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Anonimo

http://www.tuttogreen.it/come-farsi-lorto-urbano/

Come farsi l’orto urbano
di ERIKA FACCIOLLA il 21 FEBBRAIO 2012

Diventare ‘giardiniere metropolitano’ e creare un orto urbano con le proprie mani è un’attività che può riservare grandi soddisfazioni ma che richiede anche impegno e dedizione. Mai come in questo caso, infatti, l’improvvisazione non sortisce i risultati sperati e finisce col reprimere l’entusiasmo iniziale. Per iniziare nel migliore dei modi il vostro orto o il community garden, occorre seguire qualche piccolo ma fondamentale consiglio pratico. Vediamoli insieme.

La motivazione. Un orto urbano ha bisogno di tempo, entusiasmo e passione. Non è necessario pensare ‘in grande’ ma iniziare a piccoli passi, da una semplice piantina trascurata o dall’aiuola sotto casa.

Il territorio. Esplorate il vostro quartiere, i dintorni di casa o dell’ufficio per individuare un piccolo fazzoletto di terra in disuso o un giardinetto trascurato dal comune, possibilmente ben esposto alla luce del sole e facilmente irrigabile. Non tutte le piante collocabili nel terreno individuato sono adatte al quartiere, ecco perché bisogna agire nel rispetto dell’identità dell’area metropolitana in cui vi trovate e della sua storia.

Gli alleati. Per dar vita ad un orto o un giardino urbano occorre manodopera e far sì che i vostri potenziali collaboratori si identifichino nel progetto. Per riuscirci bisogna dedicarsi alle pubbliche relazioni, nutrire il rapporto con la comunità e condividere con il vostro vicino il desiderio di una città più verde.

La comunicazione. Una volta selezionati i vostri aiutanti raccogliete numeri di telefono, indirizzi e-mail e profili sul social network preferito per tenervi sempre in contatto. Non trascurate la frequentazione periodica ed organizzate incontri settimanali in un bar o un locale pubblico facilmente raggiungibile da tutti. Le riunioni sono indispensabili per commentare i risultati ottenuti, pianificare i progetti futuri e accrescere il sentimento di condivisione e appartenenza al gruppo. Un blog o una pagina su facebook dedicata al vostro lavoro sono perfetti per cementificare quotidianamente il rapporto di collaborazione.

Fin qui solo teoria, adesso è il momento di passare alla pratica. Vediamo come.

La scelta delle piante. Prediligete specie autoctone, che rispettino la vegetazione naturale del quartiere in cui vi trovate. Questo vi assicurerà una percentuale di successo maggiore nel medio-lungo periodo poiché le piante cresceranno più facilmente nel loro ambiente naturale. Fiori o alberi da frutta che siano, scegliete con cura il momento della semina affidandovi, ove possibile, al parere di istituti agrari, università o enti locali addetti alla manutenzione del verde pubblico.

Il piano di gestione. La gestione dello spazio è uno degli aspetti cruciali dell’attività. Pensare a come utilizzare il terreno, renderlo accessibile e stabilire delle regole precise che ne regolamentino l’utilizzo e la fruizione è il modo più corretto per evitare imprevisti e disguidi di varia natura. Ogni decisione deve essere presa dal gruppo di lavoro, in maniera democratica e condivisa.

Le autorità locali. Ottenuto il sostegno di collaboratori, quartiere (e magari anche della stampa locale) è necessario chiedere l’autorizzazione all’autorità locale competente o comunque al proprietario del suolo. Le lungaggini burocratiche possono essere scoraggianti ma approcciato nel modo giusto il comune potrebbe rivelarsi un prezioso alleato e concedervi qualche finanziamento da reinvestire nel verde urbano.

A questo punto non resta che indossare i guanti, armarsi di zappa e palette e mettersi al lavoro!