Rispondi a: ENERGIA RADIANTE

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Richard
Richard
Amministratore del forum

[quote1371974361=pancia37]
Il video che ho postato richard , parla di una mala interpretazione su come avvolgere i motori a spazzole , e di come si siano travisate le invenzioni di tesla ..
in prattica , avvolgendo un motore come nel filmato , con doppio avvolgimento e doppio sistema strisciante a spazzole , si va a togliere i picchi di lenz o contro forza che si crea quando si immete energia nelle bobine , con questo sistema viene eliminato questo problema , ed il motore lavora senza scaldarsi , aumentando la resa a parità di amper , moltiplicandola di molto , lo stesso discorso vale anche per le lampadine ect ..
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Ok quindi si cerca di escludere il picco di lenz, al contrario di questo:

Nel circuitino qui a destra abbiamo una bobina (un solenoide) alimentata da una batteria. Finchè il circuito è chiuso, la corrente passa generando un campo magnetico nella bobina e nello spazio attorno. Se però apriamo improvvisamente il circuito, per la cosiddetta reazione di Lenz, la tensione e la corrente circolante hanno entrambe un picco improvviso, prima di interrompersi, superiore ai valori iniziali. Questo comportamento costituisce una evidente asimmetria nel comportamento del campo elettromagnetico e, come già detto, è un fenomeno ben noto anche se, di fatto, non spiegato.

Il MEG è capace di sfruttare la suddetta asimmetria. Per chiarire come faccia, possiamo prima fare un esempio banale ma efficace. Immaginiamo un pendolo: per metterlo in moto dovremo fare un certo sforzo per dare una serie di spinte sincronizzate col suo periodo finché, raggiunta l'oscillazione voluta, basterà uno sforzo piccolissimo – teoricamente nullo – per mantenerla. E fin qui ci siamo, l'analogia fra un pendolo e qualunque circuito oscillante è evidente: diamo energia (spingiamo) finché il circuito oscilla, teoricamente all'infinito. Ora però dobbiamo inserire nell'esempio la asimmetria … Il pendolo è sempre là, che attende la nostra spinta. Stavolta però proprio vicino al pendolo c'è un muro, dietro il quale tira un forte vento. Quando l'ampiezza dell'oscillazione raggiungerà e supererà il muro, il pendolo riceverà una forte spinta dal vento, tornando indietro con più forza di prima, e quindi noi a quel punto potremo pure smettere di spingere perché continuerà ad andare da solo, risospinto ogni volta indietro dal colpo di vento. Di più: dal suo moto potremmo anche, con una piccola dinamo, prelevare una certa quantità di energia, la quale sarebbe automaticamente rimpiazzata dal colpo di vento.

Come funziona Beh, l'esempio del pendolo al vento è un bel pò approssimativo, ma aiuta a rendere l'idea di una inerzia da superare e una soglia oltre la quale c'è un apporto extra di energia dall'esterno che vince gli attriti (dissipazioni) e mantiene il moto. Quindi, sia chiaro, la 1ª legge della Termodinamica è sempre valida: tanto il nostro “pendolo dietro il muro” quanto il MEG, infatti, non creano energia dal nulla, ma trasformano quella di una fonte naturale (il vento o un campo di forza sinora sconosciuto). Pertanto il fantomatico moto perpetuo non ha nulla a che vedere col MEG, e bisogna che questo sia ben chiaro al lettore. Adesso identifichiamo le parti del MEG servendoci dell'esempio del pendolo dietro il muro: il pendolo è un nucleo ferromagnetico con avvolgimenti (come in un trasformatore), la massa in movimento è il campo magnetico, chi dà la spinta iniziale è il circuito di controllo, la dinamo è l'avvolgimento di uscita, e il “vento oltre il muro” è il flusso elettromagnetico longitudinale nel vuoto locale

http://www.progettomeg.it/tecnica.html