Rispondi a: L'universo sognante

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Omega
Partecipante

[quote1246184063=zret]
Orbene riconosciamo, sulla base di acquisizioni antiche e recenti, che l' universo è una proiezione, generata da un oloprogramma. (..) In un universo siffatto la responsabilità e la libertà personale tendono a sgretolarsi, poiché, anche se gli uomini credono di agire, essi sono agiti, quando credono di scegliere sono scelti. (..) Vita, gioia, dolore, morte sono fotogrammi montati dal Regista. Perché allora darsi tanta pena, se tutto è una fiction? (..) Il cosmo è simile ad un enorme macigno in bilico su un abisso infinito. Non sappiamo né chi né come né per quale motivo dall'oceano del niente siano emerse le isole delle galassie. (..)
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L'Archetipo del Cosmo (non il Cosmo stesso, che sarebbe un Gigante- Vivente) è, e dovrebbe essere sempre e comunque statico (la struttura dove si manifesta la Volontà dinamica degli Esseri Coscienti) perché nessuno, neanche l'Universo sarebbe capace di sussistere senza una Legge che determina i spazi e tempi preprogrammati necessari per muoversi al suo interno a livello di 'Sogno' individuale, per scegliere tra le infinite opzioni possibili seppur facenti parte di un finito locale. Non esiste però il limite nella Creatività di un essere umano consapevole, semmai viene a costituirsi tramite la credenza in esso. Ciò vuol dire che, dall'esterno, la struttura- universo sembra l'ologramma (l'insieme) ma dall'interno (il particolare), c'è piena libertà di decisione perché la struttura non interferisce minimamente con l'avventura delle sue componenti. Se per caso il cosmo devesse restare solo Caos senza nessun ordine pre-visto, l'esistenza stessa delle entità intelligenti (quindi dell' uomo) sarebbe impossibile. Vita, gioia, dolore, morte sono la nostra creazione tangibile, il Regista ha solamente concepito l'idea e la teoria che doveva essere dimostrata. Il Cosmo E' l'infinito, nessuna reale separazione c'è tra 'questo' e 'quello', è solo frutto della congettura mentale (e la Mente spesso mente…). La differenza tra il capire e il subire il programma sta nel saper discernere la finalità di entrambi.

L'uomo è l'unica creatura che rifiuta di essere quello che è.” ([color=#0077dd]Albert Camus[/color])

“L'arco del 'destino' (il nostro carattere) di un 'guerriero' (interiore) è inalterabile. La sfida consiste in quanto lontano saprà andare e in quanto riuscirà ad essere impeccabile all'interno di questi rigorosi limiti. Un guerriero sa che sta aspettando e sa cosa sta aspettando, e mentre aspetta si gode la vista del mondo. L'impresa suprema del guerriero sta nel godere la gioia dell'infinito.” (Un grande sciamano, [color=#0077dd]don Juan Matus[/color])