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camillo
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Esploriamo il modello Keshe ipotizzando alcune modalità operative.
In molti modelli interpretativi della nuova fisica si ipotizza che alla base di tutto ci sia una particella elementare chiamata in molti modi : raggi (o fili) magnetici (keshe li chiama con l’acronimo PMF Plasmatic Magnetic Field), atomo magnetico (Ighina) , orgone (william Reiche), la cosa che più si avvicina nella fisica classica è forse il concetto di neutrino.
http://gradienti.xoom.it/main/i-principi-del-magnetismo/

Dalla notte dei tempi i grandi “alchimisti” hanno affermato che esiste una particella che è la più piccola di questo universo materiale, ma la più grande di un altro universo, molto più grande di questo, ma con una struttura molto più fine, con dimensioni a noi non percepibili, chiamato “eterico”.
Per il momento non siamo in grado di giudicare tali affermazioni. L’origine del brodo primordiale che è alla base di questo universo fisico si troverebbe quindi in un altro piano con altre dimensioni detto eterico. (Fisica multidimensionale)

Ogni singola particella elementare (PMF oppure orgone) evidenzia all’esterno una perturbazione dello spazio che chiameremo campo “Magrav” (esotericamente potreste immaginarlo con la parola Aura)
Il Magrav di un elemento interagisce con i Magrav circostanti, questa interazione crea sempre una specie di frizione/attrito. E' attraverso questa “frizione” che si ha la percezione della materia, ma, sotto certi punti di vista, si ha anche la costruzione dell'impalcatura della materia che sarà generata dalla sucessiva aggregazione e interazione con altre particelle (ricordiamo che i raggi magnetici (PMF) non sono ancora allo stato di materia ma sono ancora in uno stato ” virtuale” rispetto a questo universo materiale.)

Keshe dà un immagine geometrica dei MaGrav di una particella elementare. I magrav di tale particella elementare sono visti come tre “ali” uscenti da un punto centrale, (egli sostiene che a volte alcune particelle elementari presentano addirittura 5 “ali”) . Ogni ala è un ramo del campo magnetico.

Fase intermedia della costruzione della materia Cerchiamo di fare un discorso utilitaristico, per poter capire come si comportano queste particelle ”virtuali”. Vediamo quindi il meccanismo con cui esse producono la materia tangibile. Le singole particelle tendono ad agganciarsi a due a due dolcemente, quasi incastrandosi l’una sull’altra in modo interdipendente, seguendo l’antichissimo principio alchemico “il simile attira il simile”. A questo punto il legame che si crea è tale per cui l’azione fatta su una delle due particelle si trasferisce immediatamente sull’altra. Questo ricorda il concetto di “particelle gemelle” in fisica quantistica, legate dal momento della nascita simmetricamente e permanente nel tempo e nello spazio. In fisica si usa il termine “Entaglement” e Keshe attribuisce questa caratteristica al legame tra due PMF (Plasmatic magnetic field = campo magnetico plasmatico ). Quando si stabilisce queste legame detto Entaglement l’acronimo usato per definire la singola particella passa da PMF a PME (dove la E finale stà proprio per Entaglment).
Quindi matematicamente: PMF+PMF=PME

Ciò che nasce da questa unione è una sorta di “quasi materia”. Diciamo quasi per indicare che non è ancora completa; riprendiamo un discorso già fatto in precedenza dove si paragonavano i PME ai due lunghi fili del DNA intrecciati, che, pur essendo riusciti a intrecciarsi ed agganciarsi tra di loro, mancano ancora del programma, dello scopo, della finalità.

Per completarsi e passare da quasi materia a materia, c’è bisogno che sul PME venga definito un programma interiore. Noi abbiamo paragonato questa situazione all’introduzione di un sistema operativo in un Hard Disck vergine. Quando la programmazione del sistema operativo viene completata, la particella che ne risulta diventa tangibile alla nostra realtà, essa si isolerà dal brodo primordiale formando una sorta di piccola galassia che avrà una sua vita. Il “sistema operativo” che verrà introdotto subirà le influenze dai Magrav circostanti che interagiranno con la PME.

La novità di questo concetto, è che gli esseri viventi hanno un loro MaGrav più o meno potente; in particolare, se una consapevolezza mette attenzione su dei PME da programmare, può scavalcare con la sua potenza quasi tutte le influenze degli altri MaGravs e essere agli “occhi” della PME il vero “Creatore”, cioè colui che introduce il sistema operativo. Va detto che si stabilisce un legame doppio tra le particelle create e il creatore, per cui il creatore avrà una sorta di influenza nelle particelle, ma anche viceversa (padre-figlio).
La procedura che porta alla programmazione di una particella la possiamo definire con la parola “imprinting”.

