Rispondi a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio

Home Forum PIANETA TERRA Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio Rispondi a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio

#88508

Tillandsias
Partecipante

Una strada “taglia” Serengeti
rischia l'ecosistema parco

[u]Il governo della Tanzania ha in programma la realizzazione di un'arteria commerciale che dividerà in due il santuario naturale. Che con il vicino Masai Mara è fondamentale per la sopravvivenza di zebre, gnu, elefanti. A rischio uno degli ambienti più ricchi del pianeta. Ma un'alternativa esiste[/u]

LA REPUBBLICA (06/09/2010) – IL PARCO del Serengeti, in Tanzania, è senza dubbio uno dei luoghi più conosciuti d'Africa. Anche per chi non è stato mai da quelle parti. Perché i documentari ci hanno più volte presentato la spettacolare migrazione di oltre un milione di gnu e di zebre che avviene annualmente in quella “pianura sconfinata” – questo il significato della parola “serengeti” in lingua masai – fra le praterie del sud e il Masai Mara. Ed è in quel parco che vi si trovano, tra l'altro, i “big five”, i 5 grandi animali d'Africa, l'elefante, il leone, il leopardo, il rinoceronte e il bufalo. Ora, secondo un comunicato del Parco Nazionale della Tanzania, il governo del Paese ha pianificato la costruzione di una strada commerciale che taglierà letteralmente in due l'intero Parco.

“Non c'è dubbio – spiega Christof Schenck, direttore della Frankfurt Zoological Society – che per il Paese è un'infrastruttura che potrebbe sviluppare notevolmente i mercati tra gli agricoltori e gli allevatori, permettendo un veloce trasferimento di raccolti e di animali domestici da un luogo all'altro della Tanzania”. Il tracciato della strada infatti collegherà il più velocemente possibile molti centri che circondano il Serengeti, tra cui città importanti dell'Africa orientale come Mombasa, Dar es Salaam o Tanga con i Paesi del Centrafrica. Ma, spiega ancora Schenck, “avrà anche effetti disastrosi sull'intero ecosistema dell'area”.

La zona a nord del Serengeti infatti e l'adiacente Masai Mara sono fondamentali per la sopravvivenza delle zebre e degli gnu, verso le quali migrano durante la stagione secca, poiché assicurano loro acqua tutto l'anno. Secondo dati della Frankfurt Zoological Society risulta che se a quegli animali venissero sottratte le aree in questione il numero degli esemplari passerebbe dal milione e 300 mila di oggi a circa 200.000, un collasso. Sempre secondo la Società tedesca sono molte le strade del mondo che, per puri scopi commerciali, hanno tagliato in due ecosistemi particolari provocando conseguenze in certi casi catastrofiche. In Canada, ad esempio, la migrazione delle alci nel Banff National Park è stata profondamente compromessa proprio a causa di una strada che ha attraversato il Parco stesso.

“Se la strada africana diverrà importante, come è destinata ad esserlo, saranno centinaia i camion pesanti che attraverseranno il Serengeti ogni giorno e questo procurerà incidenti con la fauna selvaggia del luogo. E la morte anche di un solo adulto femmina di leopardo, ad esempio, può avere ricadute importanti – continua Schenck – visto che questo animale soffre di una mortalità del 90% dei propri piccoli, che sta già provocando una forte riduzione della popolazione”. Il rischio è che gli animali si allontanino sempre di più dalle aree del nord; zebre e gnu, fino agli elefanti che non riusciranno più a raggiungere le uniche aree umide dell'area durante la stagione secca e questo significherà la loro fine.

Ma c'è anche il rischio che la realizzazione della strada porti con sé malattie e piante infestanti. Bastano pochi semi caduti dai mezzi di trasporto per diffondere pollini che entrano in concorrenza con quelli autoctoni, fino a determinarne la scomparsa. E, non ultimo, strade a veloce percorrenza possono rappresentare un richiamo per i bracconieri.

Un'alternativa esiste. Spiega Markus Borner, direttore del FZC Africa Programme: “E' una strada che potrebbe passare a sud del Parco, e permetterebbe di mettere in contatto una popolazione sette volte superiore rispetto alla progettata strada del nord”. La valenza economica, dunque, sarebbe simile. Ma rispetterebbe un santuario naturale ancora – quasi – intatto e luogo unico per la biodiversità che ospita.

Fonte: [link=http://www.repubblica.it/ambiente/2010/09/06/news/serengeti-6699721/]La Repubblica[/link]