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Erre Esse
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L'ultimo segreto di Matrix (Arconti III)

In due post di qualche tempo fa si è parlato degli Arconti, i governanti occulti del pianeta.

Abbiamo visto nella prima puntata da dove provengono, ed abbiamo visto nella seconda quanto ramificata e difficile da individuare sia la struttura nella quale si sono insediati con la quale operano per governare occultamente il mondo in cui viviamo.

Ora entriamo nel loro modus operandi.

Ci sarà utile ad un certo punto l’operazione di programmazione mentale effettuata con il film “Matrix” poiché è stato un capitolo centrale nella loro opera, come ormai da qualche tempo in molti si sono resi conto, a giudicare da quanto si è scritto online e offline su quello che è stato molto più che un film hollywoodiano.

Gli Arconti sono considerati “I Governanti” per eccellenza poiché conoscono perfettamente i circuiti della mente umana e sanno su quali sinapsi andare ad agire per ottenere un certo risultato e con quali processi articolare questa azione (solo determinate sequenze di eventi garantiscono risultati, e per ogni sollecitazione vi è la relativa sequenza).

Significa in definitiva che essi conoscono la nostra mente meglio di quanto la conosciamo noi, e questo rappresenta da sempre il loro vantaggio.

Anche noi abbiamo un vantaggio, ed è rappresentato dal fatto che il nostro essere è progettato per rimanere in costante contatto con la Sorgente della Creazione, allo stesso modo con cui un terminale è connesso ad una rete e può accedere e giovarsi di tutto quanto a quella rete è collegato. E la rete alla quale noi uomini siamo connessi è l’Universo stesso. Pertanto il nostro vantaggio rispetto a loro è infinitamente maggiore, e tuttavia non non siamo in grado di vederlo e giovarcene. Perché sono millenni che essi fanno in modo di sottrarlo alla nostra percezione e quindi alla nostra conoscenza. In poche parole noi abbiamo maggior potere di loro, ma loro sono finora riusciti ad evitare che ce ne rendessimo conto.

Ma come sono potuti riuscire in questo? Proviamo a spiegarlo qui, avvertendo che la loro arma migliore è rappresentata dalla sottigliezza assoluta con la quale elaborano la catena di inganni che porta alla costruzione di una realtà fittizia totalizzante. Si tratta di processi ognuno dei quali in sé è semplice, ma abilmente occultato perché non venga da noi messo in relazione con quello contiguo nel tempo e/o nello spazio. In tal modo, per fasi progressive, un pezzo per volta, instancabilmente, pazientemente, per secoli e millenni una realtà è stata interamente sostituita con un’altra.
All’inizio fu il verbo

La parola è la base su cui iniziare la costruzione dell’Edificio Totale. A qualsiasi livello evolutivo un linguaggio sia giunto, la parola è in ultima istanza un suono a cui è associato per legame simbolico un oggetto fisico o un evento-sequenza che rimanda ad un concetto. Nelle culture orali al suono non era legato come corrispondente visivo un apparato iconico, in quelle post-orali ad ogni suono è stato correlato un ideogramma/pittogramma atto a completare il tool di strumenti simbolici su cui fondare la comunicazione e quindi la creazione della realtà. Facciamo un esempio:

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http://www.iconicon.it/blog/2012/10/viaggio-nel-mondo-degli-arconti-iii/