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CANERO
Partecipante

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LA NINA PIU'VIOLENTA DAL 1955…

Un evento La Niña è ormai ben consolidato nell'Oceano Pacifico. Tutti i modelli matematici esaminati dall'Ufficio Meteorologico Australiano, suggeriscono che le temperature superficiali marine ( SST) continueranno a superare la soglia di La Niña per tutta la primavera dell’emisfero australe , con la maggioranza dei modelli che indica che l'evento durerà almeno fino all'inizio del 2011.

Tutti gli indicatori chiave dell’ ENSO sono a livelli tipici di un evento di La Niña . Il Pacifico centrale si è raffreddato in modo significativo nel corso delle ultime due settimane, il Southern Oscillation Index ( SOI ) resta ben al di sopra della soglia di La Niña , la nuvolosità sul Pacifico centrale rimane scarsa e gli alisei continuano ad essere più forti della media storica nel Pacifico centrale ed occidentale.

I periodi di La Nina sono di solito , ma non sempre, associati a precipitazioni al di sopra del normale soprattutto durante la seconda metà dell'anno in numerose parti d'Australia , in particolar modo nelle regioni orientali e settentrionali . Le temperature notturne sono storicamente più calde rispetto alla media e la ricorrenza dei cicloni tropicali per il Nord dell’ Australia è in genere superiore al normale durante la stagione dei cicloni (novembre- aprile).

I valori recenti dell’indice IOD, combinati con le previsioni del modello POAMA dell’Agenzia Meteorologica Australiana , suggeriscono che si potrebbe avere un evento di IOD negativo nell'Oceano Indiano. Gli eventi negativi di IOD sono spesso, ma non sempre, associati a precipitazioni sopra media su ampie zone del sud dell’ Australia durante la primavera dell'emisfero australe , e si presentano in concomitanza con eventi di La Niña .

L’Oceano Pacifico tropicale centrale e orientale si è raffreddato durante luglio, e ha continuato a raffreddarsi durante agosto. Questa area dell’oceano si è raffreddata costantemente si dal gennaio 2010. La mappa delle anomalie termiche superficiali(SST) per luglio mostra una vasta area di acque più fredde del normale lungo l’equatore a est del meridiano di cambio data. Molte di queste zone hanno acque più di 1°C più fredde del normale per questo periodo dell’anno. Le anomalie calde eccedono il grado centigrado di anomalia positiva solo sulle regioni marittime continentali.

Il Pacifico tropicale a est del 160° meridiano si è raffreddato significativamente nelle passate due settimane. Tutti e tre gli indici chiave del NINO sono precipitati, con NINO 3.4 che ha raggiunto i valori più freddi dal marzo 2008. La mappa settimanale delle anomalie termiche superficiali marine SST mostra vaste aree del Pacifico tropicale centrale e orientale dove l’oceano è più freddo del normale di più di 1°C; nella maggior parte delle acque del Pacifico centrale equatoriale sono più fredde del normale più di 2°C. Anomalie calde rimangono evidenti nelle regioni Marittime Continentali.

Il Pacifico tropicale a est del 160° meridiano si è raffreddato significativamente nelle passate due settimane. Tutti e tre gli indici chiave del NINO sono precipitati, con NINO 3.4 che ha raggiunto i valori più freddi dal marzo 2008. La mappa settimanale delle anomalie termiche superficiali marine SST mostra vaste aree del Pacifico tropicale centrale e orientale dove l’oceano è più freddo del normale di più di 1°C; nella maggior parte delle acque del Pacifico centrale equatoriale sono più fredde del normale più di 2°C. Anomalie calde rimangono evidenti nelle regioni Marittime Continentali.

La sequenza quadrimestrale delle anomalie termiche delle acque sottosuperficiali dell’Oceano Pacifico, con conclusione al 31 agosto, mostra un ulteriore raffreddamento di vasti volumi di acque più fredde del normale presenti al di sotto della superficie del Pacifico tropicale. In qualche regione le acque sotto superficiali sono state più fredde del normale di più di 4°C.La mappa delle anomalie termiche sottosuperficiali degli ultimi 5 giorni con fine il 30 agosto mostra vasti volumi di acque sottosuperficiali dell’ Oceano Pacifico tropicale più fredde del normale. Nel Pacifico centrale, le acque sottosuperficiali sono più di 5°C più fredde del normale per questo periodo dell’anno, su scala settimanale. Se confrontate con due settimane fa l’area delle acque più fredde si è spostata verso est con un lieve riscaldamento osservato sul pacifico occidentale.