La materia Dopo che i PME hanno ricevuto l’imprinting sono un’entità completa “quasi viva”. Dato che un sistema operativo è stato introdotto la particella non ne accetterà facilmente di nuovi. L’unico modo per potere riprogrammare la particella è cancellare completamente il programma precedente ( questo avviene per esempio nella frizione dei plasmi) . Le particelle che si vengono a formare avranno quindi imprinting differenti a seconda della nascita. In generale l’imprinting sarà dato dai MaGrav cosmici presenti. Se però interviene una consapevolezza l’imprinting può essere molto più ampio.
I quark sono la prima manivestazione materiale percepibile essi di solito non sono imprintati da una consapevolezza umana essi avranno quindi un “imprinting” derivato dal puro e semplice materiale inorganico, Sole, Terra, ingenerale dagli aspetti cosmici presenti alla nascita, a seconda delle modalità comprenderanno anche l’intensità dei campi magnetici, la loro natura, le forme ed eventuali scopi o fini se ce ne sono.

Un’interessante imprinting inorganico si ha quando c’è la presenza di un cristallo in crescita. Il cristallo completa l’imprinting di certi materiali disponibili fornendo lo scopo e la qualità, per tanto alcuni atomi saranno imprintati e spinti a far parte della crescita della struttura del cristallo.

Nel regno animale, sia le piante, gli animali e l’uomo porteranno degli imprinting quando ci sarà l’occasione. Una parte del cibo disgregato fornisce proprio alcuni PME imprintabili .
Esistono tra gli esseri umani delle differenze nella capacità di imprintare. Per cui avremo persone in grado di avere un controllo sull’imprinting eccezionale (per fornire una scala potremmo dire 100). Queste persone possono fare “miracoli” o fare con efficacia la pranoterapia, o essere in grado di autocurarsi. D’altra parte ci saranno persone con pochissima volontà e determinazione (nella nostra scala diciamo 10-20) chiameremo quest’ultimi scarsi attivatori, mentre i primi li definiremo grandi attivatori.

Il fenomeno dell’attivazione finora era sfuggito a livello macroscopico in quanto i PME disponibili erano pochi e per lo più localizzati all’interno del corpo umano nei processi digestivi. Ora con l’avvento di tecnologie che possono creare una grandissima quantità di PME l’effetto può diventare finalmente evidente e probabilmente misurabile.

Diamo ora uno sguardo a cosa succede normalmente ai PME imprintati dagli aspetti inorganici cosmici che li circondano. I Quark si riuniscono per formare protoni neutroni ed elettroni che a loro volta formeranno gli atomi.

Gli atomi procederanno sempre con lo stesso stile, quindi gli atomi di H tenderanno ad aggregarsi per formare molecole H2, e l’Ossigeno a formare molecole O2. A loro volta poi coi procedimenti che chiamiamo della chimica queste si aggregheranno in strutture sempre più complesse. Ogni struttura sia elementare che complessa avrà un suo MaGrav.

Sistema solare e PME Dal sole arrivano continuamente PME che hanno una parziale programmazione, c’è una piccola base di sistema operativo che dà a questi PME la caratteristica del Padre (sole) che ha un aspetto definito dai cinesi Yang . Le caratteristiche dei PME Yang pertanto sono : aspetto maschile, aspetto attivo, aspetto espansivo centrifugo, aspetto riscaldante, aspetto luminoso, aspetto dinamico, aspetto arido …

Meno noto è il fatto che la Terra emette a sua volta PME, in effetti se ci pensiamo se il calore ricevuto non venisse riemesso la Terra diventerebbe una piccola stella.

I PME provenienti dalla Terra hanno un’aspetto Yin. Le caratteristiche dei PME Yin sono: aspetto raffreddante, aspetto concentrante, centripeto, aspetto femminile, aspetto non luminoso, aspetto passivo, aspetto umido …

Sotto un altro punto di vista il Sole dà l’imprinting dell’ Idrogeno, e la Terra da l’imprinting derivante dall’ Ossigeno (quasi 50% della terra è data dall'Ossigeno)

E’ interessante osservare che i PME Yang dal Sole possono essere immaginati come gialli ed avranno un’affinità con questo colore, i PME provenienti dalla Terra avranno un affinità con il colore azzurro (la Terra vista dallo spazio appare come “il pianeta azzurro” ). Sulla superficie della Terra i PME Yang e i PME Yin in parte trovano modo di interagire formando un nuovo PME misto che mantiene in equilibrio i due aspetti. Il colore che ne risulta è il verde dominante sulla superficie del pianeta. Dove c’è la possibilità della vita c’è anche l’elemento che unisce l’Idrogeno con l’Ossigeno, cioè l’acqua. Un rafforzativo di questo concetto può essere il considerare come il colore prevalente nei deserti sia il giallo, mentre il colore prevalente nei poli sia l’azzurrino dei ghiacciai.
http://gradienti.xoom.it/main/keshe-creazione-della-materia/