Rispondi a: Corrente del golfo- BP

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Richard
Richard
Amministratore del forum

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One of the “pumps” that helps drive the ocean’s global circulation suddenly switched on again last winter for the first time this decade. The finding surprised scientists who had been wondering if global warming was inhibiting the pump and did not foresee any indications that it would turn back on.

The “pump” in question is in the western North Atlantic Ocean, where pools of cold, dense water form in winter and sink beneath less-dense warmer waters. The sinking water feeds into the lower limb of a global system of currents often described as the Great Ocean Conveyor (View animation (Quicktime)). To replace the down-flowing water, warm surface waters from the tropics are pulled northward along the Conveyor’s upper limb.
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Una delle “pompe” che aiuta la guida della circolazione oceanica globale si è improvvisamente attivata lo scorso inverno per la prima volta questo decennio. La scoperta ha sorpreso gli scienziati che si sono chiesti se il riscaldamento globale stesse inibendo la pompa e non vedevano indicazioni per cui dovesse riattivarsi.
La “pompa” in questione è nell'oceano atlantico del nord occidentale, dove zone di acqua fredda e densa di formano in inverno e discendono in acque sottostanti piu calde e meno dense. L'acqua che scende finisce nel braccio sottostante di un sistema globale di correnti spesso descritte come Great Ocean Conveyor . Per rimpiazzare l'acqua che scende, le acque calde di superficie dai tropici vengono tirate a nord lungo il braccio superiore della Conveyor.

http://www.whoi.edu/page.do?pid=12455&tid=282&cid=54347

Come leggi qua sopra, non ci è chiaro quali siano i fattori e come si comportino in modo preciso
Inoltre dovremmo escludere eventuali difetti di programmazione piu o meno voluti
ragazzi dovete capire che questa è propaganda, si usa il termine “supercomputer” per dare credibilità, sapendo che molta gente non sa come guardare piu a fondo

E' una storia questa che speriamo faccia capire l'importanza di differenziare fra i calcoli teorici e le misurazioni del mondo reale. E' stato infatti proprio sulla base di modelli al calcolatore che il team statunitense capeggiato da Richard Gross del JPL ha annunciato all'inizio di marzo come l'enorme spostamento di masse all’interno del pianeta in occasione del sisma cileno avrebbe portato a un accorciamento del giorno di 1,26 milionesimi di secondo, e spostato l'asse di rotazione di ben 8 centimetri. Nessuna conseguenza avvertibile nella vita quotidiana, ma a pochi anni da effetti di simile magnitudine dopo il terremoto di Natale del 2004 a Sumatra, abbastanza da richiamare l'attenzione riguardo una Terra che almeno apparentemente spesso si sposterebbe di qua e di la'.

Affermazioni quelle di Gross che fanno il giro del mondo. Cosa che purtroppo non succede invece con chi il pianeta lo misura effettivamente, e non solo nella memoria di un supercomputer che per quanto veloce non puo' sostituire la realta'.

…Sarebbe facile fare dell'ironia dunque sul come tutto cio' spieghi alcune diciamo cosi' “imprecisioni” nelle previsioni del tempo. Una cosa e' comunque certa: il messaggio da Matera e' che anche i supercomputer della NASA, nel loro piccolo, possono sbagliare. E sbagliano.
http://www.italiachiamaitalia.net/news/123/ARTICLE/20808/2010-03-23.html

Un potentissimo calcolatore della Intel riuscirà a prevedere in tempo reale in quale direzione le correnti marine sposteranno le enormi chiazze di petrolio scaricate nel mare a seguio del disastro della piattaforma petrolifera della British Petroleum.

Questa volta è uno dei più importanti colossi dell’Information Technology a scendere direttamente in campo.
http://www.giornalettismo.com/archives/72206/%EF%BB%BFun-supercomputer-capire-dove/