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sphinx
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Partecipante

Brani vari tratti da 'Memoirs of Childhood and Youth':
:cor:
Ricordo di aver sempre sofferto a causa della grande miseria che vedevo nel mondo. Non ho mai conosciuto la gioia di vivere spontanea propria della fanciullezza e penso che molti bambini si sentano così, anche se spesso, visti dall’esterno, sembrano completamente felici e senza preoccupazioni.

Ciò che mi faceva più soffrire era vedere dei poveri animali costretti a sopportare così tanto dolore e tante privazioni. La vista di un cavallo vecchio e zoppicante trascinato da un uomo mentre un altro lo colpiva con un bastone mentre veniva portato al mattatoio di Colmar mi perseguitò per settimane.

Era una proposta terribile [che Albert, di otto anni, passasse il tempo con un amichetto ad uccidere gli uccelli con una fionda]… ma non osai rifiutare, perché avevo paura che avrebbe riso di me. Andammo quindi vicino ad un albero, ancora quasi del tutto spoglio, dove gli uccellini cantavano allegri al mattino e non avevano per niente paura di noi. Poi, come un indiano curvo sulla preda, il mio compagno mise un sasso nella fionda e tirò. Obbedendo al suo sguardo autoritario, feci lo stesso, non senza spaventosi rimorsi di coscienza, giurando solennemente a me stesso che avrei sparato quando lo avesse fatto anche lui. Nello stesso istante le campane della chiesa iniziarono a suonare, fondendosi in un’unica melodia con il canto degli uccelli sotto il sole. Era la campana di avviso, che suonava mezz’ora prima della campana vera e propria. Per me era come una voce proveniente dal paradiso. Buttai a terra la fionda, facendo fuggire gli uccelli, che erano così al sicuro dalla fionda del mio compagno e fuggii a casa. Da allora, ogni volta che le campane della Settimana Santa suonano tra gli alberi senza foglie, sotto il sole, ricordo con immensa gratitudine il modo in cui, allora, risuonò nel mio cuore il comandamento Non uccidere.
:cor:
Albert Schweitzer
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