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PARCO NATURALE DEL SIRENTE VELINO, VOLEVANO FARNE UNA RISERVA DI CACCIA E SCACCIARE GLI ORSI
di Giuseppe Festa – 18 dicembre 2013
La regione Abruzzo aveva in programma di sventrare il parco e destinare migliaia di ettari ad uso venatorio. Ma una petizione con 200.000 firme effettuata dagli attivisti di Animal Amnesty e di Avaaz ha fermato il progetto. Fino a quando?

Qualche giorno fa ho letto una notizia che in prima battuta mi è sembrata una bufala: “Al Consiglio Regionale d'Abruzzo si sta discutendo un progetto di legge per ridurre di circa 4000 ettari il Parco Naturale Regionale del Sirente Velino”. Secondo la nota, la proposta prevedeva di destinare i terreni alla costruzione edilizia e all'uso venatorio. Possibile? Mi sono informato, ho cercato altre fonti. Ahimè, nessuna bufala. Tutto vero. Va bene che in Italia siamo soliti trattare l'oro al pari del piombo, ma come si può partorire una simile follia? Come si può pensare di gettare in pasto a ruspe e doppiette uno degli angoli naturali più preziosi d'Italia e che tutto il mondo ci invidia? Un luogo in cui vivono lupi, aquile, camosci e, soprattutto, i rarissimi orsi marsicani. Ora, se parliamo di orsi, lo ammetto, sono di parte. Ho eletto a protagonista di un mio romanzo – Il passaggio dell'orso (Salani) – proprio un plantigrado abruzzese e l'idea di perseguitare questa specie anche in un Parco Naturale mi fa bollire il sangue.

Agli individui che misurano il benessere (soprattutto il proprio) in superfici da cementificare e in beni materiali, bisognerebbe ricordare quanto i pacifici orsi giovino non solo all'equilibrio naturale, ma anche alle tasche di tutti coloro che in Abruzzo vivono di turismo. E sono molti. Eppure c'è ancora chi sostiene che le aree protette siano un limite allo sviluppo, una palla al piede dell'economia, quando tutte le evidenze dimostrano il contrario. L'orso marsicano è l'antico testimone di una natura incontaminata, sopravvissuto miracolosamente all'invadenza dell'uomo e alla distruzione delle foreste. Ne rimangono poco più di 50 esemplari. E i pochi rimasti devono combattere ogni giorno con bracconieri incalliti, con cacciatori “distratti” che li scambiano per cinghiali, con novelli Alonso che sfrecciano nei parchi come fossero a Monza, con allevatori abusivi che invadono i santuari della natura. Senza dimenticare i criminali avvelenatori che recentemente hanno disseminato di bocconi mortali la foresta più antica d'Europa. Ma che gli orsi debbano difendersi anche da proposte di politici che invece dovrebbero baciare la terra su cui posano le zampe… beh, questo è davvero troppo. In questi anni di “convivenza” con gli orsi marsicani, una cosa l'ho imparata: l'unica possibilità reale di salvare questa specie è che possa espandersi anche al di fuori del Parco Nazionale d'Abruzzo, dove vive attualmente la quasi totalità degli orsi.

Ecco perché gli altri Parchi, compreso il Sirente Velino, sono fondamentali per il futuro dell'orso. Una popolazione concentrata come quella del Parco d'Abruzzo, infatti, corre grandi rischi dovuti allo sviluppo di malattie e all'elevata consanguineità. Solo la formazione di nuovi nuclei in zone diverse potrà dare un futuro alle prossime generazioni di cuccioli. Ma c'è un problema: gli orsi non volano. Se potessero, lo farebbero volentieri, ve lo assicuro. Ma finora non ce la fanno proprio a librarsi per aria. E quindi hanno bisogno di zone sicure attraverso le quali spostarsi. Proprio per questo in Abruzzo si vuole creare un sistema di corridoi ecologici protetti, che ridurrebbe il rischio di venire impallinati o investiti appena usciti dal Parco Nazionale d'Abruzzo e permetterebbe agli orsi di raggiungere in sicurezza gli altri Parchi. Ma se da una parte si lotta per creare queste zone franche di passaggio, dall'altra si propone di ridurre drasticamente un Parco straordinario come il Sirente Velino.

La solita Italietta, verrebbe da dire. Ma proprio mentre scrivo questo articolo, ecco la buona notizia. Secondo gli organizzatori della petizione che ha portato in pochi giorni alla raccolta di ben 200.000 firme, “il consiglio regionale d'Abruzzo ha ritirato la proposta di legge per sventrare il Parco Regionale Sirente Velino, dopo la consegna delle firme effettuata direttamente dagli attivisti di Animal Amnesty e di Avaaz”. Urrà, dunque. Vittoria! O forse no? In realtà, Il solo fatto che si sia dovuto combattere per giorni contro questa follia è già di per sé una sconfitta, ma almeno è confortante che ci sia stata una così grande mobilitazione dell'opinione pubblica.

È un segnale importante per la classe politica. Ricominciamo da qui. Ma teniamo le orecchie ben aperte e in allerta, proprio come i nostri orsi. Già, gli orsi. E dire che avremmo così tanto da imparare da voi, amici impellicciati. Avete sempre una gran fame, ma conoscete alla perfezione il vostro territorio e usate in modo sostenibile le risorse che vi offre. Siete i più forti della foresta, eppure solo di rado attaccate briga con le altre creature. Allevate i vostri cuccioli con affetto e cura profonda, ma sapete essere severi quando serve. Non gli portate la pappa pronta nella tana, piuttosto gli trasmettete fin da piccoli le conoscenze e gli strumenti per diventare indipendenti. Infine, nonostante la vostra mole, camminate nel bosco con passo leggero, lasciando una traccia lieve del vostro passaggio. Sapete di dipendere dalla terra. Noi quando ce lo siamo dimenticati?