Rispondi a: per il referendum del 12 e 13 giugno IMPORTANTE

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#91311

Xeno
Partecipante

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Quello che dicono questi ragazzi e semmai la TRUFFA…

Cercano di imbellettare il decreto Ronchi…
La manipolazione di questi ragazzi scatta al minuto 0:50, o meglio sembra una manipolazione infatti il ragazzo con la barbetta e la maglia a striscie dice giustamente che la legge Ronchi (come tutte le altre precedenti e quelle future) sancisce che la PROPRIETA' DELLE ACQUE E DELLE RETI IDRICHE RIMANGONO DI PROPRIETA' DEI CITTADINI, e poi dice troppo empassant che questa legge Ronchi stabilisce che gli enti locali affidano la gestione ad una società e le modalità dell'affidamento. (HAI DETTO NIENTE!!)

Le modalità dell'affidamento.

Tutto il contenzioso sta qui e solamente qui, ed è sempre stato solo e solamente qui.

Perchè prima della legge Ronchi, con il “codice dell'ambiente” del 2006 prima e con la legge Galli del 1994 prima ancora, l'affidamento è sempre stato solo e solamente diretto, ossia l'ente locale (il comune votato da tutti noi e che risponde a noi) affida la gestione a chi gli pare e se la affida al primo strozzino ne paga le conseguenze politiche, ed è comunque impensabile che le vada a cedere a dei grandi gruppi stranieri.

La legge Ronchi è stata la prima legge nella storia d'Italia che ha introdotto il concetto di gara d'appalto aperta al Mercato.

l'assurdità poi scatta al minuto 1:25 dove il ragazzo con gli occhiali fa qualcosa di scorretto a mio avviso :dice che grazie alla gara di appalto una società pubblica potrebbe vincere la gestione dell'acqua, come se fosse una possibilità della quale sia da ringraziare il decreto Ronchi, invece la verità è che prima del decreto Ronchi anche se l'affidamento poteva essere dato ad una società privata quasi sempre è andato a società pubbliche, municipalizzate o miste, molto raramente ad una privata.

E dal minuto 1:56 ci dice che comunque il decreto Ronchi permette l'affidamento diretto tramite richiesta motivata all'Antitrust che potrà dare il suo parere non vincolante, quindi l'ente locale potrebbe continuare con l'affidamento diretto.

Il punto però è che cio che in questo video fanno apparire come attraente del decreto Ronchi sono le sue eccezioni che lo renderebbero simile alle leggi precedenti. MA ALLORA TANTO VALE TORNARE DIRETAMENTE ALLE LEGGI PRECEDENTI.

Perchè se è vero che il decreto Ronchi permette di rimanere come si è stati prima della sua entrata in vigore è vero anche però che permette l'apertura al mercato, che prima non era possibile.

Anche se il decreto Ronchi rappresenta solo un primo cauto passo, del legislatore, verso l'apertura al mercato (un mezzo passettino) non è questo un buon motivo per non stroncarlo immediatamente, perchè è chiaro il trend degli ultimi 20 anni, si sa fino a che punto arriverebbero, ad un aprivatizzazione sempre maggiore, questi gli dai una mano si prendono il braccio, bisogna essere quindi fermi e decisi subito, ora con il SI al referendum.

L'abrogazione del decreto Ronchi poi dovrebbe rideterminare il ritorno alla situazione precedente , ossia al “codice dell'ambiente” del 2006 (che parla della GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE solo alla sezione III – in fondo nel testo quasi alla fine) dove comunque l'affidamento della gestione dell'acqua ai privati è possibile, ma ricade sotto una responsabilità individuabile e tangibile, mentre il Mercato è un entità astratta e come tutte le entità astratta è impossibile da contestare/combattere, non si puo combattere il mercato anche detto “mano invisibile” di Adam Smith.

Il senso del Mercato è proprio quello di creare un dominio impersonale, e per questo incontrollabile, e sovranazionale.

Inoltre se aboliamo il decreto Ronchi, non è detto che in futuro non possiamo fare pressioni per introdurre una legge che vieta di dare in gestione diretta le reti idriche a società private.

Infatti l'assalto della “Mano invisibile” era cominciato in realtà già nel 1994 (gli anni novanta sono stati una tremenda offensiva liberista su tutta l'Italia) con la legge Galli che è stata la prima a societarizzare la gestione dell'acqua, senza dare nell'occhio però, prima creando gli ATO sul modello delle provincie però formalmente società di enti locali, cosi da racchiudere il pubblico in un involucro privato-compatibile, e poi introdurre nel gioco le società private che oramai troveranno lo scenario aperto alla gestione dell'acqua per le società di capitale.

In realtà si tratta solo di mandare gradualmente indietro le lancette sempre di piu, riavvolgere il tempo, perchè gli ultimi anni sono stati un progressivo degrado della struttura pubblica portato avanti passo dopo passo.

In sintesi ogni passo che è stato fatto fino adesso ora andrebbe fatto all'indietro!
Abbiamo sbagliato tutto negli ultimi 20 anni

fonte: post dal sito dicke meetup