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camillo
camillo
Partecipante

Riporto quanto sopra detto da littleflower o meglio da Aurobindo:
“Sì che ce l´ha, e lo esercita DI CONTINUO; solo che la coscienza umana non ne è cosciente! Adesso la grande differenza è che la coscienza umana sta diventandone cosciente, ma sta diventando cosciente di qualcosa che c´è SEMPRE stato! E che gli altri negano solo perché non se ne accorgono.
Per esempio, ho avuto modo di osservare come tutte le circostanze, i caratteri, gli avvenimenti, gli esseri, si muovano secondo certe `leggi´, se si può chiamarle così, non rigide ma che mi sono percepibili e che mi fanno vedere: «Questo porterà a questo, quest´altro a quest´altro, questa persona essendo così le succederà così e così, ecc.». Una visione che va precisandosi sempre di più. Al punto che, se occorresse, potrei mettermi a predire il futuro. Ma è un campo in cui per me la relazione tra causa ed effetto è più che evidente, e corroborata dai fatti; per gli scienziati, invece, che non hanno questa visione e questa coscienza dell´anima nel senso che intende Sri Aurobindo, le circostanze si svolgono secondo altre leggi, superficiali, che loro considerano conseguenze naturali delle cose. Si tratta di leggi assolutamente superficiali, incapaci di reggere a un´analisi profonda; ma poiché gli scienziati non hanno nessun potere interiore, la cosa non li turba affatto, anzi gli sembra evidente.

Voglio dire che la conoscenza interiore non riesce certo a convincerli: ne ho un´esperienza quasi giornaliera. Al punto che quando a proposito di un avvenimento qualsiasi vedo qualcosa di assolutamente evidente per me: «Ah, ma lì ci ho visto agire la Forza del Signore, ho visto succedere la tal cosa, sicché dovrà ovviamente succedere così e così», per me è una cosa più che evidente e basta. Ma non vado a dire quel che so: perché non collima affatto con la loro esperienza, e a loro parrebbero solo vaghezze o pretese. Insomma, per chi l´esperienza non ce l´ha, l´esperienza di un altro non risulta convincente, non riesce a convincerlo….

Vorrei semplicemente farvi notare come la parte in neretto coincida con quanto da me detto, ma soprattutto verificato anche dagli sciamani. L'ho scritto quando ho parlato dell'azione dello “Spirito.” Adesso lo vado a cercare:
Ecco cosa ho scritto sullo spirito osservate come coincida con quello si dice sopra:

…Quindi lo ”Spirito” è indefinibile. Di una cosa sola io sono certo: c’è e si manifesta.
Dove? Diranno i colleghi scienziati. Fatemelo vedere, fatemelo toccare ed io crederò.
E qui… arriva la parte facile della questione, perché, cari miei, lo “Spirito” si mostra ad ogni essere individualmente, in mille modi, Egli inoltre si adatta ed usa il linguaggio del ricevente.
Ma cosa dice questo Camillo? Mai visto niente!
Non avete mai visto niente perché siete distratti, persi dietro i desideri, i ricordi, viaggiate continuamente nel tempo;
la vostra attenzione si muove continuamente tra il passato e il futuro; del presente, cogliete solo brevi attimi.
Ora sappiate che lo “Spirito” comunica sempre nel presente.Le distrazioni dell’uomo nascono dai desideri, dalle paure. I desideri lo spingono nel futuro, le paure sono ricordi del passato e lo tengono lì prigioniero.

Cari ragazzi, lo “Spirito” vi ha attraversato la strada, tante di quelle volte… ma voi ve lo siete perso.
Chi ha avuto la fortuna di leggere “Il potere del silenzio” di Carlos Castaneda, avrà preso atto di cosa sto dicendo.
Nel libro si parla chiaramente dello “Spirito” una pagina sì e l’altra pure; gli sciamani sono individui estremamente pratici, concreti, utilitaristici in una parola sono pragmatici.
Gli sciamani dicono: questa cosa funziona? Allora io intanto la uso anche se non capisco come. Se capirò benissimo, se non capirò come funziona la userò lo stesso.
Quanto è diverso l’uomo comune! Se tu gli proponi un esercizio di ginnastica e gli dici apri il palmo e alza la mano destra, spesso ti ferma e ti chiede: perché la mano destra e non la sinistra? Cosa significa il palmo aperto? …
Gli sciamani sono guerrieri meravigliosi, certo che se prendono la direzione del lato oscuro diventano molto pericolosi.
Se però prendono la via dei guerrieri di luce, sono grandiosi.
Gli sciamani osservando attentamente il mondo hanno colto questa presenza, hanno studiato lo “Spirito” a fondo, con lo scopo di utilizzarlo. Nel libro si parla delle manifestazioni dello “Spirito” nell’unico modo possibile: attraverso i racconti di potere che nascondono un simbolismo istruttivo anche se un po’ nascosto.

