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Richard
Richard
Amministratore del forum

[quote1382995383=camillo]
1 considerazioni sulla teoria pubblicata da Keshe nel primo libro.

Quello che sto per dire è una mia personale interpretazione del primo libro di Keshe.
Provo a riassumere il più sinteticamente possibile i tre punti salienti.

1° postulato: La comprensione del comportamento degli atomi è incompleta, la parte mancante è quella che riguarda il comportamento dei protoni neutroni ed elettroni quando si trovano sotto forma di plasma nel VUOTO. Keshe ipotizza che queste particelle elementari presentino un comportamento paragonabile a quello dei gas.
Quando le particelle elementari si trovano agglomerate in un gran numero in uno spazio ristretto si restringono, quando si trovano libere nel vuoto si allargano.
Allargandosi perdono “durezza” e sono molto più penetrabili. Non ce ne siamo accorti perchè nelle interazioni nucleari che facciamo con gli acceleratori di particelle non possiamo mandare un singolo protone contro un altro nel vuoto, la probabilità che due protoni collidano è bassissima sarebbe come sparare con due fucili da Milano a Roma e viceversa e sperare che a metà strada i due proiettili collidano. Pertanto negli acceleratori usiamo fasci densi di particelle contro altri fasci densi. Certo questi fasci viaggiano nel vuoto ma quello che conta è che il fascio è denso è come una galassia che si scontra con un altra galassia.
Ricordo che in un centimetro cubo di idrogeno ci sono più di 10 alla 19 atomi di idrogeno cioè 10.000.000.000.000.000.000. atomi. Nel vuoto cosmico possiamo trovane uno solo o anche meno.
Se immaginate l'atomo come un essere umano quando è insieme agli altri si comporta come folla, quando l'uomo è da solo isolato con un buon spazio di libertà si comporta come individuo libero e mostra la sua vera identità.
Concludendo Keshe ipotizza che quando un protone è privato dal suo elettrone ionizzandolo (diventa un plasma) e nello stesso tempo gli viene dato spazio di libertà allontanando i suoi simili mediante la creazione del vuoto, ebbene in tal caso la penetrabilità del protone cambia, non valgono più le leggi conosciute e stabilite con i fasci densi, quindi il protone è penetrabile con molta meno energia.

2° postulato: Quando il protone (o altra particella) viene penetrato e aperto in modo “dolce” (Keshe usa questo termine) esso si apre mostrando tre componenti. E' come aprire un barattolo usando un opportuno apriscatole, il contenuto si mostrerà integro e vedremo ciò che sta dentro. C'è una bella differenza da quello che facciamo normalmente con gli acceleratori nucleari, lì è come sparare con un grosso cannone contro un barattolo che non riusciamo ad aprire altrimenti; certo quello che rimane dopo la rottura è un insieme caotico di cocci mescolato ai resti del nostro proiettile.
Se paragoniamo il protone ad un'automobile possiamo dire che essa contiene tre individui che Keshe chiama materia, antimateria, materia-oscura, il punto è che per vederli dobbiamo aprire la porta dell'auto e farli scendere integri, se invece spediamo la macchina ad alta velocità contro un muro troveremo… polpette.

3° postulato: Una volta aperti i modo dolci molti protoni, le tre componenti che le formano sono libere di riaggregarsi in modo differente, più conveniente per loro. Sono le condizioni ambientali a determinare il risultato finale. Come dire che se per esempio apriamo 10 automobili ne usciranno 30 individui (tre per ogni auto) ebbene se le condizioni ambientali lo permettono questi trenta individui potrebbero decidere di stare insieme quindi ripristinando le condizioni ambientali normali ci troveremo ad avere una corriera con 30 individui anziché le 10 auto di partenza.

La teoria è interessante soprattutto per le implicazioni ma che prove ci sono?
Se da una parte è vero che Keshe non ha fatto vedere nulla di verificabile, è però altrettanto vero che sono comparse prove indirette, e proprio perchè provengono da fonti indipendenti, cominciano a dare un notevole contributo alla teoria.

Le prove riguardano il 1° postulato

Il ricercatore Bohm scoprì che nel plasma, gli elettroni smettevano di comportarsi come particelle separate e si comportavano come parte di un insieme più grande interconnesso. Nonostante che il loro movimento individuale sembrasse casuale e caotico, grandi quantità di nuvole elettroniche causavano l’impressione di un comportamento sorprendentemente ben organizzato. Come una creazione cellulare, il plasma rigenerava e isolava costantemente tutte le impurità su una parete, allo stesso modo in cui un bio-organismo racchiude tutte le sostanze estranee in una ciste.
Bohm era impressionato da queste proprietà organiche e disse che spesso sentiva che il mare di elettroni era “vivo”.
Quindi, quando divenne professore assistente all’università di Princeton, continuando con questi studi , rilevò nuovamente che l’apparente movimento accidentale di separazione degli elettroni riusciva a creare effetti di movimento altamente organizzati. Egli scoprì che un intero oceano di particelle elementari, avevano dei comportamenti peculiari esattamente come il plasma. Ciascuna di loro sembra essere consapevole delle altre incalcolabili milioni di particelle. Bohm chiamò i movimenti collettivi degli elettroni “plasmoni “.
Come Pribram pubblicò il suo primo articolo sulla possibile natura olonomica del cervello nel 1966.

