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farfalla5
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Partecipante

[quote1328176748=Xeno]
Come sappiamo è da diversi anni che agitano lo spauracchio della censura di internet,chiusura di siti e bla bla bla.
Quando ho letto qualche gg fa la storia dell'ACTA ho pensato fosse l'ennesima notizia.
Poi è successo che hanno chiuso Megaupload Megavideo con tanto di notizia in prima pagina e gli autori alla cogna mediatica.
Quindi ho pensato adesso stanno facendo sul serio.
Ma quando la cosa è così spettacolare,l'esperienza mi insegna che non tutto è come sembra.
Ed ecco qua cosa ho scoperto:

Il caso Megaupload: quali i veri motivi della chiusura?
http://es.scribd.com/doc/79366922/2012-01-24-caso-megaupload

=_= adesso mi torna.
[/quote1328176748]
Io posto il testo se poi vi sembra esagerato toglietelo…
Grazie Xeno, infatti mi sembrava strano che dopo tutti questi anni si fossero svegliati :ummmmm:


Il caso Megaupload: quali i veri motivi della chiusura?

di Attilio Folliero, Caracas 24/01/2011
Il 19 gennaio 2012, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d'America ha provveduto asequestrare il sito Megaupload. Come si riporta nel sito stesso delDipartimento, il motivoufficiale del sequestro è la violazione dei diritti d’autore (copyright) e pirateria.
E’ questo ilvero motivo della chiusura di Megaupload o c’è qualcosa sotto?Che cosa era Megaupload?
Megaupload era uno dei più diffusi siti web, dove un utentepoteva caricare e scaricare file di qualsiasi tipo, compresi file musicali e film. Gli utenti eranodi due tipi: quelli registrati gratuitamente e quelli Premium, che pagavano una quota mensile;gli utenti registrati gratuitamente avevano un limite nella quantità di file che potevanoscaricare o caricare; invece gli utenti a pagamento, detti premium, non avevano nessun tipodi limitazione. Propietaria del sito era la
Megaupload-Limited
, una società con sede ad HongKong. Gli introiti della società, che derivavano ovviamente dalla quota a pagamento a costinon proibitivi, erano enormi, dato che Megaupload era uno dei siti più visitati di Internet; ilDipartimento di Giustizia USA parla di 150 milioni di utenti registrati e 50 milioni di visitatoirial giorno, ossia il 4% complessivo di tutto il traffico di Internet.Il sito era in linea dal
25 marzo del 2005
, praticamente da ben 7 anni.
Come mai vienechiuso adesso, dopo sette lunghi anni?
La giustizia statunitense non sembra lenta quandodeve intervenire a proteggere la proprietà, compresa quella intellettuale. Tutti sapevano cosafosse megaupload, per cui sette anni appaiono veramente tanti per un intervento da partedella giustizia. Quindi, una domanda sorge spontanea: “
Il sito è stato chiuso veramenteperchè violava i diritti d’autore o c’è qualcosa sotto?
”A dicembre del 2011, solamente un mese prima del sequestro, Megaupload avevaannunciato un nuovo servizio denominato
Megabox
(leggasi sul tema l’articolo diDigital Music News). Questo servizio è apparso subito come qualcosa di veramente rivoluzionarioper il mondo della musica, che avrebbe potuto dare esclusivo potere agli artisti, liberandolidalla schiavità delle case discografiche. Fino ad oggi, un artista, un cantante, praticamenteper poter regisitrare e distribuire un disco deve passare attraverso l’intermediazione dellecase discografiche, la cui attività consiste appunto nel distribuire opere di terzi, degli artisti, aiquali vanno delle percentuali sugli introiti, percentuali decisamente basse; ovviamente unartista che vende milioni di copie guadagna bene, però le case discofrafiche guadagnanoenormemente di più. Ricordiamo che quattro grandi case discografiche (Universal MusicGroup, Sony BMG Music Entertainment, EMI Group e Warner Music Group, conosciuta comeWEA) controllano praticamente i tre quarti del mecrato discografico mondiale.In sostanza il servizio che si accingeva ad offrire Megaupload liberava gli artisti dalla schiavitùdelle case discografiche, ovvero gli artisti diventavano unici proprietari della loro operaintellettuale; un artista invece di legarsi ad una casa discografica e guadagnare percentualiirrisorie, pubblicando per Megaupload, in maniera del tutto legale, contratto compreso,avrebbe ottenuto un guadagno del 90% per ogni canzone scaricata. Molti artisti di famainternazionale, per i loro nuovi dischi stavano pensando a Megaupload: Alicia Keys, SnoopDogg, Will.i.am, Kanye West avevano dichiarato il proprio appoggio a Megaupload.L’operazione Megabox, sarebbe avvenuta in modo del tutto legale, senza alcuna violazione

del diritto d’autore. E’ facile ipotizzare che ciò avrebbe mandato in fallimento le grandi casediscografiche, perchè a qualsiasi artista sarebbe convenuto firmare un contratto conMegaupload, piuttusto che con la vecchia casa discografica.La gisutizia USA, a meno di un mese dal lancio di questo servizio, è stata duqnue velocissimanell’attuare contro un provvedimento assolutamente legale che avrebbe potuto mandare infallimento le grandi multinazionali. Per sette anni, Megaupload ha agito violandoeffettivamente i diritti d’autore, ma alla fine essendo i danni arrecati alle case discografiche,dell’ordine delle centinaia di milioni di dollari, a fronte di guadagni miliardari, relativamentebassi, veniva tollerato.Oggi che si accingeva ad offrire un servizio del tutto legale, la giustizia interviene a chiuderloper le violazioni operate negli anni passati


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.