Prima di farvi partecipi di qualche racconto dello “Spirito” vi devo ragguagliare di come si muove lo “Spirito” quando si manifesta all’uomo. Lo “Spirito” interviene purché nel suo agire sia fatta salva la libera creatività di tutti gli esseri coinvolti nel suo agire. Cerco di spiegarmi ma solo se vi sforzate potrete afferrare il concetto.
Considerate un uomo, che cammina guardando il cielo, deve scegliere tra varie direzioni, egli RINUNCIA ad una sua decisione razionale riguardo la strada da prendere, decide invece di affidarsi allo “Spirito”.
Lo “Spirito” conosce quest’uomo e sa che è coerente, sa che la sua richiesta nasce dal cuore, sa che NON è un fuggire dalle sue responsabilità, sa che il segno che darà sarà preso in considerazione. Ecco allora che una rondine che volava libera nel cielo proprio in quell’attimo cambia direzione e vola indicando una specifica strada, l’uomo presente e attento coglie la sincronicità del fenomeno. Ringrazia lo “Spirito” e si incammina nella direzione indicata. Il segnale è passato, non ci sono angeli che appaiono dal cielo ad indicare la strada, ma tutto avviene in un ambito naturale.
Perché fa così lo spirito? Va precisato che per l’uccello non ci sono particolari intenzioni, gli altri presenti non sanno nulla e non mettono attenzione lì, insomma è fatto salvo il libero arbitrio di tutti. In tali circostanze poiché l’individuo “ha bussato alla porta dello Spirito”, questi risponde e apre la possibilità che lui entri nella scena in cui alzando gli occhi vede l’uccello che gli dà le informazioni.
Certo chi non è consapevole o non crede ad un tale meccanismo, avrà un percorso di vita in cui tutto ciò non esiste.
Gli esempi che potrei farvi sono tantissimi, mi ci vorrebbe un libro. Eppure anche dopo un numero innumerevole di esempi alcuni rimarrebbero scettici; vedete, i segni passano attraverso il linguaggio dei simboli, ed i simboli sono tremendamente soggettivi. Pertanto per gli altri sono opinabili.
Per questo gli sciamani non amano esternare gli episodi e i simboli con cui comunicano con lo “Spirito”. L’interlocutore avrebbe spesso un sentimento di perplessità e cercherebbe di vedere piuttosto una spiegazione naturale. Certamente questa spiegazione naturale esiste sempre, se non ci fosse sarebbe una coercizione, un obbligo, uno scavalcare il libero arbitrio e in definitiva impedire la creatività.
Ribadisco il concetto appena espresso facendo questa osservazione: se un angelo comparisse ad indicare la strada, quale uomo non ubbidirebbe? Con l’uccello invece si può seguire o non seguire l’indicazione a seconda della propria propensione.
Cosa allora bisogna guardare? La sincronicità nel tempo e nello spazio, la stranezza, occorre anche molta attenzione cogliere quale sentimento, quale pensiero abitava entro di noi. Dobbiamo fare attenzione che non sia il nostro desiderio a farci vedere indicazioni dello spirito dove invece c’è solo esigenza di soddisfare un bisogno. Gli sciamani, e nel mio piccolo anch’io, lavorano duramente per capire se stessi, usando una spietatezza di giudizi nei propri confronti da veri guerrieri che non hanno paura di dirsi la verità, per quanto male possa farci. Dopo un po’ di lavoro su di sè ci si accorge di quanta, quanta importanza personale abita in noi, tale consapevolezza è il primo gradino importante che apre la strada ad una rivoluzione interiore che ci condurrà inevitabilmente verso la libertà, con conseguente esternazione della nostra creatività.