Le conferme pratiche sono ora arrivate da un filmato dei russi citato da Richard recentemente proprio in questo forum.

Nel film pubblicato a dicembre 2012 si fa vedere come nella stazione orbitale un contenitore connesso con il vuoto esterno fosse riempito di particelle ionizzate agganciate a gruppi particolari di strutture per poter rendere visibile alle telecamere. Con grande sorpresa di tutti il comportamento non era per niente simile a quello previsto, ma… guardatevi il filmato!

A terra i tecnici non volevano credere a ciò che vedevano, anche qui compare una strana considerazione… sembrano “vivi.” La stessa cosa lo dice Keshe ripetutamente nei suoi libri, anzi sostiene che una volta che si sono organizzati questi plasmi assumono una loro personalità. Questo concetto Keshe me l'ha ribadito personalmente durante un colloquio.

C'è poi tutto il lavoro di David Lapoint (già citato più volte in questo dibattito) che fa vedere chiaramente come inaspettatamente si formi una sfera di plasma luminosa generata da particolari campi magnetici interagenti col plasma.
ttp://www.youtube.com/watch?v=9EPlyiW-xGI

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Alcune fonti da Wilcock

PREMESSA
D- Quell’unica sostanza vibra a livelli dinamici differenti, e suono, calore, luce, elettricità sono ciò che quell’unica sostanza effettua per mezzo di livelli specifici dell’Unica Energia, e non c’è differenza fra una cosa come l’elettricità e, diciamo, il ferro, salvo per la velocità dell’effettuazione. E’ un’affermazione corretta ? R- Affermazione corretta
http://www.edgarcayce.it/media/vitamanifest.htm

—-
prossimo estratto da Physics News suggerisce che due predominanti densità diverse di etere (leggi “materia oscura”) sono all'opera nelle galassie e nei supercluster. Non è necessario che il lettore comprenda per intero il paragrafo, ma semplicemente la parte evidenziata:

http://newton.ex.ac.uk/aip/physnews.259.html#

LA MATERIA OSCURA, COME QUELLA LUMINOSA, E' GERARCHICA. Cioè essa si aggrega a livello galattico e al livello di raggruppamenti di galassie. Questa visione si basa sulle nuove osservazioni effettuate con il telescopio orbitante giapponese a raggi X, ASCA, che ha registrato emissioni di raggi X provenienti dal gas nel gruppo di galassie Fornax (Y. Ikebe e altri, Nature, 1 Feb. '96). La densità della materia oscura in qualsiasi posizione, si deduce dalla densità del gas bollente (fino a 10**8 K), che probabilmente è mantenuto in equilibrio dall'influenza gravitazionale dell'invisibile materia oscura che lo circonda. Gli scienziati ASCA suggeriscono che una spiegazione delle loro misurazioni sia la presenza di due tipi diversi di materia oscura. Questo si rifà ad alcuni modelli cosmologici ibridi che propongono che la materia oscura fredda (assioni) influenzi le relazioni a livello galattico e la materia oscura calda (ammassi di neutrini) a livello di raggruppamenti (Science News 10 Feb. '96) [corsivo e grassetto nostri]

Quello precedente è solo uno dei tanti pezzi del puzzle che suggerisce che due principali forme di “etere” (materia oscura) siano all'opera nell'Universo

http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_06.htm
http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_02.htm
Alcuni scienziati come Mishin, Aspden, Tesla e Keely hanno scoperto, indipendentemente gli uni dagli altri, che l’etere è suddiviso in differenti livelli di densità. Apprendiamo da queste scoperte che le qualità della materia e dell’energia saranno differenti secondo la densità, cosa che comporta un cambiamento nelle leggi-base della fisica per ogni livello di densità raggiunto. Parleremo brevemente delle loro scoperte per inserire le loro argomentazioni nel giusto contesto.

Prima di tutto, il dott. A.M. Miskin di S. Pietroburgo, Russia, ha condotto misurazioni molto approfondite per lunghi periodi di tempo nel suo laboratorio, ed ha dimostrato che l’etere esiste simultaneamente in diversi stati, e che lo stato che si rileverà dipende dal tipo di turbolenza disturbante che si crea. Queste scoperte sono state fatte con misurazioni prese per mezzo di sistemi elettromeccanici auto-oscillanti, simili ad alcuni schizzi di Kozyrev, con in più un celato ‘componente nascosto’, più adatto a rilevare onde di torsione da sistemi biologici che da sistemi inorganici. Con questo tipo di misurazioni, Mishin ha potuto rilevare quanto segue:

– La ‘temperatura’ dell’etere, ossia la quantità di disturbo vibratorio contenuto in esso; – La direzione e la polarizzazione dell’etere; – I movimenti fluenti, o ‘flussi’ dell’etere.

