Rispondi a: Intervista a Giuliana Conforto

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Anonimo

[quote1344987720=farfalla5]Il fatto positivo è che la conoscenza trova un suo piccolo spazio anche là dove di solito c'è solo roba di poco valore culturale. Buon segno, non trovi?
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Questo sì… Per noi è un buon segno.
Però, mi sono messo nei panni del telespettatore tipo, quello che accende la scatola luminosa solo per in-Trattenersi e non per in-Formarsi, e sai quale reazione ho avuto? La totale indifferenza…
Penso che il fatto che parlano di questi argomenti non sia un loro merito ma una cosa naturale, automatica, sono “costretti”…
Una televisione commerciale generalista non può non parlare anche di questo ogni tanto, il problema è il contesto.
Dare l'informazione in una cornice non adatta o illusoria o falsa può influire pesantemente sulla coscienza del tele-interlocutore quindi determinare la comprensione o meno delle informazioni che sono passate.
Ascoltare l'informazione ma senza comprenderla correttamente può risultare più nocivo per la Psiche del non averla sentita in quella determinata circostanza – prima c'è distrazione poi interviene il meccanismo di assuefazione e del rifiuto inconscio “di capire” (e accettare) anche concetti semplici, se scomodi.
Sappiamo che gli esperti di Marketing e di Manipolazione mentale lavorano giorno e notte per confezionare il loro prodotto in modo tale da non avere più alcun potere di svegliare le coscienze, da essere svuotato di anima, dell'essenza a vantaggio del sistema economico che ha bisogno di vendere senza far giungere mai il Cliente alla soluzione di un mistero, che sia scientifico o spirituale – il che avrebbe solo interferito con la dicotomia paragnosta detta domanda e offerta.
Una buona TV non dovrebbe basarsi sulla domanda e offerta di un Pianeta primitivo ma sull'Educazione e la Formazione degli esseri umani. Ci si può divertire anche senza scendere a compromessi con il “diavolo”, il dio denaro.
Loro non lo sanno, ecco perché la programmazione televisiva attuale è spesso incompatibile con gli esseri umani relativamente “risvegliati” ovvero saggi, equilibrati, dotati di buon senso.