Rispondi a: Uscire da matrix

Home Forum PIANETA TERRA Uscire da matrix Rispondi a: Uscire da matrix

#93575
brig.zero
brig.zero
Partecipante


Il ricordo è memoria di un presente che fu. E quel che fu, per avere una esatta collocazione cronologica, deve essere riferito nella memoria a fatti certamente datati; altrimenti non è collocabile, altrimenti è un « non ora « che non si distingue da tutti gli altri « non ora « che la memoria riesce a ricordare. Questo perché la coscienza è sempre al presente.

Una coscienza che sia al tempo passato o futuro è inconcepibile: passato o futuro rispetto a che cosa? Al proprio essere. Ma siccome la coscienza è l'essere, è assurdo per misurare la propria distanza, separazione, disidentificazione, eccentricità, prendere quale punto di riferimento se stessi: il valore sarà sempre zero. Perciò la coscienza è sempre al presente, sicché il proprio essere è sempre solo quello del momento presente. Ogni momento siamo un essere diverso e, infine, quale reale condizione di esistenza, siamo un essere totale.


Questa concezione della Realtà esistente, rendendo partecipe della Divinità tutto quanto esiste, spiega come niente e nessuno possa essere considerato reietto, escluso, perduto. Tuttavia, mentre conforta con la certezza che nessuno può perdersi definitivamente – anzi ognuno è destinato fatalmente alla massima gloria dell'esistenza assoluta – può indurre a credere che non abbia alcun valore cercare di mutare gli avvenimenti, migliorare le situazioni e le persone essendo già tutto esistente al di là del tempo e della volontà dell'uomo.

Una simile errata conclusione è evitata tenendo presente che, siccome tutto quanto è percepito da ciascun essere, costituisce uno stimolo alla sua evoluzione, alla costituzione e rivelazione della sua coscienza – ed anche se la percezione è comune a più esseri rappresenta per ciascuno un'esperienza personale – ne risulta che tutto quanto esiste è come se esistesse solo ed esclusivamente per ciascun essere, solo per la costituzione-rivelazione della sua coscienza, come se ciascun essere fosse al centro di uno spettacolo vitale concepito solo per lui ed egli fosse l'unico essere ad esistere. Mentre, in realtà, innumerevoli sono gli esseri, pure essendo ciascuno unico e irripetibile. Perciò ciascun essere – essendo come se fosse l'unico ad esistere – è come se fosse l'unico a partecipare, manifestare, far esistere la coscienza assoluta.

Allo stesso modo siccome la realtà colta da ciascun essere è percepita in successione, in divenire, è come se la realtà fosse tale, cioè stesse ora sviluppandosi, prendendo corpo, mentre in effetti la Realtà esiste già nella sua completezza. Tuttavia non potrebbe esistere se non si manifestasse così come ciascun essere la percepisce e la manifesta. Perciò nel momento in cui il sentire è sentito è come se fosse il momento in cui prende esistenza; da qui l'importanza della propria esistenza e della propria volontà.

http://www.cerchiofirenze77.org/Brani/15_la_futura_condizione_di_esistenza.htm :medit:

http://www.dailymotion.com/video/xdx5d3_evolvenza_news [color=#ff6600][size=7]Evolvenza[/color]


https://www.facebook.com/brig.zero