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#95214
camillo
camillo
Partecipante

Orsoinpiedi, hai ragione forse in questo caso sono troppo ottimista. (ho letto il tuo link)
Il punto focale sta nella domanda: e' meglio essere pessimisti o ottimisti?
Poi cosa possiamo fare noi?

Vedi vicino a Fukushima c'è nientepopodimeno che la città Tokio, vuoi che non siano preoccupati?
Qualcuno prospetta la possibilità di evacuare il Giappone .. eh!? Non ti sembra un tantino esagerato?.
Ma se ci fossero serie possibilità credi che gruppi industriali ENORMI come Toyota e & non si darebbero da fare?
Cerchiamo di essere un po' meno catastrofici.
Su un punto sono molto perplesso cioè nel fatto che la società che gestisce l'impianto nicchia sul fatto di stoccare le barre nel modo a secco. Questa modalità è l'unica che dà ampie garanzie di risolvere il problema alla radice.

Dico quello che so a riguardo premetto che vado a memoria e potrei dire delle inesattezze.
Una barra di uranio esaurito può avere diciamo due tipi di stoccaggio, uno momentaneo umido immergendola in apposite piscine con liquido sotto controllo. Poi in genere ci sono appositi impianti di riprocessazione che estraggono gli elementi più costosi e ancora utili, infine il rimasuglio che definiamo con il nome di “scoria radioattiva” viene ulteriormente trattato, compattato e/o vetrificato. Si ha così un blocco compatto di “scoria radioattiva”. Infine questo materiale viene immesso in cilindri spessi di acciaio circondati da piombo. Questi contenitori vengono sepolti in aree geologiche STABILI. Ci sono posti sulla terra per cui per milioni di anni non succede nulla di geologicamente rilevante, sono impermeabili all'acqua ecc. Queste scorie vengono collocate ad opportuna distanza in modo che il loro calore non si sommi. A questo punto in tempi lunghi fino a 50000 anni la zona torna normale dal punto di vista radioattivo. Preciso che questi siti NON sono grandi estensioni perché il materiale è relativamente piccolo in quantità.
In un primo tempo la Tepco, il gestore della centrale nucleare di Fukushima, si era opposta al confinamento a secco, perché il costo finale di una singola barra (cilindro da circa 4 metri di lunghezza) stoccata a secco è di UN milione di dollari.
Tenete presente che nei 4 reattori ci sono più di 6000 barre.
Fra l'altro in uno dei quattro reattori la barre erano appena state cambiate e sono molto pericolose, quindi occorrerà trasferirle in reattori sicuri e farle funzionare fino ad esaurimento. Purtroppo una centrale nucleare NON si può spegnere di colpo, occorrono anni e costi elevati.
Quindi per quello che riguarda le attuali conoscenze anche se partissimo ora a chiudere tutti gli impianti nucleari ci vorrebbero anni, NON c'è verso di cambiare questa strategia.

Qui dicono che hanno cominciato a togliere le barre:
http://www.corriere.it/ambiente/13_novembre_18/fukushima-via-rimozione-barre-uranio-reattore-4-82654c2c-5065-11e3-b334-d2851a3631e3.shtml

Qui invece si prospetta la problematica dello stoccaggio subito dopo il disastro.
https://www.facebook.com/notes/no-al-nucleare-video/chi-si-prender%C3%A0-le-barre-radioattive-di-fukushima/10150207044332648