Siamo di fronte cari amici a uno degli eventi di Nina più forti della storia documentata, il commento che segue cercherà di definire i contorni di un evento che potrebbe modificare in maniera rilevante il clima globale nel prossimo periodo. Partiamo dal valore di MEI registrato nel mese di luglio, esso è stato di -1,81, non si registrava un valore così basso dal settembre 1975 (-1,976) l’attuale evento delinea una partenza mai così violenta(mai il terzo mese di Nina aveva registrato un valore così basso) il luglio con MEI più basso di sempre dopo il luglio ‘55(-2,022), insomma stiamo registrando la partenza di Nina più repentina di sempre, non sappiamo al momento le conseguenze di questa situazione in essere, non possiamo sapere ad oggi come evolverà l’evento 2010, ma un elemento appare evidente, l’attuale evento 2010 assomiglia molto più agli eventi di Nina degli anni ’50 e degli anni ’70,che agli ultimi eventi degli anni ’90 e 2000 e di rimando le conseguenze climatiche potrebbero essere molto più estreme rispetto a quelle storicamente accertate negli ultimi eventi degli anni ‘90 e 2000. Insomma la Nina 2010 potrebbe marcare l’ennesima discontinuità con il passato recente e non mancheranno presto le prime ricadute sulle temperature globali e nel proseguo sull’intero pattern climatologico mondiale. Tornando all’ultimo aggiornamento appare impressionante il dato delle acque sottosuperficiali che continuano a raffreddarsi sia su scala quindicinale che negli ultimi cinque giorni del mese di agosto con zone che raggiungono e superano i 5°C di anomalia negativa. Insomma l’evento non solo appare violento ma, come si denota anche dalle previsioni dei maggiori modelli matematici mondiali, di probabile lunga durata. Siamo alle soglie di una controtendenza climatica? E’ presto per dirlo, per il momento rimangono i primi sette mesi più caldi di sempre, ma sinceramente appare ormai difficile pensare che il 2010 possa segnare il record di anno più caldo di sempre, anzi la bambinella dispettosa potrebbe non solo rimettere le cose a posto (smussando le forti anomalie termiche positive di questo caldissimo inizio 2010) ma segnare una vistosa controtendenza climatica. Un’ultima annotazione solo statistica, come detto l’ultimo luglio con MEI più bassa di quello attuale si ebbe nel lontano 1955, pensiamo solo a quello che accadde a livello globale nell’inverno successivo…

Fonte: http://www.meteoscienze.it/enso-monitoraggio-continuo/777-la-nina-piuviolenta-dal-1955
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SI INTENSIFICA LA NINA SUL PACIFICO

L’evento di la Nina nell’Oceano pacifico si è ulteriormente rinforzato durante le scorse due settimane. Tutti i modelli matematici interpellati dall’ Agenzia Meteorologica australiana prevedono che la Nina durerà per tutta la primavera australe (autunno boreale n.d.r.), con la maggioranza dei modelli che indica come l’evento potrebbe persistere anche nella prima parte del 2011. Gli indicatori di La Nina si sono consolidati nel Pacifico. L’Oceano Pacifico centrale ed orientale è ora più di un grado più freddo rispetto alla media storica, l’Indice SOI ha continuato a salire, gli Alisei sono i più forti dal 1998 e la nuvolosità sul Pacifico centrale tropicale rimane scarsa. I periodi di La Nina sono solitamente, ma non sempre, associati con piovosità maggiore del normale durante la seconda metà dell’anno su vaste zone dell’ Australia, specialmente sulle regioni orientali e settentrionali.

Le temperature durante la notte sono storicamente più calde della media e la frequenza dei cicloni tropicali per l’ Australia settentrionale è solitamente più alta del normale durante la stagione dei cicloni (novembre-aprile). I recenti valori dell’indice IOD, combinati con le previsioni del modello POAMA dell’Agenzia Meteorologica Australiana, suggeriscono che un evento di IOD negativa è iniziato nell’ Oceano Indiano. Periodi di IOD negativo sono spesso, ma non sempre, associati con piovosità più alta del normale su molte regioni dell’ Australia meridionale durante la primavera, e sono spesso associati con eventi di La Nina. I periodi di IOD negativa cadono generalmente nei mesi di Novembre e Dicembre con l’inizio del monsone australiano.

