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CANERO
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7/8/2010
Piogge India, 40 italiani bloccati
Farnesina: “Segnalate parenti in zona”

Tra le persone bloccate nella zona di Leh, nel Kashmir indiano, per l'improvvisa ondata di maltempo, ci sono anche 40 italiani. Lo ha detto l'ambasciatore d'Italia, Roberto Toscano. Tra le 137 vittime non ci sono nostri connazionali. Ma “molte zone non sono ancora state raggiunte dai soccorritori”. La Farnesina lancia un appello a segnalare parenti o amici presenti in zona al numero 0636225 o via email (unita.crisi@esteri.it).
L'ultimo bilancio delle inondazioni parla di 137 vittime e di almeno altre 600 dispersi. “Per la difficoltà delle telecomunicazioni – ha aggiunto il diplomatico – abbiamo solo notizie frammentarie della situazione. Una quarantina di italiani sono stati rintracciati. E apparentemente, ma bisogna prendere questa informazione con cautela perché molte zone non sono ancora state raggiunte dai soccorritori, non ci sono italiani tra le vittime”.

“Siamo in contatto costante con i responsabili dei soccorsi – ha concluso Toscano – e con la riapertura dell'aeroporto di Leh molti turisti bloccati potranno far ritorno a casa”.

Fonti del ministero degli Esteri aggiungono che “tutti i connazionali contattati stanno bene e, in diversi casi, sono assistiti direttamente dalle Forze Armate locali. L'Unità di Crisi è inoltre in contatto anche con le principali associazioni di tour operator italiani, i quali a loro volta confermano che i propri turisti stanno bene”.

Inrtanto l'Unità di crisi della Farnesina lancia un appello a chi avesse notizie di connazionali presenti nelle zone del Ladakh a segnalarle al numero 0636225 o attraverso l'indirizzo email unita.crisi@esteri.it. Intanto, l'Ambasciata italiana a New Delhi e l'Unità di Crisi hanno stabilito un coordinamento con gli altri Paesi europei per uno scambio di informazioni e di assistenza, in collaborazione con le autorità indiane.

Italiana bloccata: “Sembrava il finimondo”
“E' stato il finimondo, non ho mai visto temporali così. E anche qui mi hanno detto che non succede mai”. E' ancora scossa Patrizia Caiffa, giornalista italiana in vacanza in India, che la notte tra il 5 e il 6agosto a Leh ha visto con i propri occhi gli effetti delle forti piogge che hanno colpito la regione del Ladakh. “La città vecchia di Leh è stata sommersa dal fango e sono cadute pietre. Ho visto case distrutte come quelle dopo il terremoto di Haiti. La gente scava con le mani nel fango per tirare fuori i corpi”, racconta l'italiana al telefono con l'Ansa.

“La situazione è drammatica. Come me, ci sono migliaia di turisti, tra cui parecchi italiani, bloccati. Siamo isolati, non si riesce a telefonare né a connettersi a internet. Le linee fisse non funzionano e non c'è l'elettricità”, spiega Caiffa dalla guest house dove, a singhiozzo, funzionano ancora dei generatori di corrente. “Tra gli italiani – aggiunge – c'è un po' di agitazione perché non si riesce a contattare le famiglie”. “Tutte le strade sono chiuse e anche l'aeroporto. E' impossibile raggiungere i villaggi attorno a Leh dove si teme ci siano molte vittime”, aggiunge la giornalista del Sir (l'agenzia di stampa della Cei). “Ora – conclude l'italiana – l'unica speranza è di riuscire a prendere al più presto un volo per Delhi e poi cambiare programma”.

Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo488127.shtml