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http://www.ecoblog.it/post/14633/fukushima-daiichi-contaminati-4766-lavoratori-della-centrale-nucleare

Fukushima Daiichi: contaminati 4766 lavoratori della centrale nucleare
Pubblicato: mercoledì 22 febbraio 2012 da Marina

A proposito delle discussioni che animano Ecoblog sul fatto che in Giappone dopo l’esplosione della centrale nucleare di Fukushima Daiichi non si siano verificate contaminazioni su persone e non vi siano morti causati dalle radiazioni. Riprendo un articolo uscito nello scorso maggio dopo che un giovane parlamentare Mito Kakizawa scopre da fonte ufficiale, ossia da Terasaka Nobuaki, direttore dell’Agenzia per la sicurezza nucleare che a essere contaminati sono 4766 lavoratori che sono entrati nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi a vario titolo. Per l’esattezza in totale sono 4956 considerati anche lavoratori che sono stati contaminati in altre centrali nucleari. Il governo giapponese, l’Aiea e la Tepco purtroppo hanno avuto la gran fretta di voler archiviare il tutto sotto la voce caso chiuso. Ma l’esperienza che abbiamo di incidenti nucleari, sempre molto diversi tra loro, ci ha insegnato che sarà il tempo a dirci se le contaminazioni si sono verificate e in quale misura. E dunque più tempo passa più si schiariscono scenari e contorni dell’incidente che sembra non essersi definitivamente chiuso da quando il reattore Nr.2 ha ripreso a surriscaldarsi. I numeri,dicevo, si riferiscono a maggio, ma a oggi non sono stati resti noti i nuovi dati, il che ci fa solo supporre che essendo stato dichiarato chiuso l’incidente nel dicembre 2011 non possano essere che aumentati. Vediamo perché.
Leggo sul blog AlienSx:
La contaminazione della popolazione è considerata un tabù. La storia è emersa grazie alle pubblicazioni del Mainichi Daily News e Yomiuri Shimbun e alla passione del parlamentare Mito Kakizawa che ha chiesto a Terasaka Nobuaki direttore dell’Agenzia per la sicurezza nucleare quanti fossero i lavoratori che ai primi controlli medici nella Prefettura di Fukushima siano stati dichiarati positivi a una contaminazione da particelle radioattive. La risposta di Nobuaki non lascia presagire nulla di buono, infatti dice: «Su un totale di 4956 casi di lavoratori che hanno subito una contaminazione interna all’interno del parco delle centrali nucleari del Paese, 4766 sono lavoratori della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Queste cifre sono emerse dai controlli medici realizzati dalla Prefettura dopo la crisi nucleare.».
Lo Yomiuri Shimbun dettaglia la risposta di Nobuaki:
Solo il 10% dei lavoratori sono stati testati per l’esposizione alle radiazioni interne provocate per inalazione o ingestione di sostanze radioattive, ciò poiché vi è stata scarsa disponibilità delle apparecchiature di controllo. Un numero sempre crescente di persone che lavorano per superare la crisi a Fukushima Daiichi sono sempre più allarmate per l’assenza dei test interni. Molti di questi professionisti del nucleare pensano di essere stati contaminati da particelle radioattive non per inalazione, sono obbligatorie la maschere con filtro, ma attraverso il cibo o bevande consumate all’interno. Sono perciò preoccupati per il loro futuro e per il fatto che le radiazioni interne siano state portate come dose legale d’esposizione da 100 a 250 mSv esclusivamente per i lavoratori di Fukushima.
Il blog di Aliensx spiega così la gravità della contaminazione dei lavoratori:
Nobuaki ha fornito maggiori informazioni: ha constatato che 1193 lavoratori avevano dei livelli di contaminazione radioattiva interna superiore a 10.000 cpm, ossia 100 μS/h ≈ 100×24×364 = 873 mSv/anno! Se il valore della contaminazione interna è superiore a 6000 cpm una decontaminazione è considerata “vitale”. Senza rispetto per questi valori nel caso della mega catastrofe nucleare di Fukushima, il Governo giapponese, su «consiglio degli esperti » dell’IAEA ha rimesso lo scorso 21 marzo la soglia d’irradiazione da 6000 cpm a 100.000 cpm. Questa decisione di circostanza è un fallimento della realtà e uno scandalo sanitario che avrà conseguenze per l’avvenire della popolazione, malati, bambini, anziani.
Dunque, le autorità, come accade in tutto il mondo quando non hanno risposte, vanno a ritoccare i valori, le cifre, pensando forse che i numeri possano mascherare la realtà. Il che è vero, all’apparenza, perché almeno ufficialmente nessuno saprà mai così quanti contaminati e quanti morti ci sono a causa della catastrofe nucleare ancora in atto a Fukushimna Daiichi. Ma come ci ha insegnato Chernobyl i contaminati e i morti non sono numeri ma distorsioni del DNA che si protrarranno per generazioni causando malformazioni, malattie e cancro.