[color=#ff3300]L’Oceano tropicale orientale e centrale si è raffreddato durante il mese di Agosto. Questa zona oceanica si è raffreddata continuamente dal gennaio del 2010. La mappa delle anomalie termiche superficiali marine (SST) per agosto mostra anomalie fredde, più di 1°C rispetto ai valori normali, che si estendono lungo l’equatore ad est del 160° meridiano Est. C’è una zona marina nel pacifico centrale che è stata di più di 2°C più fredda del normale nel mese di agosto. Anomalie superiori a 1°C rispetto alla media rimangono solo nelle regioni marittime continentali.[/color]


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Tutti e tre gli indici chiave del NINO indicano che il Pacifico centrale è rimasto nelle stesse condizioni delle passate due settimane. La mappa delle anomalie settimanali (SST) mostra che le anomalia fredde si estendono lungo l’equatore, a est del 160° meridiano Est. L’area delle anomalie termiche marine superficiali più fredde oltre 1°C rispetto alla media è aumentata rispetto a due settimane fa.[/color]

[color=#ff3300]La sequenza degli ultimi quattro mesi delle anomalie termiche equatoriali, con termine al 31 agosto, mostra un ulteriore raffreddamento di un vasto volume di acque più fredde del normale presente sotto la superficie dell’Oceano Pacifico tropicale. In qualche regione le acque sottosuperficiali sono state più fredde del normale di oltre 4°C in Agosto. Deboli anomalie calde, hanno iniziato lentamente a svilupparsi sotto la superficie del Pacifico occidentale.[/color]

[color=#ff3300]Le acque sottosuperficiali del Pacifico tropicale si sono raffreddate durante le ultime due settimane. La mappa per gli ultimi 5 giorni con fine al 13 settembre mostra un vasto volume di acque più fredde del normale sotto la superficie dell’ Oceano Pacifico tropicale. Nel Pacifico centrale, le acque sottosuperficiali dell’oceano sono più fredde del normale di più di 6°C su scala settimanale.[/color]

Dunque la Nina continua a rafforzarsi, tutti gli indici chiave indicano che questo episodio in essere potrebbe prendere le caratteristiche dell’estrema forza, a suffragare l’ipotesi che la Nina attualmente già su livelli record, nello scorso articolo abbiamo citato lo straordinario valore di MEI per luglio (-1,81, valore più basso dal 1975), possa ulteriormente rafforzarsi abbiamo due elementi: il primo è quello relativo alle acque sottosuperficiali, che negli ultimi giorni (fino al 13 settembre) registravano un ulteriore raffreddamento portando l’anomalia massima rispetto alla media dai -5°C dello scorso rilevamento ai -6°C dell’ultimo rilevamento, denotando come la progressiva fase di raffreddamento delle acque superficiali iniziata ad inizio anno non accenni a fermarsi, il secondo elemento, indicativo della straordinaria situazione ENSO che stiamo vivendo in questi mesi, deriva dalla forza degli Alisei che non raggiungeva un livello così alto dal 1998. Questi due elementi insieme non solo esprimono l’entità dell’evento ma preludono ad un prossimo ulteriore rafforzamento della Nina (in tal senso il processo di ulteriore raffreddamento delle acque sottosuperficiali è elemento essenziale e precursore) e grazie alla azione degli Alisei che garantiranno un elevato grado di rimescolamento delle acque, ad una sua estensione anche nelle zone (Asia orientale) in cui ancora l’impronta di questo repentino raffreddamento non è arrivata. Dunque ci aspettiamo un prossimo interessamento di tutto il Pacifico tropicale e un allungamento dei termini di riassorbimento della Nina 2010, come le ultime analisi dei modelli matematici evidenziano in maniera specchiata. [color=#ff0000]Siamo di fronte ad una vera e propria svolta dal punto di vista climatico, come già affermato nello scorso articolo di analisi dei dati NOAA sulle anomalie termiche, questo sconvolgimento in essere nel pacifico non potrà che riverberarsi presto in troposfera dove ci attendiamo, e confermiamo, un possibile vero e proprio crollo delle anomalie termiche globali verso valori anche vicini alla media termica, monitoreremo la situazione in maniera capillare nei prossimi mesi perché i contrasti che si genereranno da questa svolta climatica saranno intensi con conseguenze globali tutte da seguire…[/color]

[color=#ff3300]Le previsioni dei modelli matematici interpellati dall’ Agenzia Meteorologica Australiana e raccolti nel grafico soprastante non lasciano dubbi, probabilmente dovremo attendere almeno la prossima estate per registrare un riassorbimento della Nina in corso.[/color]Il bollettino e le immagini in esso contenute sono tratte dal sito dell’ Agenzia Meteorologica Australiana http://www.bom.gov.au, la traduzione italiana vi è offerta da Meteoscienze.

Fonte: http://www.meteoscienze.it/enso-monitoraggio-continuo/829-si-intensifica-la-nina-sul-pacifico