Mishin ha numerato le differenti densità dell’etere come segue:

– Ether-1 che funziona come un corpo solido; – Ether-2 che funziona come un denso liquido superfluido; – Ether-3 che funziona come un corpo gassoso, connesso con il moto molecolare; – Ether-4 che è lo stato osservabile a livello di energia del plasma stellare; – Ether-5 che corrisponde ai processi galattici.

Come possiamo vedere, ogni livello di etere scoperto da Mishin possiede un differente livello di densità rispetto agli altri, più chiaramente visibile nei primi tre, che sono ovviamente in ordine decrescente di densità. Dobbiamo ricordare che Mishin non è l’unico scienziato ad avere scoperto le diverse densità dell’etere. Fin dagli anni ’50, il dott. Harold Aspden ha documentato scoperte simili, e in questo caso queste scoperte sono state confermate da equazioni estensive. Per di più, tutte le argomentazioni principali del lavoro di Aspden hanno successivamente superato processi di revisione accademica e sono quindi stati pubblicati in prestigiose riviste scientifiche; di questo materiale daremo conto negli ultimi capitoli. Ancora, il fisico del XIX secolo John Keely aveva già classificato sette differenti densità di etere, probabilmente per mezzo di una scoperta simile a quella del dott. Mishin.
http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_03.htm
Solidi Platonici manifestano la più grande simmetria geometrica tra tutte le forme esistenti, sebbene qui il Dr. Wolff non le chiami per nome. Nel prossimo estratto dal dr. Aspden, egli si riferisce alle forme dei Solidi Platonici nell’etere come “cristalli fluidi”, e spiega come essi possano avere un effetto simile ad un solido, anche se compaiono in un mezzo simil-fluido:

… i fisici del 19° secolo erano in imbarazzo di fronte all’etere perché esso mostra alcune proprietà che ci dicono che è un fluido e altre che ci dicono che è un solido. Questa era la percezione in un’ epoca in cui poco o niente si conosceva dei “cristalli fluidi”. I display di molte calcolatrici tascabili usano segnali elettrici e fanno affidamento sulle proprietà di una sostanza che, come l’etere, mostra proprietà caratteristiche di entrambi gli stati liquido e solido in risposta a un’alterazione del campo elettrico.

Questo ci dà una “valida” spiegazione del perché Tesla diceva che l’etere “ si comporti come un liquido di fatto, e come un solido per luce e calore. I Solidi Platonici in realtà si comportano come fossero strutture consolidate dell’etere, organizzando i flussi energetici in schemi specifici.

http://peswiki.com/index.php/Harold_Aspden

http://www.quantummatter.com/

Microcluster sono minuscole particelle che presentano chiare ed inequivocabili prove che gli atomi sono vortici nell’etere che si assemblano naturalmente in forma di Solidi Platonici tramite la loro vibrazione/pulsazione. Inoltre, queste nuove scoperte sono state un duro colpo per coloro che ancora credono all’esistenza di singoli elettroni orbitanti intorno ad un nucleo anziché nuvole di elettroni in forma di onde stazionarie di energia eterica assemblate in schemi geometrici. La storia dei “microcluster” irrompe per la prima volta nel mondo ufficiale nell’edizione del Dicembre del 1989 dello Scientific American, nell’articolo scritto da Michael A.. Duncan e Dennis H. Rouvray.
Quello che ci viene detto è che nel microcluster gli ipotetici “elettroni” non sono più confinati nei singoli atomi di appartenenza, ma piuttosto che si muovono indipendentemente attraverso l’intero cluster stesso! Ricordate che nel nostro nuovo modello quantico, non ci sono elettroni, ma solo nuvole di energia eterica che scorrono dentro, verso il nucleo in conseguenza dell’effetto Biefield-Brown. In questo caso, il microcluster agisce come un singolo atomo, con il centro del cluster che diventa simile al nucleo atomico caricato positivamente, all’interno del quale scorre l’energia caricata negativamente. In modo interessante, tenendo a mente i comportamenti similfluidi dell’etere, il prossimo passaggio suggerisce che i microcluster possano avere proprietà simili sia ad un fluido che ad un solido

http://www.edgarcayce.it/media/materia.htm
Ogni atomo del corpo-fisico è un’espressione di un significato spirituale. E’ così che la materia viene in essere. 264-45

La vibrazione è movimento. Il movimento è attività di una forza positiva e negativa. 281-29