274252345=El Mojo]
Secondo me -a seguito di semplici esperienze condotte in un piccolo laboratorio elettrotecnico- la terra potrebbe invertire la sua polarità senza necessariamente fermarsi e girare al contrario. Se è come penso ed il nucleo centrale ha un suo determinato sincronismo rotatorio rispetto alla massa che lo contiene, e questo sincronismo si attua una volta ogni 25.625 anni circa, accade qualcosa che inverte la polarità senza bisogno che il nucleo esterno giri al contrario. Questo detto con parole povere, più avanti magari spiego la cosa con illustrazioni pratiche.
Saluti a tutti.
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* Dinamo ad auto-eccitazione costituita da due dischi accoppiati posta nel nucleo

Nel 1919 Joseph Larmor ipotizzò che il campo magnetico solare e le sue derivazioni come il vento solare e le macchie solari, fossero originate da un meccanismo simile a quello di una dinamo ad autoeccitazione.

Ponendo in rotazione un disco di materiale conduttore intorno ad un asse e immergendolo in un campo magnetico, esso genererà una corrente elettrica indotta. Facendo circolare quest'ultima in una bobina con asse uguale a quello di rotazione, si genera un secondo campo magnetico che va a sommarsi al precedente in un processo di rafforzamento reciproco. Esiste una determinata velocità critica di rotazione del disco alla quale il campo prodotto rimane costante. Se tale velocità viene superata o viene diminuita, il campo tenderà a crescere indefinitivamente o a a scomparire rispettivamente.

Si dovette attendere 30 anni perché tale teoria venisse applicata al pianeta Terra. Nel 1949 Edward Crisp Bullard pose tale dinamo nel nucleo esterno come responsabile del campo magnetico nucleare. Nel suo esempio la dinamo era costituita dal nucleo di ferro fluido e l'effetto rotazionale dato dalla forza di Coriolis. Per innescare il processo rimaneva da trovare una spiegazione al campo magnetico iniziale. Numerose e semplici possono essere le cause di un campo magnetico transitorio, sia di origine interna che esterna. Ad esempio esso potrebbe essere di origine solare oppure prodotto da deboli correnti indotte al confine mantello-nucleo da piccole variazioni di temperatura nel contatto tra cattivi conduttori, come i silicati, e ottimi, come i materiali nucleari. Tale teoria spiega benissimo le variazioni dell'intensità del campo, grazie alle fluttuazioni della parte fluida del nucleo, ma non le inversioni di polarità. Per spiegare anche quest'ultima particolarità un geofisico giapponese, T. Rikitake nel 1958 ed altre evoluzioni successive, portarono il numero delle dinamo a due, accoppiate fra loro. Esse producono nelle loro rotazioni due campi di segno opposto, il cui campo risultante sarà dato solamente dal prevalente tra i due, con alternanze e periodi di campo nullo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_geomagnetico

oppure nel nucleo abbiamo qualcosa di simile ad un piccolo sole?
http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_magnetico_stellare
Si ritiene che i campi magnetici stellari si originino all'interno della zona convettiva della stella dal movimento per convezione del plasma, che si comporta come una dinamo che genera un campo bipolare. Poiché le stelle sono soggette ad una rotazione differenziale — differenti velocità e tempi di rotazione a seconda della latitudine dell'astro —, il campo magnetico è costretto in un campo toroidale, simile ad un insieme di corde che si attorcigliano attorno al corpo celeste. I campi possono essere in certi casi estremamente intensi, generando un'attività che emerge alla superficie della stella

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Caratteristiche del campo geomagnetico
Quando si effettua la misura del campo magnetico terrestre in un determinato punto della superficie del nostro pianeta questa fornisce un valore che è il risultato della sovrapposizione di contributi aventi origine diversa. Questi contributi possono essere considerati separatamente e ciascuno di essi corrisponde ad un diverso campo:
1) Campo principale, generato nel nucleo fluido tramite il meccanismo di geodinamo;
2) Campo crostale, generato dalle rocce magnetizzate della crosta terrestre;
3) Campo esterno, generato da correnti elettriche che fluiscono nella ionosfera e nella magnetosfera come conseguenza dell'interazione tra il vento solare e il campo geomagnetico
4) Campo d'induzione elettromagnetica, generato da correnti indotte nella crosta e nel mantello dal campo esterno variabile nel tempo.
Il campo principale rappresenta il 99% di tutto il campo magnetico osservato in superficie. Un suo studio morfologico semplice mostra come il campo sia per il 95% analogo a quello generato da un dipolo situato al centro della Terra il cui asse è inclinato, rispetto all'asse di rotazione terrestre, di circa 11.5°.
Il campo magnetico terrestre oltre ad avere una precisa struttura spaziale, definita principalmente dai contributi provenienti dal campo principale e da quello crostale, è anche sottoposto a continue variazioni temporali.
http://portale.ingv.it/temi-ricerca/la-terra/caratteristiche-del-campo-geomagnetico

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