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Richard
Richard
Amministratore del forum

[quote1356638140=camillo]

Ci riferiamo ai campi magnetici plasmatici come a “pmtics”, come campi magnetici, che sono staccati dalla sorgente della loro creazione, da qui l’uso del termine “plasmatico” per questi campi magnetici. Per chiarezza: qui il termine “plasmatico” si riferisce a “insiemi” di campi magnetici dinamici e non allo stato di plasma nel suo termini usato per riferirsi a uno stato di dinamica dei protoni

ciao Richard
in uno dei primi post, avevo illustrato quello che mi pareva di aver capito sulla parola “plasmatico” usata da Keshe.
I pmtics io li chiamerei quasi-materia in quanto tale termine rende immediato il concetto di cosa sono, essi sono formati da due o più raggi magnetici di base; sotto questo aspetto sono paragonabili alle molecole, (vi ricordo che una molecola è formata da 2 o più atomi)
La differenza tra quasi-particella e molecola
sostanzialmente sta nel fatto che, mentre le molecole che risultano dall'unione di due atomi hanno qualità e caratteristiche ben precise, al contrario le quasi- particelle sono in stato ancora da determinare, fluido, molle, da qui il termine di plasmatico.
In altre parole le quasi particelle in questo stato sono simili alle cellule staminali, totopotenti ma non ancora imprintate con specifiche caratteristiche.
Un plasma, inteso come un flusso di particelle in movimento, a mio avviso può essere formato:
sia da particelle materiali, cioè definite nelle loro caratteristiche;
sia da quasi-particelle. Solo nel secondo caso possiamo parlare di plasma plasmatico.ciao

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bene, mi [color=#ff0000]sembra [/color]sempre simile ai pixel di Haramein che formano la materia…

da intervista a nassim http://www.youtube.com/watch?v=XVanpnS5Wtg
Nassim Haramein : Redefining Space & Time : coast to coast am : George Noory

Questa energia densissima ci circonda e fluttua, fluttuazioni miliardi di volte piu piccole dell'atomo e permeano tutto, sono come “pixel” nella scala di planck come dimensione. Si organizzano in vortici di diversa dimensione, sono ovunque attorno e dentro di noi, ogni atomo del corpo è prodotto da essi. Questi creano confini che ci danno il senso di solidità, tocchiamo “spazio vuoto solido”. Haramein sta cercando di dimostrare le relazioni tra i pixel e contare questi “pixel” per arrivare al concetto dell'universo olografico e spiegare la gravità.

I micro pixel sono come piccole capsule di informazione, il tempo è come la memoria della struttura del vuoto, le cose si muovono attraverso esso e lasciano uno stampo sulla struttura, ecco il tempo, senza memoria non c'è tempo. Per l'evoluzione deve esistere memoria, non solo nel cervello. La memoria è funzione del cervello che accede al vuoto, il cervello è come una radio. Se entriamo nella rete olografica della struttura della griglia di informazione olografica, informazione presente in ogni punto, allora possiamo accedere ad ogni punto di spazio o periodo del tempo.
La conta dei pixel è principio olografico e facendolo per il protone, il sole, la galassia, l'universo ecc.. vediamo il legame dei micropixel che si organizzano in modo frattale, un immensa struttura frattale. Potremmo entrare nella struttura olografica del disco olografico e, immaginiamo, che l'informazione che ci produce passa da un punto all'altro della galassia e si trasferisce su un pianeta dall'altra parte della galassia, in modo istantaneo.

Gli alieni dovrebbero viaggiare così, non certo con razzi, a velocita inferiore a quella della luce, ..hanno capito un modo per entrare nella struttura olografica e trasferire informazione, che passa nei piccoli wormhole. Da i calcoli ogni protone è connesso con microwormholes, tunnels, che collega tutti i protoni nell'universo. Si connettono in relazione di scala, un protone è connesso ad un altro e ad un gruppo e poi ad un gruppo piu grande, come un albero. Potremmo navigare in questo frattale dal micro al macro

documento che ho trovato

The Crystal World http://www.sjpub.org/sjp/lebedev-et-al.pdf
S.G.Lebedev
Istituto di ricerca nucleare dell'Accademia Russa delle Scienze

Questo lavoro presenta alcune evidenze e conseguenze probabili dell'introduzione di un mezzo discreto, il “Crystal World”. Il “Crystal World” può essere considerato come supporto dei campi della materia. Questo mezzo si pensa considerabile come gruppo di oscillatori armonici che riempono lo spazio. Il mezzo discreto è introdotto come simile ad una struttura cristallina di materia condensata. Le particelle-eccitazioni sono concentrate nello spazio di una struttura del Crystal World. Questo porta alla violazione delle leggi di conservazione e momento al numero di particelle superiore a quello della struttura reciproca. Alcune possibili conferme possono essere il comportamento dei raggi cosmici a energie superiori del limite GZK. Altre possibili conseguenze del “Crystal World” in fisica delle particelle elementari, in cosmologia e meccanica quantistica vengono discusse.

Il trionfo della teoria di Einstein della relatività ha permesso d'espellere dalla fisica l'etere inosservabile. A quel tempo è stato un passo coraggioso e giustificato. Tuttavia di recente lungo lo sviluppo della fisica delle particelle e, in particolare, in parti come la teoria della calibrazione dei campi, abbiamo secondo noi più ragione di assumere l'esistenza di una struttura del vuoto:

Gli istantoni sono evidenza che lo stato di vuoto della meccanica quantistica possiede una struttura periodica come la struttura cristallina dello stato solido…
http://www.altrogiornale.org/_/forum/forum_viewtopic.php?82557.602#post_136990