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Anonimo

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Giappone: per la radioattività, da Tokyo via in 4 milioni. Terremoto e tsunami: oltre 20.000 vittime

Aiea: a Fukushima situazione migliorata, ma ancora molto grave. Terremoto nelle Filippine (6.4) e a Taiwan (5.9)
L'Aquila, 21 mar 2011 – Giorni tristi, questi, per il Giappone e per tutti coloro che sono stati colpiti: l’ultimo bilancio ufficiale parla di 8.450 morti accertati e 12.931 dispersi; tuttavia, nella sola prefettura di Miyagi, la polizia locale ha ipotizzato 15.000 vittime. Gli sfollati sono 360.000. Si iniziano a contare i danni, anche se è ancora difficile. E quello che emerge sono lo sgomento, l’incertezza sul futuro e su cosa fare, la paura delle radiazioni e lo stato della centrale di Fukushima, la cui emergenza nucleare è tutt’altro che superata.

Ieri una buona notizia: il “miracolo” del ritrovamento di una donna di 80 anni e suo nipote di 16 tra le macerie nella prefettura giapponese di Miyagi, a nove giorni dal terremoto.

Il presidente della Tepco ha pianto in pubblico, dispiaciuto per i danni che sta causando la radioattività della 'sua' centrale. In realtà, per il Wall Street Journal, la società ha “consapevolmente” rallentato gli interventi per raffreddare i reattori dove è in corso la fusione del nocciolo per salvare il salvabile dell'impianto. Stabilizzata la pressione interna al reattore numero 3 della centrale nucleare Fukushima. Secondo quanto ha comunicato la Tepco non è stato necessario rilasciare vapore nell'atmosfera, come si era precedentemente pensato; reattori n. 5 e 6 sono in fase di “stabile arresto”. Secondo l'agenzia Kyodo i due reattori, “sotto

stress” per sisma e tsunami dell'11 marzo, anche se meno degli altri 4 che completano la centrale, “sono andati in arresto a freddo” dopo l'avvio del sistema di raffreddamento. I tecnici hanno avviato il sistema di raffreddamento d'emergenza del reattore 2 e hanno iniziato a pomparvi acqua marina.

Il ministero dell’educazione giapponese ha reso noto che tracce di sostanze radioattive sono state rilevate nell'acqua piovana e nelle polveri della grande area metropolitana di Tokyo e in 8 prefetture, ma il governo giapponese assicura quanti vivono nelle regioni di Tohoku e del Kanto, quella di Tokyo, che “non corrono alcun rischio per la salute umana, anche in caso di pioggia”, invitando a “stare tranquilli”.

Greenpeace, insieme con il gruppo giapponese Citizens Nuclear Information Centre (CNIC), chiede un avanzato piano d'evacuazione e ogni misura di protezione possibile per le persone ancora all'interno della zona di esclusione di 30 chilometri, così come per le donne incinte e i bambini nelle aree contaminate anche oltre i 30 chilometri. Secondo l'Aiea, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, un certo miglioramento nelle condizioni della centrale nucleare giapponese di Fukushima 1 si è registrato, anche se è ben lontano dal poter indurre all'ottimismo; un portavoce dell'agenzia Onu di controllo, Graham Andrew, afferma che “nel complesso la situazione rimane molto grave”.

Continuano anche le reazioni internazionali che alimentano il dibattito sulle fonti energetiche e sul nucleare: oggi a Bruxelles si svolgerà una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri dell'Energia Ue. I paesi europei si trovano infatti ad affrontare il complicato mix innescato dalla crisi in Giappone, dopo il devastante terremoto di dieci giorni fa, e da quella libica, con l'escalation militare delle ultime ore che può mettere a

rischio, anche nel medio termine, gli approvvigionamenti di gas e petrolio dal Nord Africa. Il ministro dell'Energia statunitense, Steven Chu, ha reso noto che alla luce della crisi nucleare in Giappone l'amministrazione degli Stati Uniti potrebbe sospendere il funzionamento della centrale atomica di Indian Point, distante appena una sessantina di chilometri da New York City. Intanto continua a muoversi la crosta terrestre: una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.4 ha colpito il nord delle Filippine, mentre un sisma di magnitudo 5.9 è stato registrato al largo della costa sud orientale di Taiwan. Non sarebbero stati segnalati danni, né vittime e non è stata emesso allarme tsunami.